La situazione dei lavoratori domestici durante la pandemia
Nella situazione di emergenza sanitaria da Covid-19, l’Osservatorio nazionale sul lavoro domestico Domina ha lanciato un appello al Governo affinché «premi e sostenga anche il lavoro domestico regolare contrattualizzato. Dobbiamo evitare di ricadere nella identica situazione del lockdown nazionale della primavera 2020. Chiediamo misure ad hoc per evitare il collasso».
Nella prima ondata di Covid-19, con il decreto Cura Italia, i lavoratori domestici erano esclusi dalla cassa integrazione e dal divieto di licenziamento. Il Decreto Rilancio, del maggio 2020, ha introdotto il sostegno al reddito di 500 euro per una parte dei lavoratori domestici: quelli non conviventi con oltre 10 ore settimanali regolarizzate.
Luciana Mastrocola, responsabile del lavoro domestico di Filcams Cgil, ribadisce la necessità di: «intervenire non solo sulle tutele per malattia o maternità ma anche sul diritto all’assistenza, ai congedi parentali e sugli aspetti previdenziali».
In merito agli aiuti alle famiglie, Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, ha proposto che «il cosiddetto bonus babysitter, nella sua applicazione, sia legato al contratto nazionale del lavoro domestico e non concesso solo attraverso lo strumento del libretto famiglia, utile solamente per le prestazioni occasionali. Fino al mese di febbraio 2020, i lavoratori che utilizzavano il libretto famiglia erano mediamente meno di 10 mila ogni mese. A giugno 2020, a quasi 186 mila, a seguito del primo bonus babysitter».
In merito alla situazione valdostana, la condizione del settore si rivela stabile. Tra febbraio e giugno 2020, il saldo assunzioni/cessazioni nel settore è di + 27. Questa condizione si inserisce in un quadro nazionale positivo, in cui le assunzioni, nel marzo 2020, sono aumentate del 58,5% rispetto al marzo 2019, mentre le cessazioni, a marzo 2020, sono diminuite del 4,3% rispetto al marzo precedente.
Pubblicato / aggiornato
il 10/11/2020 alle 17:22
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Categoria:
Economia e Lavoro