-20 giorni alle elezioni
La Valle d’Aosta è ancora una regione bilingue?
Nel senso: l’italiano e il francese sono di uso corrente da parte della popolazione?
Perché insegnare il francese a scuola in un numero di ore identico a quelle di italiano e poi insegnare in italiano tutte le altre materie non è bilinguismo. Pagare l’indennità di bilinguismo ai dipendenti pubblici non è bilinguismo. Avere la carta d’identità scritta in italiano e francese non è bilinguismo.
Se vogliamo usare come test dello stato di salute del bilinguismo la campagna elettorale, il risultato è sconfortante.
Ho aspettato sino a martedì 1° settembre, ovvero la presentazione della lista di Pays d’Aoste Souverain, per sentir ribadire il concetto che l’italiano si utilizza come lingua tattica. Nel senso che è quella con la quale con più facilità ci si interfaccia con le persone.
Union valdôtaine ha tenuto alta la bandiera del francese sul palco del comizio di apertura e sulla home page del blog Le peuple valdôtain ma poi scivola sul suffisso .it (e l’italiano, comunque, abbonda). La Lega Vallée d’Aoste si appoggia sulla terna Aggravi-Luboz-Lucianaz. Valle d’Aosta Futura ha affidato l’introduzione dell’incontro di presentazione del programma ad Adriana Viérin, che è però passata all’italiano al momento della presentazione dei candidati. Forza Italia ha potuto contare sull’incipit di Renato Favre e sull’inatteso passaggio in francese di Antonio Tajani. Dagli altri, quando c’è stato, si è trattato di un salutino iniziale. Da Pour l’Autonomie, in francese, solo il nome.
Pubblicato / aggiornato
il 01/09/2020 alle 20:30
Categoria:
Politica e Amministrazione