Giuseppe Conte dividerà l’Italia divisa in tre aree a seconda del rischio Covid
(©senato.it) -
Giuseppe Conte durante le comunicazioni al Senato del 2 novembre 2020
Nel corso delle comunicazioni rese dal presidente del Consiglio dei ministri sulla situazione epidemiologica e sulle eventuali ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, effettuate alla Camera dei Deputati a fine mattinata di lunedì 2 novembre 2020, Giuseppe Conte ha annunciato i contenuti del Dpcm in corso di predisposizione.
È probabile che il documento sia firmato in giornata e sia operativo da martedì 3 novembre 2020.
Si sta avvicinando quello che ha definito uno scenario di tipo 4, con specifiche criticità in molte Regioni e Province autonome (11 sono classificate a rischio elevato o molto elevato; altre 8 sono con rischio moderato e probabilità di progredire ne prossimo mese). L’Rt nazionale è a 1,7 e in alcune regioni è superiore. 15 regioni supereranno la soglia critica di terapia intensiva nel mese di novembre.
«Siamo costretti a intervenire per attuare ulteriori misure e perseguire una più stringente strategia contenitiva e mitigativa del contagio», ha detto, da modularsi in maniera graduata sulla base della gravità di rischio rilevato sui territori. «Se riproponessimo un regime restrittivo indistinto e indifferenziato rischieremmo di non adottare misure realmente efficaci rispetto al reale stato di criticità e imporremmo misure irragionevolmente restrittive ove non risulta necessario intervenire con particolare severità».
L’Italia sarà suddivisa in tre aree con altrettanti scenari di rischio. L’applicazione delle misure sarà automatica a seguito di ordinanza del ministro della salute, sulla base del coefficiente di rischio raggiunto dalla Regione.
A livello nazionale saranno disposti:
- la chiusura, nei giorni festivi e prefestivi dei centri commerciali (a eccezione di farmacie, parafarmacie, alimentari, tabacchi ed edicole che si trovano al loro interno),
- chiusura dei corner dedicati ad attività di scommesse e videogiochi ovunque collocati,
- chiusura di musei e mostre,
- riduzione sino al 50% del limite di capienza dei mezzi pubblici locali,
- limiti agli spostamenti da e verso le regioni che presentano elevati coefficienti di rischio,
- limiti alla circolazione delle persone nella fascia serale più tarda,
- prevista la possibilità che le scuole secondarie di secondo grado possano passare integralmente alla didattica a distanza.
Gli spostamenti saranno sempre e comunque consentiti per comprovate esigenze di necessità, studio, lavoro o salute.
Per le regioni in condizioni di rischio elevato saranno introdotte ulteriori misure restrittive proporzionali al coefficiente di rischio.
Il blocco dei licenziamenti è stato prorogato al 31 marzo 2021.
Analoghe comunicazioni sono state effettuate, alle ore 17.16, al Senato della Repubblica. Una comunicazione fotocopia di quella del mattino.
Pubblicato / aggiornato
il 02/11/2020 alle 17:55
Categoria:
Salute