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Professori senza cattedra e assessore Certan ancora su fronti opposti

Professori senza cattedra e assessore Certan ancora su fronti opposti (©Gianfranco Zanata per Bobinetv) - Il flash mob dei Professori senza cattedra del 4 giugno 2020

Continua la polemica fra i Professori senza cattedra e l’assessore all’Istuzione della Regione autonoma Valle d’Aosta in relazione alla situazione degli insegnanti precari.

La testi dei professori senza cattedra

Giovedì 10 settembre 2020, i professori senza cattedra hanno diffuso una nota per sostenere che gli insegnanti in graduatoria hanno permesso di coprire solo 204 cattedre vuote su 445 posti disponibili: «L’imminente rientro in classe per l’anno scolastico 2020/2021 avverrà, oltre che tra le incertezze dettate dal perdurare della pandemia e dallo stato di emergenza, per il numero record di cattedre vuote. Se a livello nazionale sono quasi 60.000 gli insegnanti che mancano a coprire i posti disponibili, in Valle d’Aosta sono rimaste vacanti 241 cattedre sulle 445 indicate come necessità dall’organico di fatto, con alcuni vuoti clamorosi: alle medie sono rimasti vuoti 17 posti di francese (su 27), 14 di matematica e scienze (su 24), 6 di inglese (su 7); la situazione delle scuole superiori non è migliore, con 11 posti liberi di matematica su 12, 7 di matematica e scienze su 11, 12 su 23 nelle discipline letterarie, e via discorrendo. ​I numeri più drammatici riguardano la copertura dei posti su sostegno, ossia quelli destinati a supportare gli alunni che più hanno bisogno di competenza, esperienza e continuità: alle scuole medie sono rimasti vuoti 43 posti di sostegno su 53 e alle superiori 17 su 33».

La spiegazione sarebbe nel fatto che «Nella nostra regione le cosiddette graduatorie di prima e seconda fascia, riservate ai docenti in possesso dell’abilitazione alla professione, sono andate pressoché esaurite con gli ultimi concorsi (l’ultimo, riservato appunto agli abilitati e svoltosi nel 2018, fu non selettivo). Restano quindi a disposizione della scuola valdostana gli insegnanti inseriti nelle graduatorie di terza fascia, che hanno titoli e, nella maggior parte dei casi, molti anni di servizio e che finora non hanno potuto abilitarsi perché l’ultimo corso universitario finalizzato all’abilitazione (TFA) è stato chiuso nell’anno accademico 2014/2015. Il successivo FIT, figlio della riforma cosiddetta “La buona scuola”, è stato ben presto accantonato a cambio di governo. Il risultato è che le modalità di accesso alla professione di insegnante restano sempre in balia delle altalene politiche, a solo discapito della scuola, culla e palestra delle future generazioni, che avrebbe bisogno di progettualità e investimenti, di lungimiranza e non di perenne rincorsa all’emergenza».

Le cattedre rimaste scoperte sono assegnate tramite chiamate dirette dei dirigenti scolastici a chi ha inviato alle scuole la messa a disposizione tramite curriculum vitæ. Un metodo che, secondo i Professori senza cattedra, «non offre garanzie assolute di trasparenza» e «A volte non è stato possibile trovare nuovi insegnanti con i titoli necessari, anche e soprattutto per i posti di sostegno».

In riferimento ai concorsi, i Professori senza cattedra continuano a sostenere che «una procedura snella, veloce e meritocratica e che prevedesse anche il coinvolgimento dell’università regionale, come quella più volte proposta e dettagliata dalle associazioni di precari, avrebbe potuto dare un senso all’autonomia di cui ci vantiamo e che invece impedisce a un insegnante part-time in Valle d’Aosta di completare il suo orario in Piemonte per incompatibilità dei contratti».

Critiche anche per la composizione delle classi: «L’emergenza sanitaria avrebbe potuto e dovuto rappresentare un’occasione per investire nuovamente sulla scuola valdostana.
Invece, oltre ad un aumento irrisorio degli organici e comunque destinato ad esaurirsi ad emergenza conclusa, la ripresa a settembre vedrà ancora la presenza di alcune classi composte da 27 alunni e, fatto ancor più grave, con la presenza di più alunni con disabilità sullo stesso gruppo classe (addirittura 5 in alcune Istituzioni scolastiche regionali) contravvenendo totalmente alla normativa vigente e rendendo così estremamente difficoltosa la realizzazione di una didattica realmente formativa per i ragazzi disabili
».

La risposta della Sovrintendenza

La Sovrintendenza agli stusi ha risposto con una breve nota, venerdì 11 settembre. «Lunedì 14 settembre gli alunni rientreranno in classe con la quasi totalità degli insegnanti, così come sempre avvenuto anche negli anni scolastici passati, nonostante le maggiori difficoltà organizzative derivanti dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e dal maggior numero di supplenze da conferire, proprio per effetto del potenziamento dell’organico del personale insegnante disposto, per l’anno scolastico 2020/2021, per agevolare l’attuazione delle misure necessarie per la ripresa delle attività scolastiche in sicurezza.
Contrariamente a quanto asserito, le cattedre vuote della scuola secondaria non sono affatto 241, ma sulla base dei dati in possesso della Struttura personale scolastico alla data odierna risultano circa 70 posti da conferire su un totale di oltre 1.300 posti nella scuola secondaria di primo e di secondo grado, dato ben diverso. Le segreterie scolastiche stanno, inoltre, continuando con assiduità a contattare i docenti interessati per dare copertura entro l’inizio delle lezioni anche a queste ultime supplenze residuate.
La Sovraintendenza agli studi rassicura, quindi, le famiglie e gli studenti sull’inesistenza del “disastro annunciato” dal Coordinamento professori senza cattedra
».

La replica dei Professori senza cattedra

I Professori senza cattedra sostengono che l’Amministrazione regionale non ha letto correttamente il loro comunicato: «La prima frase diceva infatti: “​Gli insegnanti in graduatoria hanno permesso di coprire solo 204 cattedre vuote su 445 disponibili​”, il che vuol dire che, alla fine delle convocazioni ufficiali da parte della stessa Sovrintendenza per il conferimento delle supplenze, concluse il 27 agosto, rimanevano ancora scoperte (per sottrazione) 241 cattedre. Si tratta di una cifra ufficiale, calcolabile da chiunque tramite le liste delle sedi residuate pubblicato sul sito della scuola valdostana, gestito dalla stessa Amministrazione regionale, e non elaborazioni o libere interpretazioni dei precari.
Le 245 cattedre non sarebbero ovviamente rimaste scoperte ma il ricorso alla chiamata diretta per la copertura di oltre il 50% delle cattedre scoperte è un evidente sintomo della fragilità del sistema, confermato dal fatto che a tre giorni dall’inizio della scuola ancora 70 posti siano ancora da assegnare. In un sistema scuola efficiente le “chiamate con la cornetta” dovrebbero servire a situazioni impreviste a graduatorie esaurite, principalmente in corso d’anno
».

I precari del Comitato Professori senza cattedra specificano che il loro scopo «non è la denuncia, ma il bene del sistema scuola, che ha bisogno di progettualità e lungimiranza, e ribadiscono ancora una volta l’apertura al confronto per un contributo che possa aiutare a sconfiggere il “virus” dell’emergenza cronica in cui vive la scuola con tutti i suoi attori».

Pubblicato / aggiornato il 11/09/2020 alle 16:03
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Categoria: Economia e Lavoro