La Carovana dei ghiacciai 2020 anche al Miage
Dopo i Requiem per i ghiacciai, organizzati nel settembre 2019, Legambiente ha lanciato la prima edizione di Carovana dei ghiacciai, campagna realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano (CGI) che, dal 17 agosto al 4 settembre ha monitorato lo stato di salute dei ghiacciai alpini per sensibilizzare le persone sugli effetti che i cambiamenti climatici stanno avendo sull’ambiente glaciale alpino.
Sei le tappe al centro di questa campagna, che ha avuto per protagonisti dieci ghiacciai: quello del Miage in Valle d’Aosta (17-18 agosto), quattro ghiacciai del Monte Rosa in Piemonte (dal 19 al 22 agosto), i ghiacciai Forni e Sforzellina in Lombardia (dal 23 al 26 agosto), il ghiacciaio della Marmolada in Veneto- Trentino Alto Adige (da 27 al 29 agosto), quello di Fradusta in Trentino Alto Adige (dal 30 agosto al 1° settembre), e il ghiacciaio del Montasio occidentale in Friuli Venezia Giulia (dal 2 al 4 settembre).
Nel corso di ogni tappa, Legambiente insieme al Comitato Glaciologico Italiano ha realizzato monitoraggi scientifici ad alta quota per osservare le variazioni storiche dei ghiacciai e per monitorare le trasformazioni glaciali, seguendo il modello delle Campagne glaciologiche che il CGI realizza annualmente dal 1895. Inoltre di tappa in tappa sono stati organizzati incontri, mostre, escursioni per conoscere il territorio montano ed è stato previsto uno speciale momento di raduno “saluto al ghiacciaio”.
«I ghiacciai – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono degli indicatori sensibilissimi del cambiamento climatico in atto e sono il primo campanello di allarme di un problema, quello dell’emergenza climatica, che ha una portata internazionale e che deve essere affrontato in maniera sinergica dagli stati di tutto il mondo con politiche di mitigazione e di adattamento al clima. Le immagini dei giorni scorsi del ghiacciaio di Planpincieux in Val Ferret, a rischio crollo e per questo costantemente monitorato, dimostrano ancora una volta e concretamente la portata di questo problema che mette peraltro in pericolo le comunità locali e l’intero habitat. Con la campagna Carovana dei ghiacciai e con i dati che raccoglieremo nel corso dei monitoraggi, accenderemo i riflettori sugli effetti che l’emergenza climatica sta già avendo anche sul nostro Paese e ribadiremo l’urgenza di mettere in campo misure e politiche ambiziose sul clima per arrivare a emissioni nette pari a zero al 2040, in coerenza con l’Accordo di Parigi. Perché purtroppo di tutto questo ancora non c’è traccia nella discussione politica attuale del nostro Paese».
«Grazie all’accordo con Legambiente – aggiunge Marco Giardino, segretario Generale del Comitato Glaciologico Italiano – le attività che verranno messe in campo nell’ambito di Carovana dei ghiacciai saranno fortemente indirizzate a raggiungere un obiettivo socialmente utile: la diffusione della consapevolezza che la trasformazione degli ambienti glaciali, seppur rapida e apparentemente inarrestabile, può essere affrontata meglio con una conoscenza approfondita. Il monitoraggio glaciologico è quindi condizione indispensabile per rendere efficaci gli interventi di mitigazione dei pericoli e di gestione sostenibile delle risorse e di fruizione duratura dei servizi ecosistemici propri degli ambienti glaciali».
La campagna glaciologica 2019, ha dimostrato nel settore alpino occidentale (Piemontese-Valdostano) che l’arretramento delle fronti glaciali è generalizzato, con un valore medio di 10 metri rispetto all’anno precedente. Impressionano due dati: il primo è il regresso di 335 m in un anno della fronte del Ghiacciaio del Gran Paradiso: qui il ghiaccio si è assottigliato al punto di far emergere il substrato, isolando a monte la fronte attiva; il secondo dato è l’instabilità della fronte sospesa del ghiacciaio di Planpinceaux, che reagisce rapidamente alle variazioni termiche, accelerando, fratturandosi e convogliando acque di fusione alla propria base, facendo così temere crolli sul fondovalle.
Per quanto riguarda il tasso di riduzione dei ghiacciai italiani, questo è evidente anche dai bilanci di massa: la riduzione di spessore medio è pari a un metro di ghiaccio, un valore generalmente superiore al tasso degli ultimi decenni, sia per i ghiacciai alpini monitorati, sia per il Calderone, unico ghiacciaio appenninico.
La tappa valdostana
La prima tappa è avvenuta lunedì 17 agosto 2020 con un’escursione sul ghiacciaio del Miage. La mattina è stata dedicata al monitoraggio e all’osservazione delle morfologie glaciali, mentre, nel pomeriggio, si sono svolte iniziative culturali e divulgative. La tappa si è, infatti, conclusa con il Saluto al Ghiacciaio, un momento di riflessione sul lavoro dei ghiacciai, e con la lettura di alcuni brani tratti da Il grande libro del Ghiaccio. Si è trattato di un momento consacrato alla commistione dell’arte con il mondo scientifico, perché «per cogliere la globalità della realtà occorre guardare con attenzione ai diversi linguaggi e cogliere le differenti sinergie tra essi» ha spiegato Vanda Bonardo, Responsabile Legambiente Alpi.
L’attuale situazione del Miage
Il ghiacciaio del Miage, il più himalaiano dei ghiacciai italiani, ha una superficie pari a 11 km quadri ed è, per gran parte, coperto da detriti che ne hanno preservato la massa dalla fusione glaciale e lo rendono classificabile come ghiacciaio nero.
Sono state effettuate misure per valutare le reazioni del ghiacciaio in relazione ai cambiamenti climatici. È stato rilevato un modello tridimensionale delle pareti di ghiaccio intorno al lago del Miage e si è notato che il cambiamento morfologico della superficie è stato così consistente e rapido da rendere impossibile la misura nello stesso punto a distanza di un anno.
Rispetto ad altri ghiacciai, il Miage non arretra la propria fronte ma collassa. Dagli anni Novanta, infatti, la sua superficie è sprofondata di circa 30 metri, quasi un metro l’anno. In particolare, dai rilevamenti emerge che la falesia del ghiacciaio, che un tempo incombeva sul lago, è arretrata di 10 metri circa, e che la conca del lago ora vuota si sta approfondendo e si sta spostando verso valle. All’interno della conca sono stati rilevati degli ingenti accumuli di blocchi rocciosi provenienti sia dalla copertura detritica del ghiacciaio, sia dalla morena laterale destra, sempre più instabile. La mancanza del sostegno fornito dalla massa glaciale al fianco della morena ha provocato l’apertura di una grossa trincea e l’abbassamento del lato intero di oltre sei metri dal 2019. Un’ulteriore conferma della forte deglaciazione.
I ghiacciai sono termometri sensibili del cambiamento climatico in atto e l’attuale stato di salute dei ghiacciai alpini non fa che rimarcare l’urgenza di politiche efficaci contro l’emergenza climatica.

©CarovanadeiGhiacciaiLegambiente

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La presentazione del rapporto sui ghiacciai italiani
In vista della Giornata internazionale della montagna, Legambiente organizza, giovedì 10 dicembre 2020 alle ore 10, un webinar per presentare il primo rapporto sui ghiacciai italiani monitorati con la campagna estiva 2020.
L’evento sarà disponibile sulle pagine Facebook di Legambiente, La Nuova Ecologia e Legambiente Alpi.

Pubblicato / aggiornato
il 10/12/2020 alle 06:57
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Categoria:
Politica e Amministrazione / Video