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Quasi tutti contro Elisa Tripodi e la richiesta di separare prefetto e presidente della Regione

Quasi tutti contro Elisa Tripodi e la richiesta di separare prefetto e presidente della Regione (©Elisa Tripodi) - Elisa Tripodi durante la riunione della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati di mercoledì 28 ottobre 2020

Con anche il parere favorevole del Governo, è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, mercoledì 28 ottobre 2020, l’avvio della discussione con il Consiglio regionale della Valle d’Aosta sulla risoluzione per modificare la disciplina che attribuisce le funzioni prefettizie sul territorio valdostano al presidente della Regione.

La proposta è stata formulata dalla deputato Elisa Tripodi. Lo scopo è avviare un confronto tra il Governo centrale e le istituzioni valdostane «con l’intento di garantire un presidio, uno strumento di terzietà, che metta realmente al riparo i cittadini e il territorio dalle minacce della criminalità. Per trovare una soluzione che possa andare bene a tutti. Che preservi la specialità valdostana e, allo stesso tempo, assicuri la presenza di un organo indipendente dall’esecutivo regionale».

Nella discussione generale, la deputato Tripodi ha evidenziato «i profili più critici di questa sovrapposizione delle due cariche, tra cui il fatto che l’articolo 15 dello Statuto della Valle d’Aosta apre la possibilità di dotarsi di una norma elettorale regionale che prevede l’elezione diretta del presidente della Regione e che la sovrapposizione dei due ruoli si pone in contrasto con l’articolo 5 della Costituzione, che riconosce e promuove le autonomie locali, determinando così un notevole conflitto di interessi».

Elisa Tripodi, al termine della riunione di Commissione, ha commentato: «Penso anche che le recenti inchieste giudiziarie provino, senza ombra di dubbio, la presenza di infiltrazioni mafiose all’interno della pubblica amministrazione, e che dopo i fatti accertati a livello giudiziario, e quelli che sono ancora in attesa, sia arrivato il momento di avere coraggio e affrontare la realtà e la società nella quale si vive. Prendiamone tutti coscienza, spogliamoci delle ideologie e di sentimentalismi di appartenenza esagerati e preserviamo l’autonomia e la specialità della Valle d’Aosta avendo a cuore i suoi cittadini e la loro sicurezza. La figura di prefetto non può più essere una carica politica».

Le reazioni

Politici di altri schieramenti hanno risposto a Elisa Tripodi e commentato la sua iniziativa.

Luciano Caveri aveva già affrontato la questione il 24 ottobre, su Twitter: «L’attacco all’Autonomia valdostana della deputata Elisa Tripodi con l’inizio B della discussione in Commissione della risoluzione per modificare la disciplina che attribuisce  le funzioni prefettizie della Regione Valle d’Aosta al Presidente  della Regione. Vergogna!».

E per questo è stato criticato, il 28 ottobre, su Instagram, da AduVdA: «Il superassessore all’#istruzione e salvatore dell’autonomia Luciano Caveri si lancia, tramite il suo account Twitter, con indignata veemenza contro la deputata Elisa Tripodi, rea di “attentare all’#autonomia valdostana”.
Cosa ha fatto la deputata? Ha presentato una mozione alla commissione affari istituzionali della Camera.
Cosa chiede questa mozione attentatrice? Riportiamo l’impegnativa:
“A porre in essere, per quanto di competenza, tutte le iniziative volte a sollecitare un confronto con la Regione Valle d’Aosta, al fine di verificare le modalità ed i criteri per modificare l’articolo 4 del decreto luogotenenziale del 7 settembre 1945 n. 545 che attribuisce le funzioni prefettizie al Presidente della Regione, eliminando una situazione che si pone in contrasto con l’articolo 5 della Costituzione, nel superiore interesse della Regione e dei cittadini valdostani”.
In buona sostanza si chiede un confronto tra Stato e Regione.
Ricordiamo, inoltre, che recentemente il presidente-prefetto si è trovato indagato per un’ipotesi di reato molto grave e il fatto che fosse #prefetto lo ha messo nella condizione di accedere ad atti e informazioni sensibili. Insomma, tale assetto istituzionale va riformato profondamente.
Vogliamo affrontare questa e altre tematiche delicate che riguardano l’autonomia con un approccio laico?
Vogliamo, in un momento drammatico come questo, cercare di trovare vie d’uscita lungimiranti, ognuno per la sua parte?
Vogliamo piantarla con questo continuo e sottile sessismo nei confronti della Deputata che rappresenta gli italiani e le italiane e non è, per fortuna, unicamente rappresentante della Valle d’Aosta?
Vuole, cortesemente, l’assessore all’istruzione concentrare al massimo le sue forze e i suoi numerosi talenti per aiutare la #scuolavaldostana ad uscire viva dalla #pandemia e al contempo sostenerla con lungimiranza?
Le polemiche del “bel tempo che fu” e dell’attacco all’autonomia adesso stanno a zero.
È in gioco la sopravvivenza della Valle
».

Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) ha scritto su Facebook: «Ora, mi chiedo, se l’onorevole sia per caso a conoscenza di fatti gravi che hanno coinvolto chi ha rivestito la figura di presidente con funzioni di prefetto, nell’espletamento di quella carica. In tal caso La invito a seguire l’iter normalmente previsto e segnalare la cosa alla pubblica autorità, senza perseguire crociate verso uno dei presupposti della nostra specificità di Regione autonoma».

È poi tornato sul tema il 29 ottobre: «Quanto avvenuto ieri in Commissione Affari Istituzionali della Camera è un fatto molto grave.
Perché vi è un principio di base molto importante che caratterizza il rapporto tra lo Stato centrale e la Regione autonoma Valle d’Aosta. Un principio che è parte integrante dello stesso Statuto speciale di cui all’articolo 44, terzo paragrafo: “Il Presidente della Regione (in quanto suo massimo rappresentante) […] interviene alle sedute del Consiglio dei ministri, quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione”. 
Una particolarità non da poco, che pone sullo stesso livello Stato centrale e Regione autonoma quando si trattano questioni di interesse, potremmo così dire, comune. Ora, chissà se l’on. Tripodi, che (purtroppo) tutti ci rappresenta, ha interloquito (come ama spesso dire) con la Regione autonoma (o almeno uno dei suoi organi) sulla questione. Non soltanto perché la rappresentanza non è una caratteristica meramente formale (e ci riempiamo la bocca poi di “federalismo” e derivati vari che ovviamente non appartengono al background dell’onorevole), bensì di vera sostanza e collegamento con la Regione, ma soprattutto perché così dovrebbe fare pure Lei quando si trattano questioni di primaria importanza quale è l’integrità stessa del modello di autonomia della Valle d’Aosta.
In secondo luogo quanto avvenuto ieri rappresenta, e forse l’onorevole e chi ha votato quella risoluzione non se ne sono ancora resi conto, uno sgarbo istituzionale (e non da poco) tra lo Stato e la Regione Autonoma, cosa che non avveniva da tempo
».

Pour l’Autonomie, giovedì 29 ottobre 2020, ha chiesto al presidente della prima Commissione di convocarla per affrontare il tema. In quel contesto è stata chiesta un’audizione della deputato Tripodi, perché «Il Consiglio deve esprimersi in merito a questa risoluzione per chiarire la posizione dell’Assemblea legislativa valdostana: vogliamo essere convinti che tutte le forze autonomiste tutelino questa nostra unicità.
Non possiamo permettere che si usi un momento così delicato e difficile per mettere in discussione uno dei capisaldi della nostra autonomia, ossia l’attribuzione delle funzioni prefettizie al Presidente della Regione, che discende dall’articolo 4 del decreto legislativo luogotenenziale n. 545 del 7 settembre 1945.»

Il gruppo consiliare Pour l’Autonomie ribadisce: «Capiamo che attualmente ci siano temi più urgenti su cui lavorare vista l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ma aspettiamo fiduciosi la presa di posizione di tutti i movimenti autonomisti che compongono la maggioranza regionale e del presidente Lavevaz.»

E conclude: «Rileviamo che il ruolo della deputata Tripodi dovrebbe essere quello di tutelare e sostenere la nostra regione e non quello di denigrarla.»

Union valdôtaine ricorda in una nota: «Il est le 7 septembre 1945 quand l’art. 4 du décret législatif du lieutenant du Royaume n° 545 (qui a supprimé la province d’Aoste et disposé la constitution d’une circonscription autonome) établit que le président du Conseil de la Vallée (aujourd’hui le président de la Région) exerce toutes les fonctions que les lois en vigueur attribuent à un préfet. Ce même art. 4 affirme par ailleurs que ” le président est responsable devant le Gouvernement de l’exercice des pouvoirs que la loi réserve à l’État ” tandis que l’art. 8 précise : ” Le maintien de l’ordre public est assuré par le président du Conseil de la Vallée (aujourd’hui le président de la Région) grâce aux forces de la police nationale et locale, conformément aux directives du Gouvernement, devant lequel il est responsable “».

E prosegue ricordando che «L’attribution des fonctions préfectorales au Président de la Région est une unicité de notre Région conquise en 1945, un bénéfice pour tous les Valdôtains qui permet opportunité et efficacité dans les réponses mais même le maintien des caractéristiques de notre autonomie».

Senza questa particolarità, «Comment aurions-nous pu réagir rapidement et efficacement à la triste urgence de l’inondation 2000 si nous avions dû attendre les réponses pour agir du gouvernement central ?».

L’Union Valdôtaine è quindi fortemente contraria alla separazione delle funzioni di presidente della Regione e di prefetto e s’interroga «sur l’action de la députée Tripodi qui devrait défendre les particularités de la Vallée d’Aoste et des Valdôtains qu’elle représente à Rome».

Pubblicato / aggiornato il 29/10/2020 alle 14:43
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Categoria: Politica e Amministrazione