Sinistra: separati a oltranza
La sinistra valdostana non cessa di stupire per la capacità di spaccare il capello in quattro pur di giustificare l’impossibilità di riunirsi.
Il Progetto civico progressista ci ha provato, aggregando sotto un unico simbolo il Partito democratico, Rete civica e Area democratica.
E ha anche, dopo l’esito elettorale favorevole, mandato qualche messaggio pacificatore ad Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta (per ora non raccolto).
Poi ci sono il Partito comunista italiano, Rifondazione comunista e Potere al Popolo. Tutti nella stessa area e tutti fieramente impegnati nei distinguo.
L’ultimo esempio: non paghi di aver presentato liste separate alle elezioni per il Consiglio comunale di Aosta (Pci e Pap, Rifondazione si è astenuta, AduVdA è stata esclusa), stanno facendo manfrina per esprimere il loro sostegno al ballottaggio. AduVdA e Pap lo hanno già fatto a favore di Nuti-Borre. Il Pci deve riunirsi. Rifondazione comunista ha fatto un lungo sofismo per affermare che non è a favore di Nuti-Borre ma è contro Girardini-Balbis.
Considerato che ognuno di questi simboli professa sostanzialmente la medesima visione del mondo, risulta veramente difficile capire quale sia la ragione che impedisce loro di raggrupparsi, se non ostinati personalismi.
Pubblicato / aggiornato
il 26/09/2020 alle 20:30
Categoria:
Politica e Amministrazione