Consiglio Valle riunito il 4 e 5 novembre 2020
(©Gianfranco Zanata per bobine.tv) -
Il Consiglio Valle riunito il 4 novembre 2020
Il Consiglio Valle si è riunito mercoledì 4 a giovedì 5 novembre, per discutere un ordine del giorno composto di 40 oggetti, tra cui 6 interrogazioni, 22 interpellanze e 4 mozioni.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
I lavori si sono aperti con la commemorazione di Osvaldo Naudin ed Eugenio Bovard.
Il presidente Alberto Bertin ha segnalato che sono state assegnate alle Commissioni competenti le petizioni popolari presentate al Consiglio.
Comunicazioni del presidente della Regione
Nelle sue comunicazioni, il presidente della Regione Erik Lavevaz, ha riferito sull’esito degli incontri in ambito di Conferenza Stato-Regioni. Ha detto che le Regioni hanno chiesto di applicare misure uniformi sul territorio nazionale e che il Dpcm contenesse certezze rispetto ai fondi di ristoro. «Invece il Governo ha deciso di suddividere l’Italia in tre aree sulla base della criticità rilevata sulla base di 21 parametri, con passaggi automatici da uno scenario all’altro sulla base di un’ordinanza del Ministero della Salute sentito il presidente della Regione interessata». La nostra regione risulta essere al limite fra lo scenario tre e lo scenario quattro e quindi si attengono le risultane del lavoro del Comitato tecnico-scientifico.
Il consigliere Andrea Manfrin (Lega Vallée d’Aoste) è intervenuto per segnalare che avrebbe ritenuto opportuno un passaggio consiliare prima dell’adozione del coprifuoco.
Il suo collega Stefano Aggravi ha chiesto la presidente Lavevaz, proprio in considerazione dei rilievi che le Regioni hanno fatto, che eventuali dubbi sull’applicazione del Dpcm inducano a tutelare e non penalizzare le piccole attività.
Il suo collega Luca Distort ha chiesto quale sia il senso delle limitazioni imposte e ha chiesto che sia comunicato alla popolazione, affinché ci sia chiarezza e conseguentemente accettazione delle situazioni.
La sua collega Nicoletta Spelgatti ha rivolto al presidente l’appello di meglio esercitare le prerogative dell’autonomia valdostana nei confronti dello Stato in questa situazione: «Da tropo tempo la Valle d’Aosta è supina nei confronti di Roma».
Il presidente Erik Lavevaz ha replicato che l’indice Rt ha una base scientifica legata a indici statistici e una base medica relativa al numero di tamponi effettuati. L’ordinanza è quindi stata emanata perché la Valle d’Aosta è a una soglia critica, sulla base delle indicazione del Piano di gestione della pandemia che sono state recepite dalle Regioni.
Interrogazioni a risposta immediata
Sono state trattate due interrogazioni a risposta immediata riguardanti la deputato Elisa Tripodi: la prima interrogazione è stata presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste e chiede notizie in merito all’esistenza di un raccordo tra il Governo regionale e l’iniziativa parlamentare; la seconda, depositata dal gruppo Pour l’Autonomie, vuole avere informazioni su di un’eventuale convocazione in Consiglio Valle della deputato, al fine di riferire in merito alla risoluzione proposta.
Il presidente Lavevaz ha risposto a Stefano Aggravi che l’iniziativa di Tripodi non è stata concordata né con il Governo né con la maggioranza. La separazione delle funzioni prefettizie dalla Presidenza della Regione è un suo cavallo di battaglia ma non se ne capiscono le motivazioni (né l’opportunità del momento). «Non abbiamo mai avuto modo di confrontarci con la deputato ma le norme attuali sono perfettamente coerenti con l’articolo 5 della Costituzione. Non vorremmo che questo accanimento derivasse da una non perfetta comprensione del ruolo amministrativo e di coordinamento del prefetto».
Aggravi si è detto rincuorato e concorde sul fatto che non si capisce la finalità dell’azione. Lo ha invitato a scrivere all’onorevole per ricordarle che lo Statuto è legge costituzionali.
Il presidente Lavevaz ha risposto a Mauro Baccega di non voler entrare nel merito della convocazione della deputato, essendo competenza dell’Aula e non della Presidenza della regione.
Mauro Baccega ha replicato che la richiesta sarà portata alla quinta Commissione, perché bisogna contrastare il dilagare della pandemia e le sue conseguenze economiche e sociali ma non si può tralasciare una questione comunque di tale rilevanza, a tempo dovuto.
Interrogazioni
Tutte le sei interrogazioni sono state poste dal gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Attuazione della l.r. 8/2020
Sono state chieste notizie sullo stato di attuazione delle misure per contrastare gli effetti dell’emergenza da Covid-19 istituite con la legge regionale n. 8/2020.
Il presidente Erik Lavevaz ha declinato i dati:
- Titolo I, Capo IV – Istruzione
- Art 30 – Disposizioni per l’istruzione e per il diritto allo studio
A fronte dello stanziamento complessivo di 513 mila euro, è stata impegnata e liquidata la spesa complessiva di 425.000 euro per l’acquisto di dispositivi di protezione e di materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altra apparecchiatura necessaria e 55 mila 982 euro per il supporto alle attività di didattica a distanza.
Le risorse non utilizzate ammontano quindi a circa 32 mila euro. - Art. 32 – Interventi a favore di collegi, convitti e servizi di doposcuola
I trasferimenti delle risorse aggiuntive e straordinarie a convitti e collegi sono stati effettuati per l’ammontare complessivo di 326 mila euro.
Per quanto concerne, invece, la decurtazione dell’importo delle rate delle rette in proporzione al periodo di sospensione dei servizi, la struttura regionale competente ha richiesto ai collegi e ai convitti di ricalcolare l’importo delle rate di cui trattasi. Le relative liquidazioni saranno effettuate nel mese di novembre.
- Art 30 – Disposizioni per l’istruzione e per il diritto allo studio
- Capo VII – Cultura, sport e turismo
- Art 40 – Contributi straordinari a favore degli organizzatori di eventi culturali e sportivi organizzati in Valle d’Aosta
La misura prevedeva uno stanziamento di 75 mila euro per gli eventi sportivi. È stata presentata 1 domanda ed è stato concesso un contributo di 5.800 euro, in attesa di rendicontazione per la successiva liquidazione.
Le risorse disponibili ammontano quindi a 69.200 euro.
Per gli eventi culturali, a fronte di una disponibilità analoga sono stati concessi contributi per 43 mila 923 euro. Le risorse disponibili ammontano quindi a circa 31 mila euro. - Articoli 41, comma 3, e 42 – Contributi per lo sport
Gli stanziamenti ammontavano a 150 mila euro per l’art. 41, comma 3 e a 600 mila euro per l’art. 42.
Tutte le risorse devono essere ancora impegnate poiché integrano i contributi “ordinari” e per l’attività sportiva promozionale previsti dalla l.r. 1/2003, da concedersi entro la fine di novembre 2020 secondo le consuete scadenze previste dalla medesima legge.
Hanno presentato domanda tutte le Associazioni Sportive Dilettantistiche e gli Enti di Promozione Sportiva per cui le risorse saranno totalmente utilizzate nell’ambito dei piani riparto dei contributi di cui alla l.r. 3/2004.
- Art 40 – Contributi straordinari a favore degli organizzatori di eventi culturali e sportivi organizzati in Valle d’Aosta
- Capo X
- Art 49 – Contributi straordinari alle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile pre fronteggiare l’emergenza COVID-19
Sono state presentate e approvate 9 domande, per un totale di 339 mila 729 euro.
1 domanda è già stata liquidata, 3 sono in corso di liquidazione e 5 domande sono in attesa di rendicontazione, con termine fissato dall’articolo 49 stesso al 15 novembre prossimo.
Le risorse avanzate ammontano a 110 mila 270 euro.
- Art 49 – Contributi straordinari alle organizzazioni di volontariato di Protezione Civile pre fronteggiare l’emergenza COVID-19
- Titolo II, Capo XI – Misure a sostegno delle attività economiche
- Art 50 – Bonus alle imprese per la ripresa delle attività
L’onere derivante dall’applicazione della misura era stimato in 34 milioni 750 mila euro.
Risultano liquidati 28 milioni 722 mila euro, di cui 28 milioni 643 mila euro già pagati. A questi si aggiungono 356.900 euro già concessi ma non ancora liquidati e 740.350 euro relativi a domande in attesa di concessione. Vi sono infine 70.000 euro per domande in sospeso.
Restano disponibili pertanto circa 4,5 milioni di euro. - Art. 51 – Bonus ai Bed & Breakfast.
A fronte dello stanziamento di 200.000 euro, sono state presentate 51 domande per un ammontare complessivo di contributi concedibili pari a 102 mila euro. I contributi saranno erogati a breve, essendo stata risolta la difficoltà di dialogo con la piattaforma del registro nazionale aiuti.
Le risorse ancora disponibili ammontano a 98.000 euro, ma la scadenza per presentazione domande è fissata al 15 novembre 2020. - Art. 52, comma 1 (contributi per settore turistico-ricettivo) e comma 3 (contributi per settore commercio, bar, ristoranti, servizi)
Lo stanziamento complessivo ammontava a 3 milioni 650 mila euro e sono state ricevute 268 domande, per un ammontare di contributi concedibili pari a 2 milioni 259 mila 522 euro. Anche in questo caso i contributi saranno liquidati a breve.
Le risorse ancora disponibili ammontano a 1 milione 390 mila 478 euro e la scadenza per la presentazione delle domande è il 15 novembre 2020. - Art. 54 – contributi per i rifugi alpini
A fronte dello stanziamento di 500.000 euro, sono state presentate 10 domande.
I contributi concessi o in fase di concessione ammontano a 45.000 euro e saranno liquidati a breve.
Le risorse ancora disponibili ammontano a 450.000 euro e la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 novembre 2020. - Art. 55 – Contributi straordinari a favore dell’AVMS e dell’UVGAM
Lo stanziamento era di 400.000 euro e sono stati concessi contributi per un ammontare complessivo di 396 mila e 200 euro. Sono stati già liquidati 172 mila 214,61 euro e a giorni si procederà alla liquidazione delle rimanenti somme impegnate. - Art. 56 – Contributi per fronteggiare l’emergenza COVID-19 nel settore dell’industria, dell’artigianato, delle attività professionali e della formazione professionale.
Rispetto a questa misura, risultano 1 milione 796 mila 825,51 euro per domande convalidate/convalidate parzialmente, di cui 1 milione 359 mila 761,11 euro per spese di investimento.
Vi sono inoltre 176 mila 896,58 euro relativi a domande in bozza sulla piattaforma, di cui 150 mila 434,99 euro per spese di investimento.
Vi sono poi 82 mila 085,82 per domande in sospeso per assenza fondi su spese di investimento.
Rispetto ai 4 milioni 900 mila euro previsti, rimangono pertanto 2 milioni 844 mila euro, ma va precisato che la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 16 novembre prossimo.
Con riferimento ai contributi previsti per la formazione professionale, per la misura destinata agli organismi di formazione accreditati nello specifico albo regionale la piattaforma per l’accesso ai finanziamenti è stata attivata il 10 settembre 2020 e la scadenza per la presentazione delle istanze è fissata per il 16 novembre 2020.
Al 31 ottobre hanno presentato domanda di contributo 5 dei 14 soggetti accreditati per un totale di contributi richiesti pari a circa 55.000 euro dei 290.000 messi a disposizione. Altre domande risultano ancora in compilazione. - Art. 57, comma 1 – contributi a fondo perduto per fronteggiare l’emergenza COVID-19 nel settore agricolo.
A fronte di una disponibilità di 1 milione 700 mila euro sono state ricevute richieste per 1 milione 577 mila e 500 euro, di cui già liquidati 922 mila euro, 262 mila 500 in liquidazione e 393 mila euro già convalidate.
Le risorse ancora disponibili ammontano quindi a 122 mila 500 euro. - Art 57, comma 5 – contributi per spese correnti ed investimenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19 nel settore agricolo.
A fronte di una disponibilità di 800 mila euro sono pervenute richieste per 400 mila e 800 euro, non ancora liquidati.
Considerato che la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 16 novembre prossimo, gli uffici stimano che le risorse non richieste ammonteranno a 250 mila euro. - Art. 58 – Misure di rilancio a sostegno del commercio dei prodotti agroalimentari regionali di qualità
Lo stanziamento complessivo ammontava a 3 milioni di euro e sono state ricevute richieste per 332 mila euro.
Considerato che la scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 30 novembre prossimo, gli uffici stimano che le risorse non richieste ammonteranno a 1 milione e mezzo di euro. - Art. 59 – Bonus a favore dell’editoria locale
La misura prevedeva uno stanziamento complessivo di 100 mila euro. E’ stata presentata una sola domanda per l’ammontare massimo previsto per legge di 15 mila euro e quindi rimangono disponibili 85 mila euro.
- Art 50 – Bonus alle imprese per la ripresa delle attività
- Titolo II, Capo XII – misure a sostegno dell’occupazione e della formazione professionale
- Art. 62 – Misure a sostegno dell’occupazione nelle PMI
Per le aziende con numero di dipendenti compreso tra 4 a 250 dipendenti, con deliberazione della Giunta regionale n. 1060 del 16 ottobre 2020, è stato approvato l’avviso a valere sul FESR. Attualmente, i fondi, complessivamente ammontanti a 4 milioni 887 mila 776 euro sono terminati con la presentazione di circa 300 domande, attualmente in fase di istruttoria.
Relativamente alle imprese con numero di dipendenti inferiore a tre, è in corso la predisposizione dell’atto da sottoporre alla competente Commissione consiliare, come previsto al comma dell’art. 62.
Per quanto riguarda gli incentivi alle assunzioni, con deliberazione della Giunta regionale n. 637 del 20 luglio 2020, è stato approvato l’avviso, a valere sulle risorse strutturali del FSE, destinato alle imprese che attivassero contratto di assunzione, anche a tempo determinato.
L’importo complessivo dell’avviso è stato pari a 3 milioni 800 mila euro, completamente esaurito, con 1.141 domande presentate, ora in fase di istruttoria. - Art. 64 – Misure per favorire i tirocini curricolari
La piattaforma per l’accesso ai finanziamenti è stata attivata in data 20 ottobre 2020 e la scadenza per la presentazione delle istanze è fissata per il 15 novembre 2020.
Nei primi 10 giorni di apertura della procedura, le domande depositate sono state 26 per un totale di 13.500,00 euro, rispetto ad una disponibilità totale pari a 200 mila euro. Altre domande risultano ancora in compilazione. - Art. 65 – Misure per sostenere la frequenza dei percorsi di formazione professionale
Alla data attuale, con riferimento ai progetti di competenza del Dipartimento Politiche del lavoro e della formazione, sono state autorizzate variazioni relative a 7 progetti per un totale di circa 48.000 euro. La disponibilità complessiva ammonta a 500 mila euro.
In ragione del fatto che la disciplina di riferimento prevede che venga presentata un’unica istanza di variazione che comprenda anche le altre misure a valere sul Fondo Sociale Europeo, nelle prossime settimane potrebbero essere presentate istanze relative ad ulteriori progetti. - Art. 66 – Misure a sostegno della realizzazione di percorsi di Formazione a Distanza (FAD)
Alla data attuale, con riferimento ai progetti afferenti al Dipartimento Politiche del Lavoro e della Formazione, sono state autorizzate variazioni relative a 9 progetti per un totale di circa 40.000 euro. La disponibilità complessiva ammonta a 200 mila euro.
In ragione del fatto che la disciplina di riferimento prevede che venga presentata un’unica istanza di variazione che comprenda anche le altre misure a valere sul Fondo Sociale Europeo, nelle prossime settimane potrebbero essere presentate istanze relative ad ulteriori progetti.
- Art. 62 – Misure a sostegno dell’occupazione nelle PMI
- Capo XIII – ulteriori misure a sostegno delle famiglie e dei lavoratori
- Art. 68 – Indennità ai soggetti non ricompresi negli articoli 5 e 7 della l.r. 5/2020
Si tratta di una prosecuzione della misura già prevista dalla legge regionale n. 5/2020, ovvero l’indennità ai soggetti non ricompresi degli articoli 5 e 7 della legge regionale n. 5/2020. Complessivamente, la misura ha coinvolto 365 beneficiari, per un importo totale di 356 mila 800 euro. - Art. 70 – Misure in materia di mobilità sostenibile
Il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 31 ottobre scorso.
Il numero delle domande presentate, già validate e per le quali si provvederà ad impegnare i contributi, è pari a 663 e assorbe tutti i 350.000 euro stanziati per la misura. - Art 71, comma 5 – interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale
Per quanto riguarda la spesa per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione di situazioni di rischio povertà e alla presa in carico di fasce deboli a forte rischio di esclusione sociale, la disponibilità complessiva di 250 mila euro sarà utilizzata entro la fine dell’anno, integrati con fondi statali relativi al Fondo povertà 2018 e 2019, nell’ambito di un progetto per favorire il reinserimento sociale, occupazionale e lavorativo dei soggetti a rischio o in condizione di povertà e di esclusione sociale, la cui situazione di fragilità si è aggravata a causa delle conseguenze dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19.
Questo il quadro generale di attuazione ad oggi delle principali misure di tipo economico previste dalla legge regionale 8/2020.
- Art. 68 – Indennità ai soggetti non ricompresi negli articoli 5 e 7 della l.r. 5/2020
Passando alla seconda domanda (quali siano le misure istituite con la legge 8/2020 ad oggi non ancora attivate e se la mancata attivazione è dipesa dallo stato di ordinaria amministrazione ), il presidente ha risposto che gli sono state segnalate le seguenti considerazioni: «va ricordato che le disposizioni per le assunzioni di cui all’articolo 13 e gli incentivi di cui agli articoli 14 e 15 hanno fatto oggetto di impugnativa da parte del Governo e quindi al momento non vi è stata data attuazione.
Altra situazione invece è quella dell’articolo 63, Istituzione dell’elenco regionale “Disoccupazione COVID-19”.
In merito a questa misura, che istituisce l’elenco disoccupati Covid, il Dipartimento politiche del lavoro e della formazione ha proceduto a elaborare un progetto denominato “Bon Emploi”, basato sulle indicazioni della norma e che si propone come strumento di contrasto alla crisi dell’occupazione del territorio regionale e di supporto per tutti i soggetti che possono essere accompagnati attivamente nella immediata e pronta ricerca di un nuovo impiego anche in chiave di auto-imprenditorialità.
Purtroppo, il momento contingente rende impossibile proseguire l’iter progettuale, perché i vincoli attuali di bilancio impongono l’impegno e la spesa delle risorse entro il 31/12/2020, termine non rispettabile in relazione alla tempistica minima necessaria per l’emissione degli avvisi, gli adempimenti per l’avvio delle attività e l’avvio effettivo delle stesse.
Inoltre, rendono non realizzabile il progetto altre considerazioni relative alla definizione delle modalità di gestione del progetto, in particolare per la parte “formazione”, alla possibile futura finanziabilità da parte del FSE del progetto, alle specifiche modalità di gestione e “tracciamento” delle attività e dei percorsi, anche in relazione alla loro rendicontazione.
Di conseguenza, il Dipartimento politiche del lavoro e della formazione, ritiene opportuno capitalizzare gli sforzi sostenuti sino a questo momento, ma rinviare al 2021 la sperimentazione del progetto Bon Emploi.
Contestualmente, propone di spostare le relative risorse economiche verso la misura di cui all’art. 62, comma 3 della l.r. 8/2020, dedicata al mantenimento occupazionale delle piccole e medie imprese».
Ha confermato infine che sono pervenute le comunicazioni di tutti i 74 Comuni valdostani entro il termine fissato.
Successivamente al 31 agosto 2020, alcuni enti hanno poi effettuato, anche su richiesta della struttura regionale competente in materia di finanza locale, rettifiche e/o integrazioni all’originaria comunicazione, al fine di dettagliare meglio le spese e di riportare una descrizione dell’investimento quanto più precisa possibile.
Sulla base dell’istruttoria effettuata è risultato che tutti i 74 Comuni hanno indicato spese di investimento che possono essere finanziate con il contributo in questione.
Le informazioni ricevute dagli enti locali sono state riportate in un prospetto pubblicato sul sito istituzionale della Regione, come richiesto dall’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale lo scorso 20 luglio.
Infine, il trasferimento dell’importo spettante a ciascun ente è stato disposto con provvedimento dirigenziale n. 5334 del 14 ottobre 2020 e le relative liquidazioni sono già state effettuate.
Il consigliere Stefano Aggravi ha chiesto di poter distribuire copia della risposta a tutta l’aula e non solo agli interroganti.
Ampliamento dei confino Parco Mont Avic
Sono stati chiesti aggiornamenti sulla procedura di ampliamento dei confini dell’Ente Parco Naturale Mont Avic.
L’assessore all’Ambiente Chiara Minelli ha ricordato che un primo ampliamento significativo si era avuto nel Vallone di Dondenaz, a Champorcher La superficie attuale è di 5.769 ettari. Con delibera del 2018, è stato approvato un dettagliato e organico Piano di gestione territoriale. È stato costituito un Comitato promotore dell’allargamento e successivamente un tavolo di confronto fra tutte le parti coinvolte. L’Amministrazione regionale ha condotto una serie di approfondimenti che hanno portato a una prima ipotesi di riperimetrazione organica su aree di Fénis, Chambave, Pontey e Châtillon. In febbraio 2020, nel corso di due incontri, l’ipotesi è stata presentata alle Amministrazioni comunali ed è stato chiesto loro di esprimere un eventuale interessamento. Sinora non si sono pronunciate, lasciando il compito alle Amministrazioni elette a settembre. L’Assessorato sta riprendendo i contatti con i Comuni e il Comitato promotore, per giungere a una definizione della proposta di ampliamento.
Il consigliere Dennis Brunod (Lega Vallée d’Aoste) ha replicato che ogni località valdostana ha proprie peculiarità ed è bellissima ma ciò non significa che debba diventare un Parco naturale per intero. Il Parco è la più grande risorsa per Champdepraz e l’allargamento potrebbe distogliere l’attenzione dal Vallone di Chalamy, dove il Parco è nato. Ci possono essere altri strumenti per la valorizzazione delle altre aree. Ha consigliato di approfondire il ragionamento non con le sole Amministrazioni ma anche con le popolazioni interessate.
Strada regionale tra Saint-Nicolas e Vétan
Sulla tempistica degli interventi da realizzare nella strada regionale n. 41 tra il comune di Saint-Nicolas e l’abitato di Vétan nel comune di Saint-Pierre, l’assessore Carlo Marzi ha risposto che l’inizio dei lavori è previsto nell’autunno 2021.
Il consigliere Erik Lavy (Lega Vallée d’Aoste) si è detto soddisfatto.
Struttura organizzativa regionale con riferimento al Casino
In merito alla definizione della nuova struttura organizzativa dell’Amministrazione regionale, con riferimento alle competenze in materia di rapporti e controllo delle attività di gioco svolte all’interno della Casino de la Vallée, l’assessore Luciano Caveri ha ricordato che il segretario generale è una figura storica nell’istituzione regionale, meglio normata nel 2010. Dipende dal presidente della regione ed è sovraordinato rispetto agli altri dirigenti di primo livello eccezion fatta per il Capo di Gabinetto e l’avvocato dell’Avvocatura regionale. Ha poi detto che il segretario non ha intrattenuto rapporti bensì ha affidato due incarichi di consulenza giuridico-legale per valutare i Bilanci del 2018 e del 2019 e per valutare le conseguenze della revoca dell’omologa del concordato da parte della Corte d’Appello di Torino. Il contenuto degli incarichi è stato trasmesso al presidente della Regione alle Strutture competenti. Ha concluso spiegando che l’attribuzione della competenza è stata assegnata al suo Assessorato, in raccordo con la Presidenza della regione. «Dal 1° gennaio ci sarà una riorganizzazione della microstruttura e vedremo quali scelte operare, in coerenza con le decisioni già assunte riguardo alla macro organizzazione».
Il consigliere Stefano Aggravi ha replicato che non capisce perché l’Avvocatura non avrebbe potuto richiedere i pareri e lo abbia fatto il segretario della Regione. Segretario che poi ha rappresentato la Regione durante l’Assemblea che ha approvato il Bilancio della Casino SpA. «C’è un altro dirigente che dovrebbe occuparsi di quel compito», ha concluso, aggiungendo che «tutte le funzioni controllo in capo a un solo soggetto, se oltretutto è impegnato a fare, possono rappresentare un problema».
Insegnante di sostegno ad alunni disabili per la Dad
Sono state chieste azioni per garantire un insegnante di sostegno agli alunni con disabilità nel caso di attivazione della didattica a distanza (DAD). L’assessore Luciano Caveri ha risposto che si attende il Dpcm ma si farà il possibile per tutelare il diritto all’istruzione da parte delle persone disabili. Ha ricordato che l’insegnante di sostegno è assegnato alla classe e non solo all’alunno con disabilità, perciò la Dad può essere svolta da tutto il team docente in accordo con la famiglia e prevedendo anche altre forme di contatto. Le singole Istituzioni, supportare dalla Soprintendenza, devono adottare le scelte più opportune, trovando le soluzioni meglio funzionanti.
Il consigliere Andrea Manfrin si è detto lieto di aver fornito uno spunto all’azione di governo. Rispetto all’approvazione di un piano per ogni Istituzione, ha chiesto che vi sia un coordinamento affinché non vi siano disparità sul territorio regionale, pur nel rispetto dell’autonomi ascolastica.
Riorganizzazione della rete ospedaliera
In relazione allo stato di realizzazione del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera.
L’assessore alla Sanità Roberto Barmasse ha risposto che alla riorganizzazione deve provvedere il Commissario straordinario, delegando poi le competenze ai presidenti di regione, che agiscono come Commissario delegato. Dopo l’approvazione del Piano regionale, il 9 settembre il Commissario ha convocato i presidenti della Regioni, evidenziando che 18 piani su 21 presentavano disallineamenti. Il 14 settembre i tecnici del Ministero hanno chiarito che il Piano della Valle d’Aosta non necessitava modifiche. Il 30 settembre 2020, la Valle d’Aosta ha chiesto l’ottenimento della delega. L’8 ottobre, il Commissario ha emanato l’ordinanza in tal senso e il presidente della Regione, il 14 ottobre, ha a sua volta individuato per il coordinamento l’ingegner Raffaele Rocco. Allo stato attuale gli oltre 3 milioni di risorse non sono stati ancora messi a disposizione della Valle d’Aosta.
Ha poi illustrato una serie di misure relative al potenziamento delle strutture ospedaliere e territoriali chiamate a fronteggiare l’emergenza.
La consigliere Nicoletta Spelgatti ha chiesto «se sostanzialmente la colpa di tutti i ritardi è da imputare al Governo centrale, come è stata utilizzata l’autonoma valdostana per prepararsi alla seconda ondata della pandemia?». Per la realizzazione del prefabbricato sono stati indicati sei mesi di tempo, che sarebbero però dovuti partire all’epoca e arriverà dunque fuori tempo massimo. Ha chiesto per quale motivo non sia stato realizzato dalla Regione con risorse proprie. ha poi rilevato che il Piano di riorganizzazione era deficitario sin dall’origine, perché indicava tempo di realizzazione lunghi e disfunzionali. Sarà tardi anche per il container per il triage in dicembre, per le 4 ambulanze, per le valutazioni in corso sugli ambulatori 8che dovevano essere fatte a maggio. «Già questo Piano non era risolutivo ma soprattutto non è stato fatto nulla di ciò che vi era previsto».
Interpellanze
Venti delle ventidue interpellanze sono state proposte dal gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Centro regionale di farmacovigilanza
La valutazione delle competenze e del personale assegnato al Centro regionale di farmaco vigilanza è stata oggetto di richiesta da parte del consigliere Stefano Aggravi, soprattutto in funzione della somministrazione del vaccino anti-Covid quando sarà pronto.
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che il Centro è incardinato nella Struttura complessa di Farmacia. Per una serie di motivazioni, ha dovuto operare con personale ridotto ma ha coperto le attività definite come essenziali dall’Aifa. Il potenziamento dell’organico è atteso in seguito all’espletamento di un concorso pubblico.
Il consigliere Aggravi ha annunciato che la Lega vigilerà sull’attività del Centro e sulle risorse umane che gli saranno messe a disposizione.
Salvaguardia del patrimonio archeologico di Aosta
Sulla salvaguardia del patrimonio archeologico della città di Aosta, il consigliere Luca Distort ha chiesto quale lo sia lo stato di salute del Teatro romano e quali le intenzioni di ricerca, tutela e valorizzazione contenute all’interno del programma attuativo della maggioranza.
L’assessore ai Beni culturali Jean-Pierre Guichardaz ha risposto che non risultano comunicazioni recenti rispetto al deterioramento del Teatro romano, struttura monitorata (come le altre, con sopralluoghi periodici) dalla Soprintendenza. Si sta valutando anche l’introduzione di nuove tecniche. A breve sarà siglata una convenzione con le Università di Brescia e di Milano per adattare il sistema di progettazione architettonica già esistente alla gestione del patrimonio.
Nel programma è indicato di terminare i lavori in corso nei castelli e siti archeologici e di predisporre un Progetto per la fruizione integrata del patrimonio in tutti i circuiti turistici.
Il consigliere Distort ha replicato che l’esposizione dell’assessore non è stata in grado di esporre una visione ma si è limitata agli aspetti tecnici.
Chiusura ambulatori e sale operatorie ospedalieri
In merito all’eventuale chiusura degli ambulatori ospedalieri e delle sale operatorie, la consigliere Nicoletta Spelgatti ha chiesto gli intendimenti regionali, «Anche perché alcuni ambulatori non sono mai stati riaperti nella fase intermedia fra la prima e la seconda ondata Covid. Le persone non si stanno curando o non ricevono le cure necessaria per le altre patologie. La medicina preventiva e a diagnostica sono ferme».
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che, a mano a mano che si modificano gli standard Rt e l’occupazione dei posti letto, si procedere alla chiusura graduale delle attività in elezione. «Il problema fondamentale non è trovare gli spazi ma il reperimento del personale. È stata data indicazione di mantenere attività chirurgiche e ambulatori il più possibile aperti ma, a mano a mano che il personale è assorbito dal Covid, le chiusure sono inderogabili». Ha precisato che tutti gli interventi chirurgici prioritari (non solamente urgenze ed emergenze) sono stati fatti e questa attività è mantenuta.
La consigliere Spelgatti ha replicato che si sarebbe dovuto implementare l’organico mentre il personale sanitario valdostano si sposta in altre zone: «Una situazione rispetto alla quale la sanità valdostana dovrebbe interrogarsi».
Garanzie per acquirenti skipass
Quali garanzie siano applicate nei confronti di chi acquista skipass stagionali o plurigiornalieri in caso di limitazioni dovute alla situazione epidemiologica da Covid-19 è stato chiesto dal consigliere Dennis Brunod.
L’assessore Luigi Bertschy ha risposto che siamo di fronte a uno scenario completamente nuovo. Ha specificato che la discussione sul protocollo condiviso fra le Regioni per la riapertura dei comprensori sciistici sarà discussa giovedì 5 novembre.
Ai possessori di skipasss 2019/20 è stato offerto uno scontro del 30% sull’acquisto dello skipass 2020/21. Analogo sconto sarà garantito ai possessori di skipass 2020/21, qualora vittime di chiusure, sull’acquisto dello skipass 2021/22.
Il consigliere Brunod ha ritenuto l’iniziativa importante e strategica. Ha suggerito di rendere più trasparenti ed evidenti queste iniziative di fidelizzazione con opportune comunicazioni.
Tutela carne valdostana
Sugli intendimenti finalizzati alla tutela della carne valdostana è intervenuto il consigliere Dino Planaz. Ha espresso preoccupazione rispetto alle modifiche all’etichettatura attualmente allo studio.
L’assessore all’agricoltura Davide Sapinet, per inquadrare la questione, ha chiarito che i Regolamenti comunitari sulla distribuzione dei prodotti agricoli consentono l’utilizzo di determinate denominazioni (tipo hamburger e salsiccia) anche per preparati che non contengono carne. La Commissione Agricoltura ha proposto alcuni emendamenti per tutelare le produzioni tipiche a base di carne ma, il 23 ottobre, il Parlamento europeo ha respinto la richiesta. «L’Assessorato si impegnerà nel proporre e appoggiare tutte le iniziative volte alla promozione all’utilizzo di prodotti locali», ha concluso.
Il consigliere Planaz ha ringraziato.
Modello organizzativo Edilizia residenziale pubblica
Il consigliere Mauro Baccega (Pour l’Autonomie) ha detto di aver letto la delibera di Giunta del 23 ottobre e appreso che la competenza è in capo all’Assessorato alle opere pubbliche mentre la struttura sul contrasto al disagio abitativo è incardinata nell’Assessorato alle Politiche sociali. Ha chiesto come sarà gestito il personale e come si potrà arrivare alla piena operatività dopo lo stravolgimento.
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che il programma di governo ha tenuto in grande considerazione la tematica. È stato previsto di dedicare maggiori e più specifiche attenzioni al sostegno abitativo, trasferendo le competenze sull’Arer all’Assessorato da lui gestito.
L’assessore alle Opere pubbliche Carlo Marzi ha aggiunto che, per i mutui, si è pensato di dare maggior rilevanza ai finanziamenti agevolati mantenendoli nell’Assessorato che gestisce. In questo modo si potranno dare risposte e informazioni chiare ai richiedenti.
Il consigliere Baccega ha replicato che i tempi per l’attuazione delle riforme nel settore richiedono normalmente tempi lunghi, ha auspicato che ciò non abbia ad avere conseguenze sui cittadini, visto che ci sono 569 domande di mutuo giacenti (per un impegno di 85 milioni di euro, che andrebbero a beneficio dell’edilizia).
Supporto alle attività di intrattenimento
Sugli interventi a supporto delle attività di intrattenimento è intervenuto il consigliere Christian Ganis (Lega Vallée d’Aoste), per sapere quante attività siano chiuse, se siano stati stimati i mancati introiti.
Ha risposto l’assessore Jean-Pierre Guichardaz dicendo che le attività di intrattenimento sono raggruppate in tre categoria: discoteche, sale biliardo e altre. Le prime non possono esercitare la loro attività dal 17 agosto, le seconde hanno subito una contrazione di orari e arriveranno ancor più severe restrizioni. Le discoteche e simili sono 14, le sale da gioco 6 e le atre attività 7. In totale 27 attività. Invece che limitarsi alla contrazione degli introiti, ha suggerito di fare un ragionamento più ampio, includendo anche tutte le misure di aiuto e ristoro messe in atto. Un’analisi che però potrà essere fatta solo a posteriori, dopo la dichiarazione dei redditi. Nel breve termine, si sta valutando di adottare strumenti mirati a sostegno. Sono i fase di implementazione le misure previste dal Decreto Ristoro-bis che terrà conto delle misure restrittive poste al territorio.
Il consigliere Ganis ha replicato ricordando che questo settore è l’unica fonte di guadagno per molte famiglie; per altri è un secondo lavoro, che integra il reddito familiare.
Risarcimenti alle attività in zona rossa
Il consigliere Erik Lavy ha chiesto gli intendimenti del Governo regionale in merito a eventuali misure di risarcimento nei confronti delle attività economiche situate nei tre comuni valdostani interessati dalla zona rossa.
Il presidente della Regione Erik Lavevaz ha risposto che le attività dei tre Comuni di Chambave, Saint-Denis e Verrayes dovrebbero poter accedere alle misure del Decreto Ristoro e l’Amministrazione regionale vigilerà in tal senso.
Il consigliere Lavy ha replicato dicendosi allibito: «non è stato usato l’indice Rt, allora su che basi è stata decisa la chiusura? Eppure è stato detto che quello era il parametro. Questa è gravissima mancanza di rispetto. Chiedo di avere copia scritta della sua risposta perché desidero approfondire la questione».
Associazioni di protezione civile
Il consigliere Andrea Manfrin ha chiesto come si intendono utilizzare i fondi residui della legge regionale n. 8/2020 a favore delle associazioni di Protezione civile, visto che non tutte erano riuscite a presentare i progetti di finanziamento mentre ora sarebbero pronte a farlo.
Il presidente della Regione Erik Lavevaz ha risposto che la Giunta non può rendere nuovamente disponibili i 110mila euro residui poiché la legge prevedeva la presentazione delle domande entro il 31 luglio 2020. La discussione in merito sarà fatta in Consiglio, sul complesso delle rimanenze della legge 8.
Il consigliere Manfrin si è detto deluso dalla risposta, visto che sperava di sentirsi rispondere che si sarebbe potuto predisporre un ulteriore bando.
Test diagnostici per gli insegnanti
Il consigliere Simone Perron (Lega Vallée d’Aoste) ha precisato che molte cose sono cambiare dal 23 ottobre, data di presentazione dell’interpellanza. Ha chiesto un aggiornamento sul numero degli insegnanti messi in quarantena, sul numero dei tamponi effettuati e quanti siano risultati positivi.
L’assessore Luciano Caveri ha risposto che 272 insegnanti sono stati messi in quarantena, 153 hanno effettuato un tampone e 68 sono risultati positivi alla data del 23 ottobre. In questo momento gli insegnanti positivi sono 65 e ci sono 218 insegnanti in quarantena.
Il consigliere Perron ha replicato che sarà importante avere una strategia di lungo termine, poiché una visione strategica sulla scuola che privilegi la didattica integrata ma con una forte parte in presenza risulta essere fondamentale, in considerazione del fatto che la convivenza con il virus è destinata a durare per mesi.
Società a partecipazione interamente pubblica
Delle procedure per la riassegnazione delle autorizzazioni alle società a partecipazione interamente pubblica, ovvero del futuro di Cva, si è interessato il consigliere Stefano Aggravi, che ha posto quattro domande su quali potranno essere le procedure per le riassegnazioni alle società totalmente pubbliche, in che modo di possa ottenere la proroga della scadenza delle concessioni, quale si ala legge che dovrebbe consentire la riapertura dei termini per l’emissione di bond quotati, se vi siano già state interlocuzioni utili in tal senso.
L’assessore Luciani Caveri ha risposto che questo è un tema molto importante e la sfida per il mantenimento di queste acque nelle nostre mani è epocale. La norma di attuazione che dovrà essere affrontata dalla Commissione paritetica devono fare in modo che la Valle d’Aosta faccia uno scatto in avanti (il nostro quadro statutario è più indietro rispetto alle Regioni a Statuto ordinario). In una bozza precedentemente redatta si immaginava la possibilità di assegnare direttamente le concessioni a società completamente partecipate dalla Regione e si apriva la porta al partenariato pubblico-privato. Ha detto di ritenerla un’ipotesi da continuare a percorrere.
Ha spiegato che, per ottenere una proroga delle concessioni, con l’affievolirsi delle norme sugli aiuti di Stato. Quindi Cva e molte altre società hanno chiesto una proroga di almeno 10 anni, per sbloccare complessivamente 10 miliari di investimenti nel settore. enrico Borghi aveva introdotto la questione nel dibattito politico nel giugno 2020.
Per i bond bisogna modificare il testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. In tal senso, erano state avviate interlocuzioni nel 2018. Più recentemente, Cva ha chiesto al senatore Alberto Lanièce di proporre un emendamento per spostare la scadenza inizialmente prevista al 2015. In entrambi i casi, gli emendamenti non sono stati approvati.
Ora bisogna individuare i migliori strumenti a disposizione, nell’obiettivo comune di ritenere Cva importante, un bene di tutti i Valdostani, una macchina che può funzionare sempre meglio, liberandosi da una serie di fardelli, per esempio il limite alle operazioni esterne previsti dalla Legge Madia.
Il consigliere Aggravi ha commentato che, forse, bisognerà ringraziare il Covid se tutta una serie di criticità in materia potranno essere superate.
Contagio negli alpeggi
Il consigliere Dino Planaz ha chiesto quali protocolli sanitari siano da applicare in caso di contagio da Covid-19 negli alpeggi, in relazione alla produzione e commercializzazione dei prodotti.
L’assessore Davide Sapinet ha spiegato che, durante la primavera, le criticità nelle aziende zootecniche sono state affrontate dalla Struttura competente, con le necessarie indicazioni operative in caso di positività al Covid. L’allevatore deve sospendere ogni attività sino al termine dell’isolamento. Il suo stretto può operare salvo la comparsa di sintomi o positività. Il caso di specie è quello dell’alpeggio di Saint-Barthélemy, dove tutti gli operatori sono risultati positivi. La messa in asciutta non è una strada da suggerire, ma è più opportuno prevedere l’istituzione di un gruppo di servizi sostitutivo. L’Assessorato, martedì 3 novembre, ha ascoltato i rappresentanti di categoria per individuare le soluzioni più idonee al risolvimento della problemativa.
Il consigliere Planaz ha ringraziato l’assessore per essersi già attivato e gli ha chiesto di lavorare di concerto con l’Assessorato alla Sanità. Se a gennaio o febbraio ci si troverà in questa situazione, bisognerà pensare in termini di benessere animale e di impatto economico.
Valle d’Aosta rossa o gialla?
I lavori sono stati sospesi per la convocazione della Conferenza dei capigruppo: il consigliere Manfrin ha ritenuto necessario un confronto con l Giunta in merito a notizie in corso di diffusione. Alla ripresa, Manfrin ha segnalato che indiscrezioni di stampa che volevano la Valle d’Aosta indicata come zona rossa richiedevano una risposta.
Il presidente Erik Lavevaz ha precisato che il Dpcm Novembre entra in vigore 5 novembre 2020. L’articolo uno si applica all’intero territorio nazionale. La misura più evidente è il coprifuoco dalle ore 22 alle 5. In Valle d’Aosta resta in vigore l’ordinanza più restrittiva. Trasporto pubblico locale al 50% della capienza, didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie dii secondo grado e chiusura dei corner slot ovunque collocati.
In relazione all’inserimento delle Regioni italiane in una o nell’altra zona, il Comitato tecnico scientifico è ancora al lavoro ma non si riesco ad avere neppure indiscrezioni. Quindi le indiscrezioni di stampa hanno poco fondamento.
Il fato che si stiano analizzando anche i dati più recenti può migliorare la valutazione in relazione alla classificazione della Valle d’Aosta. Il nostro Rt potrebbe scendere sotto 1,5 e collocarci nella fascia intermedia di rischio.
È presumibile che le ulteriori restrizioni entreranno eventualmente in vigore con un’ulteriore ordinanza e non con effetto immediato.
Come sopperire alla mancanza del Centro Covid ospedaliero
Delle misure per sopperire alla mancanza di un Centro Covid ospedaliero si è interessata la consigliere Nicoletta Spelgatti. Ha fatto riferimento alle affermazioni di protesta dei medici, chiamati a operare in strutture che ritengono non idonee e in carenza di personale. E alle risorse pubbliche destinate all’utilizzo della struttura privata di Saint-Pierre.
L’Assessore alla Sanità, Roberto Barmasse, ha risposto: «Non definirei ospedale Covid il prefabbricato, anche perché non è questa la sua destinazione: è una struttura che deve fungere da potenziamento della rete ospedaliera mediante l’aumento di posti in terapia intensiva e semi intensiva, oltre che la creazione di percorsi separati nell’area del pronto soccorso. Il piano di riorganizzazione ospedaliera non prevede la realizzazione di un centro Covid. Le misure adottate dall’Usl per la gestione della seconda ondata riguardano la gestione di equipe di medici per reparti Covid, una specifica formazione del personale, l’attivazione della struttura di Perloz per agevolare le dimissioni. Misure, queste, rese necessarie a prescindere dalla costruzione del nuovo corpo ospedaliero che, una volta completato, non sarà utilizzato per risolvere il problema Covid, s enon nel caso di saturazione delle terapie intensive. Nell’attuale situazione, il reperimento di posti alla clinica di Saint-Pierre ha un fattore positivo: la disponibilità di personale infermieristico e medico. Ribadisco: il vero problema è il reperimento del personale. Per questo, bisognerà puntare a una maggiore attrattività verso il personale medico e infermieristico.»
Il consigliere Mauro Baccega ha chiesto di intervenire per fatto personale, in quanto citato dall’interpellante. «Mai e poi mai ci eravamo sognati, il presidente Testolin, il sottoscritto e tutte le strutture che si stavano muovendo intorno al Corpo C1 a dire che sarebbe stato pronto per novembre. Il cronoprogramma andava sempre al 2021».
La consigliere Spelgatti ha colto l’occasione per ribadire che il Piano per affrontare la recrudescenza del virus era totalmente inadeguato, poiché prevedeva misure strutturali che invece che arrivare a settembre 2020 sarebbero arrivate con oltre un anno di ritardo rispetto al bisogno. All’assessore ha replicato di non aver ottenuto informazioni in relazione ai costi di realizzazione e gestione del Corpo C. E neppure al costo dei 35 posti all’Isav (della quale nel Piano non si parlava).
Situation des minorités linguistiques
Il consigliere Erik Lavy ha voluto parlare di situation des minorités linguistiques en Vallée d’Aoste, evidenziando la necessità di un censimento per capire chi parla quale lingua.
Il presidente Erik Lavevaz ha risposto che si tratta di una problematica da affrontare con la necessaria attenzione. Cosa al momento impossibile. ha spiegato che un censimento del genere non può essere inserito nel questionario generale Istat, che somministra questionari indifferenziati sull’intero territorio nazionale.
Il consigliere Lavy ha commentato che se non si riesce a monitorare l’evoluzione di una lingua non si può costruire un progetto di tutela e valorizzaazione.
Proroga del bando per i tre mesi di affitto Erp
Il consigliere Andrea Manfrin ha chiesto gli intendimenti rispetto alla proroga della misura prevista dall’articolo 71, comma 1, della legge regionale n. 8/2020 a favore degli assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’articolo prevedeva che si potesse erogare un contributo indiretto a copertura del canone di locazione per i mesi di marzo, aprile e maggior 2020. Ma la mancata definizione di morosità incolpevole e le certificazioni richieste hanno fanno sì che (una settimana prima della scadenza del bando) solamente 14 domande fossero state presentate a fronte di una platea di un migliaio di beneficiari potenziali.
Le domande presentate sono state 186 domande, su 1.366 inquilini Erp, ha riferito l’assessore Roberto Barmasse. Il procedimento amministrativo deve necessariamente concludersi entro il 30 novembre per consentire l’impegno delle risorse entro il 10 dicembre.
Il consigliere Manfrin ha espresso la propria insoddisfazione, contestando l’inderogabilità di espressione di una volontà politica di replica di questa possibilità di accesso. Ora solo il 15% degli aventi diritto ha presentato domanda.
Un piano a favore del commercio
L’avvio di un piano strategico di azioni a sostegno del settore del commercio è stato chiesto dal consigliere Christian Ganis. A fronte della riduzione del volume di affari del 30%, quando non sono stati obbligati alla chiusura, i commercianti si trovano nuovamente a combattere l’emergenza Covid. Quindi è necessario dare un supporto alle imprese del settore con specifiche misure.
L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha risposto che alle Regioni è consentita l’istituzione di restrizioni ma non di estensioni rispetto a quando previsto a livello nazionale in relazione alla creazione di grandi strutture di vendita.
Il consigliere Ganis ha suggerito di differenziare le misure sulla base delle realtà dimensionali e sociali dei territori.
Sostegno al settore turistico-ricettivo
Sono state trattate congiuntamente le interpellanze che chiedevano l’individuazione di un piano strategico di azioni a sostegno del settore turistico-ricettivo e la definizione di un piano di emergenza a favore delle attività turistiche. Il consigliere Luca Distort ha chiesto quali siano gli orizzonti di una politica di tutela della risorsa turistica.
Il suo collega Stefano Aggravi ha aggiunto un altro elemento: il 61% delle imprese turistiche resisterebbe a un altro lockdown per non più di tre mesi.
L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha risposto che a situazione è in evoluzione continua e richiede una continua riparametrazione. L’intendimento riguarda una serie di misure che derivano dalla presa d’atto dello stato di avanzamento delle misure delle leggi 5 e 8. Così si avranno i dati precisi di riferimento per capire in cosa sono state efficaci (per rimodulare ciò che non ha funzionato) e in cosa no e quali risorse sono avanzate. Rispetto alla strategia rappresentata a livello di programma, i tempi sono viziati e determinati dalla situazione Covid. le misure di compensazione regionale devono interfacciare con quelle indicate nel Decreto Ristoro bis, del quale conosciamo i contenuti solo sommariamente. «In questo momento non sarebbe intellettualmente onesto dire che saremo in grado di intervenire in un modo piuttosto che in un altro di fronte alle nuove contingenze», ha concluso.
Il consigliere Distort si è augurato che questa sia la tabula rasa sulla quale costruire un Piano strategico completamente nuovo.
Il suo collega Aggravi ha detto che si sarebbe aspettato, visto che è stato approvato dalla Giunta, il Bilancio 2021/23, che alcune valutazioni fossero già state fatte, sulla base di stime. Ha chiesto di evitare che alcune attività privilegiate di grande distribuzione possano sopraffare l’attività di alcuni esercizi al dettaglio, creando una distonia e un privilegio a realtà già di per sé privilegiate dai grandi numeri. Dare slancio al commercio al dettaglio deve essere fatto sempre.
Precariato nella scuola
In merito agli intendimenti per risolvere il problema del precariato nella scuola valdostana è intervenuto il consigliere Marco Carrel (Pour l’Autonomie). Ha sostenuto che la questione deve essere risolta anche nell’ambito delle competenze statutarie.
L’assessore Luciano Caveri ha risposto che, bisogna pensare a una norma di attuazione garantista, che regionalizzi la scuola a tutti gli effetti. Ha aggiunto: «Stiamo lavorando a una piattaforma informatica per la composizione delle graduatorie regioni e di istituto per l’anno scolastico 2921/22». Ha concluso affermando che bisogna aprire un grande dibattito laico sulla scuola valdostana.
Il consigliere Carrel ha suggerito di utilizzare la legge regionale 57/1983 per Potremmo avviare un concorso ad hoc, onde per rispondere alle esigenze della scuola valdostana. Ha ricordato che serve anche un concorso per gli educatoti.
Sanita carceraria
Il consigliere Andrea Manfrin ha specificato che ci sono tre questioni in sospeso: il protocollo per prevenire condotte suicidarie e gesti autolesivi mancante; il personale sanitario è fornito dalla Regione, che si è dotata di un servizio esterno per un costo di 300mila euro annui; il protocollo con il Ministero della Giustizia scaduto nel 2007.
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che l’Ausl ha comunicato che il protocollo non è ancora sottoscritto da parte della Direzione carceraria. Che l’Ausl non dispone internamente delle professionalità necessarie per l’espletamento del servizio interno al carcere. Si cercherà di razionalizzare le risorse finanziarie, per lo più coperte dallo Stato (anche se i fondi delle ultime annualità devono ancora essere trasferiti. Il protocollo è stato aggiornato e condiviso ed è in procinto di essere formalizzato.
Il consigliere Manfrin gli ha chiesto di farsi parte attiva nella promozione dell’avanzamento delle pratiche.
Strutture per pazienti Covid dimissibili
La consigliere Nicoletta Spelgatti ha chiesto se si individueranno strutture per accogliere pazienti Covid dimissibili ma che non possono tornare a casa o in microcmunità.
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che, a tal fine, è stato sottoscritto l’accordo con l’Isav ma che si pensa anche alla locazione di strutture alberghiere o immobili.
La consigliere Spelgatti che replicato che presterà attenzione a ciò che sarà fatto.
Commercio dei vitelli
In relazione ai protocolli sanitari da applicare per l’attività di commercio di vitelli in caso di lockdown generalizzato, il consigliere Dino Planaz ha detto: «il mercato dei vitelli va da metà novembre a metà marzo. Bisognerebbe poter utilizzare l’Arena per lo svolgimento di queste attività in sicurezza, onde non penalizzare il settore».
L’assessore Davide Sapinet ha risposto: «l’emergenza Covid si somma a un periodo di difficoltà del settore zootecnico. L’attività è consentita di commercio dei vitelli ma non è disciplinata da protocolli specifici. Che sono in corso di predisposizione, in collaborazione con l’Arev».
Fondazione Sapegno
I consiglieri hanno designato i rappresentanti della Regione all’interno del Comitato scientifico della Fondazione Centro di studi storico-letterari Natalino Sapegno con mandato quadriennale: Rosanna Gorris e Jean Balsamo.
È stata iscritta all’ordine dei giorno una risoluzione che intende impegnare il Governo regionale e il presidente della 1a Commissione consiliare a porre in essere ogni azione utile alla salvaguardia dell’integrità dell’autonomia speciale. Un’altra è stata presentata ma nn ancora iscritta.
I lavori riprenderanno alle ore 9 di giovedì 5 novembre.
Le mozioni
Delle quattro mozioni, una era a firma congiunta dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e Pour l’Autonomie.
Confini del Monte Bianco
Il testo, modificato su proposta dell’assessore agli affari europei, è stato approvato all’unanimità e impegna il presidente della Regione ad avviare una interlocuzione con il Governo nazionale per la determinazione definitiva dei confini tra Francia e Italia sullo spartiacque del Monte Bianco; inoltre impegna il presidente della prima Commissione consiliare a invitare i parlamentari valdostani a riferire in Commissione le iniziative da mettere in campo per arrivare a una definizione della controversia.
L’iniziativa è stata illustrata dal Capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, che ha ripercorso dettagliatamente «l’annosa questione della determinazione dei confini tra Italia e Francia nella zona del Monte Bianco, di cui il nostro gruppo si è occupato già lo scorso anno discutendo un’interpellanza e di recente i Parlamentari della Lega hanno avviato un’iniziativa per difenderne la sovranità italiana.»
L’assessore agli affari europei, Luciano Caveri, precisato che «la Presidenza della Regione non ha competenze sui confini, ma sta comunque mantenendo contatti con lo Stato», ha chiesto di modificare il testo, «affinché i parlamentari possano riferire in Commissione e non in Aula, dove il Regolamento non prevede un dibattito sulle loro dichiarazioni».
Centro di manutenzione tecnica per aeromobili
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità, così come emendata su proposta dell’assessore ai trasporti, una mozione proposta dal gruppo Lega VdA, relativamente alla creazione, all’interno o in adiacenza dell’aeroporto regionale, di un centro di manutenzione tecnica per aeromobili.
«Vogliamo impegnare il Governo regionale a porre in essere ogni iniziativa utile in questo senso, anche collaborando fattivamente con la società di gestione aeroportuale, i partner privati già in contatto e ogni altro ente necessariamente coinvolto – ha detto nell’illustrazione il vicecapogruppo Stefano Aggravi -. Il futuro dell’aeroporto è ancora incerto, ma un centro di manutenzione tecnica potrebbe in prospettiva creare fattive condizioni per lo sviluppo in loco di una filiera di formazione tecnica e positive ricadute in termini occupazionali per l’intero territorio regionale. L’obiettivo di questa mozione è dare una possibilità di integrazione dell’offerta attuale dell’aeroporto.»
L’assessore ai trasporti, Chiara Minelli, ha sottolineato: «Nelle aree regionali all’interno dello scalo, la maggior parte degli spazi sono occupati dalle istituzioni (Vigili del fuoco, elisoccorso, Protezione civile) e dal volo sportivo amatoriale. A prescindere dalle scelte future, è ragionevole pensare che per insediare un centro di manutenzione degli aeromobili occorrerà fare riferimento ad aree adiacenti. La Regione è favorevole a iniziative volte a incrementare l’occupazione e lo sviluppo del territorio, per cui condividiamo i contenuti di questa mozione. Evidenziamo che è in corso la revisione del master plan dell’aeroporto; non appena concluso questo iter, lo porteremo in Commissione. È possibile prevedere l’ideazione del centro di manutenzione, sapendo tuttavia che c’è un punto interrogativo, che riguarda le scelte definitive che si faranno per l’aeroporto. Chiedo di voler modificare il testo, inserendo la possibilità che il centro venga realizzato all’interno o nelle adiacenze della struttura.»
È stata poi ritirata dai proponenti la mozione relativa all’attivazione di un tavolo di contrattazione con le Organizzazioni sindacali per l’individuazione delle risorse destinate ai fondi incentivanti conseguenti all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Le risoluzioni
Prendendo spunto dall’iniziativa approvata in Commissione affari istituzionali della Camera e proposta dalla deputat della Valle d’Aosta, Elisa Tripodi, per modificare la disciplina che attribuisce le funzioni prefettizie al Presidente della Regione, il Consiglio Valle ha discusso due risoluzioni: la prima depositata dai gruppi Lega VdA e Pour l’Autonomie, la seconda dai gruppi Alliance Valdôtaine – Stella Alpina, Union Valdôtaine e Vallée d’Aoste Unie.
L’Assemblea ha approvato, con 34 voti a favore e 1 contrario (Padovani di PCP), il testo di AV-SA, UV e VdA Unie. Con questa iniziativa il Consiglio regionale esprime la propria contrarietà nei confronti di questa iniziativa unilaterale, effettuata senza alcun confronto con le istituzioni regionali, e afferma che le funzioni prefettizie definite dal decreto luogotenenziale del 7 settembre 1945 n. 545 sono un aspetto centrale del nostro ordinamento autonomistico da mantenere e che l’abbinamento delle funzioni in capo al presidente della Regione è un elemento caratterizzante dell’autonomia valdostana rivelatosi utile anche per un migliore coordinamento degli interventi in situazioni emergenziali. La risoluzione richiede inoltre al presidente del Consiglio regionale e al presidente della prima Commissione consiliare, al fine di favorire un dialogo proficuo tra istituzioni e avviare una riflessione sulle motivazioni che hanno portato a tale assetto, di invitare i due parlamentari valdostani a un’audizione in prima Commissione. Infine, sollecita l’Ufficio di Presidenza di promuovere delle iniziative pubbliche che permettano di chiarire la differenza fra il ruolo del Prefetto, quello del Presidente della Regione con funzioni prefettizie e quello del Questore della Valle d’Aosta.
Il testo presentato dai gruppi Lega VdA e Pour l’Autonomie è stato respinto con 20 voti di astensione (UV, AV-SA, PCP, VdA Unie), 1 contrario (Padovani del PCP) e 14 a favore.
Il dibattito sulle due risoluzioni
La prima risoluzione è stata illustrata dal vicecapogruppo della Lega Vda, Stefano Aggravi, che è intervenuto anche sul testo presentato dalla maggioranza. «È grave – ha dichiarato – che uno dei due rappresentanti della nostra Regione a livello nazionale persegua l’obiettivo di limitare l’autonomia speciale, affermando anche che la sovrapposizione dei due ruoli si ponga in contrasto con la Costituzione. La nostra è un’iniziativa forte perché è un’azione a tutela dell’integrità della nostra Autonomia: con questa iniziativa, che crediamo autonoma della Deputata nonostante il voto favorevole in Commissione anche del Partito Democratico, intendiamo riaffermare la necessità di salvaguardare la peculiarità del nostro modello di Autonomia speciale e impegnare il Governo a porre ogni azione utile a questo fine. Il testo della maggioranza, invece, è un testo light: è frutto di una scelta debole come debole è la maggioranza su questi temi. Noi comunque votiamo convintamente anche la risoluzione della maggioranza, perché siamo convinti che la difesa dello Statuto speciale e della nostra Autonomia debba essere posta al di sopra di tutto.»
«L’onorevole Tripodi – ha detto il capogruppo di Pour l’Autonomie, Marco Carrel – non ha avuto rispetto del Consiglio e del Governo regionale, mancando di qualsiasi coinvolgimento delle istituzioni valdostane; irrispettosa è l’azione anche nei tempi, perché in una situazione difficile come questa è grave andare ad attaccare in questo modo una prerogativa fondamentale della nostra autonomia. La Valle d’Aosta non ha bisogno di un Prefetto, figura che per definizione è un organo dell’amministrazione statale con funzione di rappresentanza governativa. Credo che la Deputata debba venire in Consiglio a spiegare la propria iniziativa, e che la nostra Aula debba prendere una posizione forte contro quest’azione.» Ha poi rimarcato: «Oggi la maggioranza perde un voto, per di più su un tema cruciale. La nostra è un’opposizione costruttiva, su temi come questi ci troverete sempre pronti e attenti alla difesa dell’autonomia; invitiamo i colleghi della maggioranza all’unità: dovete rimanere uniti se volete davvero governare questa Regione.»
Il capogruppo dell’UV, Aurelio Marguerettaz, ha ribadito: «Non abbiamo dubbi sulle competenze prefettizie, che di certo non sono in contrasto con la Costituzione e riteniamo che vadano mantenute. Queste funzioni sono un valore aggiunto per la nostra comunità e hanno permesso di dare risposte immediate e calibrate anche in situazioni di emergenza. Ci sono però delle incomprensioni: dire che il Presidente ha funzioni prefettizie è cosa ben diversa da dire che il Presidente e il Prefetto sono la stessa figura. Occorre rendere chiaro tutto questo tanto alle nostro controparti nazionali quanto agli organi di informazione e alla cittadinanza, con iniziative specifiche che chiediamo di mettere in atto all’Ufficio di Presidenza. Credo sia fondamentale che si sviluppi un dialogo in Valle d’Aosta, perché dobbiamo mettere davanti a tutto l’interesse della nostra comunità: il gioco delle parti di individuare attacchi all’autonomia che provengono da destra e da sinistra è un gioco al massacro. Prendiamo quindi il buono della discussione e sviluppiamo un sentimento comune all’interno della nostra regione.»
Il consigliere di Progetto Civico Progressista Andrea Padovani ha dichiarato: «La mia idea è quella di autonomia che si mette in discussione, sa rinnovarsi per rendersi più forte. Dopo settant’anni si può tornare a discutere su questa attribuzione di funzioni. Personalmente, non vedo di cattivo auspicio la separazione tra Presidente della Regione e Prefetto, pur mantenendo in capo alla Regione le funzioni prefettizie. Ritengo che sia stata drammatizzata l’iniziativa della deputata: stiamo parlando di un atto di indirizzo non impone nulla. Accolgo con favore l’invito a una discussione con i Parlamentari, ma non posso condividere queste risoluzioni: il mio voto sarà contrario a entrambe.»
Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha osservato: «Leggendo gli atti della discussione in Commissione parlamentare, emerge l’appoggio del Governo nazionale all’iniziativa dell’onorevole Tripodi per far perdere le cariche prefettizie al Presidente della Regione. In quel confronto si evidenzia chiaramente la posizione della Lega, che ha difeso l’autonomia della Valle d’Aosta anche a livello nazionale, e la scelta del Partito Democratico di non esitare ad andare contro a un caposaldo dell’autonomia valdostana. Il voto del PD a livello nazionale e la posizione del Consigliere Padovani evidenziano la pericolosa deriva centralista e la profonda frattura nella maggioranza che governa la Valle d’Aosta.»
Il capogruppo di VdA Unie, Corrado Jordan, ha osservato: «La difesa della nostra specialità deve essere oggetto di un continuo confronto tra le istituzioni. Non è opportuno né utile da parte di rappresentanti della comunità valdostana mettere in discussione le nostre competenze, senza un preventivo confronto, serio e costruttivo, con il Consiglio. Le funzioni prefettizie sono un elemento centrale della nostra autonomia, sono uno dei solidi presupposti politici che hanno consentito l’autodeterminazione della nostra Regione come forma migliore della gestione della realtà valdostana.»
Il capogruppo di Alliance Valdôtaine – Stella Alpina, Albert Chatrian, ha detto: «Con questa risoluzione non solo ci opponiamo a quest’iniziativa unilaterale della Deputata, ma ribadiamo con forza che è estremamente importante che queste funzioni prefettizie vengano applicate in loco. Con questa risoluzione prendiamo le distanze da iniziative in direzione opposta, mettendo un punto fermo e senza sottovalutare l’importanza di spiegare nel dettaglio a tutta la comunità quali siano queste funzioni: è un modo per riavvicinare le istituzioni e la cittadinanza, importante oggi più che mai.»
«La legittimità costituzionale delle funzioni prefettizie – ha aggiunto il vicecapogruppo di AV-SA, Pierluigi Marquis – è stata ribadita in più occasioni. Questo è uno strumento alla base della nostra autonomia di grande utilità, che è frutto di battaglie e rivendicazioni con lo Stato che devono essere messe a fattore comune. Sarà bene ribadirlo, anche se questa discussione sarebbe stata da fare a livello regionale anziché in sede nazionale. È necessario mantenere e dare la giusta importanza all’assetto istituzionale della nostra Regione, che in più occasioni ci ha permesso di essere operativi in modo rapido ed efficace.»
La capogruppo di Progetto Civico Progressista, Erika Guichardaz, ha dichiarato: «L’autonomia, nata dalla Resistenza e fondamento della Valle d’Aosta, è frutto di percorsi storici articolati ed è un patrimonio non dei Consiglieri regionali, ma di tutti i valdostani. Nel nostro programma abbiamo ribadito come sia importante cambiare passo in questo senso: è necessario applicare davvero pienamente l’autonomia, dandole anche la giusta prospettiva. Molti non conoscono il quadro della situazione valdostana, che prevede che diverse delle funzioni del Prefetto siano ricoperte dal Questore. In questo momento i temi a livello nazionale potevano essere ben altri, e un eventuale confronto in questo senso doveva necessariamente iniziare qui anziché a Roma.»
Il consigliere Renzo Testolin (UV) ha detto che «questa risoluzione ci dà la possibilità di riflettere su quanto le funzioni prefettizie siano uno strumento rilevante in situazioni di emergenza: è accaduto all’epoca dell’alluvione e accade oggi nelle complesse azioni e iniziative di gestione della pandemia. Sottolineo anche l’inopportunità, da parte di un parlamentare che dovrebbe tutelare gli interessi della nostra regione, di avanzare proposte a livello romano senza prima una condivisione su scala locale. Credo che questo sia un insegnamento forte per i valdostani sull’importanza di valutare attentamente la scelta dei propri rappresentanti a Roma. Anche per questo è altresì importante colmare con l’opinione pubblica la carenza di informazione sulle funzioni e sulle opportunità della nostra autonomia, favorendo così l’aumento della consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie prerogative statutarie.»
Il vicecapogruppo del gruppo VdA Unie, Claudio Restano, ha detto che «i programmi delle forze di maggioranza concordano sull’importanza dell’autonomia: è il presupposto stesso dell’azione di governo. Non possiamo quindi accettare che iniziative in senso peggiorativo possano essere sollecitate a livello nazionale, anziché spazi migliorativi affrontati a livello regionale. Sono rassicurato dalla posizione della Consigliera Guichardaz, rispetto alla posizione del Consigliere Padovani.»
Infine, il presidente del Consiglio, Alberto Bertin, ha preso la parola: «Le competenze prefettizie caratterizzano l’ordinamento valdostano; evidenziavano un’idea diversa di Stato diversa da quella tradizionale. Ritengo necessario far conoscere meglio questo particolarismo valdostano, anche per evitare di sentire l’espressione “Presidente-Prefetto” che è sbagliata sia giuridicamente sia politicamente. L’Ufficio di Presidenza assumerà con la debita attenzione questo impegno: è importante far conoscere a tutti, in modo serio e approfondito, questa caratteristica.»
Pubblicato / aggiornato
il 05/11/2020 alle 20:43
Categoria:
Politica e Amministrazione