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-33 giorni alle elezioni

-33 giorni alle elezioni

Mercoledì 19 agosto 2020, si è in attesa di conoscere se le liste in lizza alle elezioni per i 35 posti da consigliere regionale saranno 12 o 13 e se quelle per la guida del Comune di Aosta saranno 10 o 13.

Tutto dipenderà dall’esito dei reclami proposti da AduVdA, Movimento 5 Stelle e Stella alpina.

Facile sarebbe dire che chi vuole candidarsi a scrivere le regole per la propria comunità dovrebbe prima di tutto essere in grado di applicare quelle esistenti. Altrettanto facile sarebbe dire che la pena deve essere commisurata alla gravità dell’errore, altrimenti qualcuno griderà all’attacco alla democrazia.

La realtà è però che la Valle d’Aosta, l’Italia e l’Europa stanno morendo di burocrazia. Una burocrazia superata dalla tecnologia e dagli eventi ma che, imperterrita, impone il rispetto di regole delle quali è difficile comprendere il senso.

Per non entrare nel merito di vicende sulle quali i vari gradi di giustizia avranno modo eventualmente di esprimersi, citiamo un caso personale.

Noi – come peraltro molti altri colleghi – nelle giornate del 16 e 17 agosto abbiamo cercato di pubblicare le liste depositate per le elezioni regionali e comunali. Lo abbiamo fatto scontrandoci contro regole non esistenti ma applicate e inscardinabili nella maggior parte dei casi.

Spieghiamo: siccome le liste erano depositate in Tribunale (per le elezioni regionali) e nei singoli comuni (per le comunali) ci siamo interfacciati con gli uffici elettorali chiedendo di poter ricevere (con un qualunque mezzo digitale) le liste non appena presentate oppure con invii riepilogativi ogni mezza giornata.

Solo pochissimi ci hanno risposto favorevolmente e li ringraziamo per lo spirito di collaborazione e attenzione che hanno dimostrato.

Nella maggior parte dei casi si è trattato di un no. Giustificato con il fatto che le liste dovevano essere ancora validate dalla Commissione elettorale circondariale.

Abbiamo provato a spiegare che la presentazione di una lista, a prescindere dalla sua approvazione, è una notizia. Siamo rimasti inascoltati.

Quando non ci hanno risposto no, ci hanno risposto che non la lista ma il programma sarebbe stato pubblicato all’Albo pretorio on line. A parte che non è successo ovunque, il problema è stato che, in molti casi, il documento non conteneva l’elenco dei candidati ma solo le loro firme (per lo più illeggibili).

Insomma: non avendo una regola alla quale attenersi, il burocrate sceglie la linea del diniego.

Scelta indubitabilmente sicura e tutelante. Non so quanto rispettosa, alla fine, dei cittadini che pagano lo stipendio del burocrate in questione. Infatti il diniego non lo interpretiamo nei confronti nostri e dei colleghi ma degli elettori che, in assenza del nostro lavoro, avrebbero atteso sino alla pubblicazione delle liste approvate, non sapendo quali altre fossero state presentate ed, eventualmente, per quale motivo escluse.

Il nostro mondo viaggia su almeno due velocità: quella di chi guarda al risultato e quella di chi guarda alle regole. Le due velocità potrebbero non essere incompatibili ma bisogna volerlo: con l’impegno individuale ma, soprattutto, con una reale e profonda semplificazione. Che porti a riacquisire il valore fondante della Pubblica Amministrazione: che deve essere al servizio dei cittadini; non il contrario.

Questo compito, fra gli altri, spetterà agli eletti che andremo a votare.

Pubblicato / aggiornato il 19/08/2020 alle 18:47
Categoria: Politica e Amministrazione