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La proprietà del Monte Bianco arriva in Valle d’Aosta

La proprietà del Monte Bianco arriva in Valle d’Aosta (©Lega Vallée d'Aoste) - La protesta della Lega per attirare l'attenzione sulla proprietà del Monte Bianco, il 21 ottobre 2020

La questione sulla proprietà della vetta del Monte Bianco inizia a essere presa in considerazione della politica nazionale e regionale.

Le iniziative della Lega

I deputati della Lega Paolo Formentini (vicepresidente commissione Esteri), Alessandro Giglio Vigna (capogruppo commissione Politiche Ue) ed Eugenio Zoffili (capogruppo commissione Esteri) ritengono sia necessario ricorrere ai tribunali internazionali per difendere la sovranità italiana.

Il contenzioso sull’appartenenza della vetta del Monte Bianco tra Italia e Francia sostengono debba essere risolto nelle sedi opportune e senza fughe in avanti. Hanno dunque presentato un’interrogazione al ministro Luigi Di Maio affinché proceda in questa direzione.

«L’annessione unilaterale di un pezzo simbolico di Italia da parte della Francia è un abuso – scrivono in una nota -. Dov’è l’Europa tanto celebrata da Macron? Governo e Ue battano un colpo».

Mercoledì 21 ottobre, l’europarlamentare Alessandro Panza si era recato a Courmayeur, per un’azione di protesta con il segretario della lega Vallée d’Aosta Marialice Boldi.

Rinascimento Valle d’Aosta accusa gli autonomisti

«Il tema del confine tra Italia e Francia sul Monte Bianco è di grande attualità in ragione della palese violazione dei Trattati NATO da parte delle Autorità francesi (per il tramite dei Comuni di Chamonix e Saint-Gervais che unilateralmente modificano i loro confini) – scrive il direttivo di Rinascimento Valle d’Aosta – con un presunto possesso dell’area del Rifugio Torino e della zona circostante di Punta Helbronner (che accoglie migliaia di turisti ed è un punto nevralgico del Bianco) arrivando addirittura a emettere provvedimenti al riguardo con ad esempio il del tutto illegittimo divieto del volo di parapendio sulla zona».

Rinascimento sostiene che la cartografia francese viola il Trattato di Torino del 24 marzo 1860 e il Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 (questi ultimi stabiliscono la frontiera sullo spartiacque lasciando una consistente porzione di Punta Helbronner e tutta la zona circostante il Rifugio Torino in territorio italiano). 

Rinascimento riepiloga: «Ora stiamo assistendo a azioni, che in ottica bipartisan condividiamo pienamente, portate avanti a livello parlamentare da Fratelli d’Italia con il deputato Francesco Lollobrigida e Giorgia Meloni e dalla Lega con Matteo Salvini, con riposte molto tardive (dopo oltre un anno) da parte del Ministero degli Affari Esteri (sottosegretario Scalfarotto) che segnala la questione all’Ambasciata di Parigi auspicando un confronto e che tende a liquidare la questione come falso problema risolvibile con un chiarimento (addirittura citando il fatto che il prefisso del rifugio Torino è italiano – come se questo valesse – come noto a chiunque vada in montagna è infatti molto ricorrente lo sforamento dai confini delle coperture telefoniche e certo non possono assumere indice di confine). Intanto la Francia si trattiene i proventi derivanti dallo sfruttamento di quella zona e respinge al mittente le istanze, limitandosi a rendersi disponibile ad un confronto».

Secondo Rinascimento, «Questo non giova alle nostre guide alpine, a chi lavora sul nostro versante e soprattutto all’immagine della Valle d’Aosta.
Ma soprattutto ci chiediamo: dove sta la voce dei cosiddetti Autonomisti valdostani, delle forze valdostane di sinistra al Governo insieme al Ministro degli Affari Esteri Di Maio, dove sta la voce delle Regione, dove sta la voce dei parlamentari valdostani (UV e 5 Stelle)?
Possibile che per parte nostra, che dovremmo essere i primi interessati a livello di immagine e turistico/economico in merito alla chiarezza e alla rivendicazione dei diritti sanciti dalla NATO, ci sia il silenzio?
Non è questo il modo di governare una Regione, di esserne fieri e di difenderla rappresentandone gli interessi e diritti legittimi. Ci dissociamo da una tale condotta disautonomista!
».

Pubblicato / aggiornato il 23/10/2020 alle 16:39
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Categoria: Politica e Amministrazione