Legambiente: il dossier sulla qualità dell’aria
(©Bobinetv) -
Rappresentanti Legambiente VdA
Mercoledì 30 settembre 2020 è stato diffuso il dossier nazionale di Legambiente Mal’Aria – Edizione speciale.
Al suo interno, sono stati confrontati i dati sulla qualità dell’aria di 98 città italiane relativamente alle concentrazioni delle polveri sottili e del biossido d’azoto (PM10, PM2,5, No2), dal 2014 al 2018, con i rispettivi limiti suggeriti dall’OMS: 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2. Si tratta di limiti che hanno come target la salute delle persone e che sono più stringenti rispetto a quelli della legislazione europea.
Il quadro che emerge dal confronto realizzato è che solo il 15% delle città italiane analizzate raggiunge la sufficienza.
A livello nazionale la qualità dell’aria non è buona e ciò incide sulla salute dei cittadini. in Italia le morti premature dovute a inquinamento sono, infatti, circa 60mila l’anno.
Aosta rientra nel gruppo delle 15 città con una qualità dell’aria nella norma, pur attestandosi appena sulla sufficienza. Tuttavia occorrerebbe migliorare la situazione della città: per esempio esempio, aumentare la quota di mobilità sostenibile, abbattere le emissioni da riscaldamento degli edifici.
Come è specificato nel dossier Mal’Aria, la ricerca si riferisce soltanto a inquinanti “standard”, presenti in tutte le città, in quanto riconducibili a due forme di inquinamento di ogni area urbana: le emissioni delle auto e degli impianti di riscaldamento. Tuttavia, contesti urbani con particolari fonti inquinanti, come Aosta sede di un’acciaieria, risentono della situazione specifica locale. Legambiente, quindi, sostiene che «in questo senso la “sufficienza in pagella” del capoluogo valdostano sia, a nostro avviso, da relativizzare».
Inoltre, visto il periodo di elezioni regionali e comunali 2020, l’associazione aggiunge che «non possiamo non osservare che i problemi connessi all’impatto della Cas sulla qualità dell’aria di Aosta e della Plaine risultino totalmente assenti dalla campagna elettorale comunale, così come sono stati spesso trascurati nel dibattito regionale».
Di conseguenza, Legambiente ha proposto l’avvio di un processo di ristrutturazione e, dove necessario, di totale sostituzione dei capannoni industriali.
Legambiente ha deciso di rivolgersi direttamente ai due candidati sindaco al ballottaggio per la guida della città di Aosta, chiedendo loro:
- Cosa pensate dell’impatto ambientale dell’acciaieria?
- Avete intenzione di fare pressione perché un piano di ristrutturazione sia finalmente avviato?
- Siete consapevoli del ruolo di ogni sindaco come responsabile della salute pubblica?
- Sapete che la lotta al cambiamento climatico porterà, nel medio termine, a una nuova e più severa normativa comunitaria sulle emissioni industriali?
Pubblicato / aggiornato
il 01/10/2020 alle 13:44
Categoria:
Politica e Amministrazione