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Tre Comuni sono zona rossa

Giovedì 15 ottobre 2020, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha firmato l’ordinanza di chiusura di tre comuni a partire da venerdì 16 ottobre.

Sono diventati zona rossa Chambave, Saint-Denis e Verrayes, in ragione dell’incremento dei casi di contagio da COVID-19 e del numero di isolati, a seguito delle indicazioni sanitarie ed epidemiologiche che riportano un indice RT al di sopra della soglia di allerta.

R0 è il numero di riproduzione di base che rappresenta il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto in una popolazione completamente suscettibile, cioè mai venuta a contatto con il nuovo patogeno emergente. Questo parametro misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva. Per spiegarlo meglio:  se l’R0 di una malattia infettiva è circa 2, significa che un singolo malato infetterà due persone. Quanto maggiore è il valore di R0 e tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’epidemia. Se invece il valore di R0 è inferiore a 1, significa che l’epidemia può essere contenuta.

L’ordinanza di chiusura ha lo scopo di evitare un’ulteriore espansione del contagio e l’esecuzione di tamponi a tutta la popolazione, a eccezione dei bambini in età pediatrica, in modo da definire i livelli di contagio e le prossime azioni da intraprendere.

Il provvedimento ha stabilito quindi il divieto di allontanamento e di accesso alle aree interessate, con obbligo di permanenza presso il proprio domicilio, consentendo il solo rientro per chi, al momento dell’entrata in vigore, dell’ordinanza si troverà fuori dai territori comunali.

All’interno delle aree comunali interessate dall’ordinanza, sono state sospese tutte le attività, a eccezione di quelle che erogano beni e servizi di prima necessità, come alimentari, farmacie, rifornimento carburante, attività veterinarie e attività dei presidi socio-sanitari esistenti. Un solo componente per famiglia può recarsi negli esercizi autorizzati all’apertura per effettuare la spesa o acquisire farmaci. Nel caso i componenti di una famiglia siano tutti impossibilitati a lasciare il domicilio, perché in isolamento, è attivato il sostegno dei volontari di protezione civile.

Le uscite dal proprio domicilio per gli acquisti essenziali, a eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate a una sola volta al giorno e a un solo componente per nucleo familiare. La presenza di accompagnatori è consentita esclusivamente per motivi di salute, di lavoro o qualora sia necessaria in relazione alle condizioni di età o psicofisiche dei soggetti, o, ancora, qualora si tratti di spostamenti di persone appartenenti al medesimo nucleo familiare, in relazione al tragitto da/per il luogo di lavoro di uno di essi; è fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie e di adottare le eventuali misure di cautela individuate dal Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Valle d’Aosta.

È fatto divieto di praticare ogni attività motoria e sportiva all’aperto, compresa la pratica venatoria, anche in forma individuale. È invece consentita l’attività motoria (passeggiata) connessa a ragioni di salute, purché effettuata in prossimità della propria abitazione e comunque evitando ogni possibile compresenza di altre persone. È consentito a un solo genitore di passeggiare con i bambini, purché in prossimità dell’abitazione ed evitando assembramenti e, in caso di comprovata necessità (quale l’impossibilità di lasciare il minore in casa con un adulto), di recarsi presso uno degli esercizi la cui attività è consentita. Le medesime disposizioni si applicano ad anziani e disabili.

Le pratiche agricole e l’attività legata all’allevamento del bestiame saranno consentite, anche in caso di appezzamenti situati entro i confini comunali per persone residenti in altri Comuni, previa autorizzazione del sindaco. Anche le imprese che operano nell’ambito di appalti pubblici potranno, previa autorizzazione, proseguire la loro attività.

Sono consentiti esclusivamente spostamenti individuali temporanei all’interno delle aree interessate dal provvedimento, motivati da comprovate esigenze lavorative relative alle attività consentite, a situazioni di necessità o legate a motivi di salute, da esplicarsi per il tempo direttamente indispensabile, incluse le esigenze legate agli animali da affezione.

È stata predisposta la chiusura della  strada statale 26, tra il bivio di Nus e il bivio di Pontey.

Tratto sul quale sono state anche soppresse le fermate dei mezzi pubblici.

Come percorso alternativo al tratto di statale chiusa, è obbligatorio l’utilizzo dell’autostrada, per la quale è stata prevista la gratuità tra i caselli di Aosta e Châtillon e Nus e Châtillon.

Sono state chiuse tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado presenti sul territorio dei tre Comuni e verrà attivata la didattica a distanza. Per tutti gli studenti dei comuni coinvolti dal provvedimento, la Sovrintendenza agli Studi, in accordo con le scuole, sta valutando le attività di didattica a distanza da attivare per il periodo di chiusura dei territori.

Nella sede della Protezione civile è stata attivata la Sala operativa per far fronte alle diverse richieste che giungeranno dalle tre zone interessate dal provvedimento di chiusura. La Protezione civile ha allestito inoltre nei Comuni tre stazioni di supporto alle Amministrazioni comunali.

Per ogni esigenza, è attivo il numero verde della Protezione civile 800-122-121.

Ulteriori chiarimenti

Venerdì 16 ottobre, la Presidenza della Giunta ha ritenuto necessari alcuni chiarimenti.

Si possono continuare a svolgere le attività che erogano beni e servizi di prima necessità, le attività agricole e di allevamento, così come quelle connesse alla filiera agro-alimentare, le attività dei presidi sociosanitari e quelle veterinarie.

Le attività di somministrazione di alimenti e bevande devono essere svolte con la modalità di consegna a domicilio.

Se tali attività si svolgono interamente all’interno del della zona rossa non sono soggette a ulteriori autorizzazioni.

Diversamente, se per il loro svolgimento il personale coinvolto deve uscire dal territorio dei comuni interessati o fare ingresso nei medesimi, tali spostamenti devono essere preventivamente autorizzati dal sindaco competente. Analogamente, è prevista la richiesta di autorizzazione per le attività oggetto di contratti di appalto pubblici.

Sono soggette ad autorizzazione anche le attività di consegna da parte dei corrieri. Le aziende titolari del servizio devono fare richiesta ai Comuni per poter entrare nelle aree oggetto dell’Ordinanza, dedicando alla consegna personale e mezzi identificabili con l’impresa autorizzata.

Tra i servizi che sono garantiti vi è quello di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte delle aziende autorizzate dai sindaci. Si prosegue con la normale raccolta differenziata, tranne che per la gestione dei rifiuti degli isolati, che deve svolgersi nel rispetto delle disposizioni.

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