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Riaperta la Val Ferret: cessata allerta per il ghiacciaio di Planpincieux

A seguito delle risultanze della scheda di allertamento sul ghiacciaio di Planpincieux, che domenica 9 agosto 2020 ha confermato il rientro nei parametri di rischio, si è proceduto alla revoca dell’ordinanza di chiusura della Val Ferret.

Le azioni preventive di Protezione Civile attuate si sono rese necessarie per garantire l’incolumità e la sicurezza delle persone e degli ospiti di Courmayeur. L’evacuazione si era indifferibile poiché, nel quadro di rischio glaciologico paventato, le azioni di protezione civile sono impostate sulla previsione di rischio maggiore e quindi sull’eventuale rischio di caduta della porzione di ghiacciaio di 500mila metri cubi.

Il Comitato Val Ferret critica l’allarmismo

Il Comitato Val Ferret ha rimarcato la situazione di disagio e di ingenti danni che si è creata con l’allarmismo generato dalle dichiarazioni dell’imminenza del crollo di una porzione di 500.000 mc: «La stessa imminenza che l’anno passato pareva dovesse portare al collasso di una porzione minore – circa 250.000 mc – poi anch’essa non avvenuta ma che ha tenuto in “scacco” la valle per tutto l’autunno. Tale massa, definita settori A e B, si è nel frattempo in gran parte sgretolata e annullata senza lasciare traccia sul fondovalle».

Il Comitato chiede di meglio ponderare, nel futuro, «scenari allarmistici, le cui ripercussioni impattano negativamente sull’intero territorio di Courmayeur e non solo».

«Giova anche ricordare che il sistema di monitoraggio e conseguente allertamento semaforico a valle, oltre alla realizzazione di una viabilità emergenziale, con impegno di ingentissime risorse pubbliche, tarato sul potenziale distacco dei settori A e B non è servito. Tali opere sono risultate inadeguate di fronte al nuovo e diverso rischio paventato dell’imminente crollo dei citati 500.000 mc.  Addirittura tali opere e manufatti risultano essere stati collocati nella zona rossa recentemente perimetrata», denuncia il Comitato.

Il Comitato attraverso i propri esperti glaciologi incaricati – Maggi e Orombelli – sta valutando i documenti redatti dagli Enti preposti e, a breve, potrà formulare un proprio parere, «sulla base del quale avviare un confronto costruttivo per definire una corretta e ponderata lettura dei dati e degli scenari conseguenti. Il tutto alla luce delle premesse che sempre campeggiano su ogni relazione ufficiale: Il fenomeno qui studiato è naturale, non è possibile prevederlo con certezza allo stato attuale delle nostre conoscenze. I danni e i disagi generati sono invece ben noti e tristemente reali».

La risposta di Fondazione montagna sicura

Il segretario generale di Fondazione montagna sicura (Jean-Pierre Fosson) e il coordinatore dell’area tecnica ghiacciai (Fabrizio Troilo) nella videointervista spiegano tutte le fasi di partenza dell’allerta, della situazione di crisi e dell’annullamento delle misure restrittive.

Pubblicato / aggiornato il 10/08/2020 alle 11:02
Categoria: Cronaca / Video