Consiglio Valle riunito il 18 e 19 novembre 2020
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Il Consiglio Valle riunito il 18 novembre 2020
Il Consiglio Valle è convocato mercoledì 18 e giovedì 19 novembre 2020, a partire dalle ore 9, per discutere un ordine del giorno composto di 46 oggetti.
La seduta si è aperta con il giuramento del consigliere Augusto Rollandin, la cui elezione è stata convalidata nella seduta di insediamento della Legislatura (il 20 ottobre scorso) ma che, per effetto del perdurare della sua sospensione dalla carica ai sensi della legge Severino, è stato sostituito temporaneamente (fino al 6 novembre 2020) dal consigliere supplente Gian Carlo Stevenin: con la prestazione del giuramento, Rollandin assume il pieno esercizio delle funzioni connesse alla carica di consigliere regionale. L’Assemblea ha proceduto alla sostituzione di Gian Carlo Stevenin all’interno della terza e della quarta Commissione consiliare.

Su proposta del consigliere Marco Carrel (Pour l’Autonomie) è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Giuliana Minuzzo.
Nel corso delle proprie comunicazioni, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz ha comunicato che la Conferenza dei presidente delle Regioni ha chiesto allo Stato di modificare gli indicatori per il monitoraggio della classificazione del territorio in aree di rischio. Con la finalità di discutere nel merito, è stato chiesto un incontro al ministro Speranza, possibilmente alla presenza del Comitato tecnico-scientifico e all’Istituto superiore di Sanità.
Ha poi detto che lunedì 16 novembre è stata notificata la sentenza della Corte d’Appello di Torino, che ha definito il procedimento rinviatole dalla Corte di Cassazione nel gennaio 2018: «La vicenda fra la famiglia Lefèvre e la Casino de la Vallée Spa non è ancora giunta alla sua conclusione ma questo è un passaggio rilevante».
Ha espresso le proprie condoglianze a tutte le famiglie valdostane colpite da un decesso in queste giornale e commemorato Gualtiero D’Hérin (ex sindaco di Champdepraz), Carlo Guaramonti (ex internato) e Giuliana Minuzzo (olimpionica di sci e Chevalier de l’Autonomie).

Interrogazioni
Sono state presentate undici interrogazioni.
Contributo attività commerciali nei centri storici
È stata data risposta a un’interrogazione a risposta immediata. L’iniziativa è stata presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste e chiedeva quali fossero i motivi di esclusione della città di Aosta dal beneficio previsto per le attività commerciali nei centri storici.
L’assessore Jean-Pierre Guichardaz ha risposto che l’accesso ai contributi è limitato a chi ha registrato presenze turistiche straniere in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti nel Comune stesso. Nel 2019, le presenze sono state 91.968, i residenti erano 34.052 e l’esclusione dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate è dunque da attribuirsi alla mancanza del parametro di affluenza.
Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega) ha espresso il rammarico per l’adozione di parametri che non tengono conto delle peculiarità della Valle d’Aosta. Ha annunciato di aver chiesto al gruppo della Lega in Senato di presentare un emendamento chiedendo l’inclusione del Comune di Aosta.
Protocolli per la presa in carico di minori in caso di ricovero del nucleo familiare
L’assessore Roberto Barmasse ha risposto che il servizio di presa in carico di minori in caso di positività al Covid loro o dei familiari è stato preso in carico dall’inizio della pandemia e vi è una struttura a ciò dedicata (la Maison d’accueil). Sinora sono stati accolti 13 minori. Quattro hanno fatto rientro nel nucleo familiare, uno è rientrato nella comunità dalla quale si era allontanato, uno è stato affidato a una famiglia avente i requisiti per l’adozione, quattro si sono allontanati facendo perdere le proprie tracce e tre sono ancora presenti in struttura.
Il consigliere Andrea Manfrin (Lega Vallée d’Aoste) ha annunciato che la questione dei minori non accompagnati sarà ripresa in altro momento. Ha riferito che vi è stato invece un caso di minore per il quale si era ipotizzato il trasferimento in sud Italia, dove aveva dei parenti.
Day Hospital
In relazione all’ipotesi di acquisizione da parte dell’USL dei locali ex Day Hospital in regione Borgnalle, l’assessore Roberto Barmasse ha risposto che l’Azienda Usl ha effettuato un sopralluogo nei locali per valutarne l’utilizzo per la delocalizzazione di alcuni ambulatori. È risultato che non risulta possibile attivare tali attività per mancanza di medici (occupati dall’emergenza Covid). Inoltre la struttura non è più accreditata come struttura sanitaria e dovrebbero essere accertati i requisiti minimi richiesti. L’eventualità di utilizzo non è tuttavia esclusa, soprattutto per la presenza di sale operatorie per interventi a bassa e media complessità.
Il consigliere Stefano Aggravi (Lega Vallée d’Aoste) ha condiviso la necessità di individuare luoghi che possano consentire di non sospendere l’attività non Covid garantendo sicurezza alle persone. Ha posto l’accento sul fatto che sono state messe in luce tutte le mancanze di programmazione soprattutto per risorse umane.
Smaltimento di dispositivi di protezione individuale
In relazione allo smaltimento dei dpi, l’assessore Chiara Minelli ha risposto che quelli utilizzati in ambito sanitario sono smaltiti in un flusso di raccolta rifiuti che comprende anche i rifiuti sanitari speciali. I dpi di origine domestica sono smaltiti all’interno di un flusso indifferenziato di rifiuti solidi urbani. I dpi sanitari sono gettati in appositi contenitori sanibox, i domestici in sacchetti che contengono anche altre tipologie di rifiuti. Il gestore del servizio di raccolta e smaltimento non può dunque contabilizzare le quantità specifiche.
Ha aggiunto che i dpi sanitari sono avviati a incenerimento. I dpi domestici non possono subire un trattamento differenziato rispetto agli altri rifiuti, come da norma dell’istituto superiore di sanità.
Il consigliere Erik Lavy (Lega Vallée d’Aoste) ha detto che si sarebbe aspettato il trattamento anche del rifiuto domestico come rifiuto speciale, come peraltro alcune Regioni si sono attrezzate a fare.
Offerta formativa musicale
Sulla valorizzazione e riorganizzazione dell’offerta formativa musicale valdostana, l’assessore Luciano Caveri ha confermato che il gruppo di lavoro in proposito non è nato, per varie motivazioni. È intenzione del Governo ricostituire queste gruppo di lavoro, consapevoli che il modo musicale valdostano è una ricchezza e una grande potenzialità. La situazione è tuttavia complessa: il Conservatorio ha grandi criticità nel rapporto con la rete dei Conservatori italiani ed è necessaria una messa a punto sulle materie che vi sono insegnate. Esiste poi la Sfom, che si deve dedicare alla musica amatoriale. Ci sono sei Scuole medie musicali, un Liceo musicale, una presenza bandistica molto rilevante e tanti gruppi corali. L’idea di dar vita a un organismo per far vita a una riflessione completa e conclusiva è assolutamente da riprendere, soprattutto in un periodo di calo delle risorse pubbliche.
Il consigliere Paolo Sammaritani ha replicato che è importante evitare sovrapposizione fra i soggetti coinvolti nel settore per dare il giusto sostegno a questo settore fondamentale per la cultura valdostana ma che è anche un possibile sbocco lavorativo.
Nuove misure a sostegno delle imprese
L’assessore Luigi Bertschy ha risposto, sulla costituzione di un gruppo di lavoro per la predisposizione di nuove misure a sostegno delle imprese, che non si può intervenire su una legge in corso (in relazione alla restituzione di contributi ricevuti per chiusura). È necessaria una valutazione in termini più complessivi, nella quale coinvolgere i gruppi consiliari. I tempi per effettuare interventi urgenti sui risparmi della legge 5 e della legge 8 e sulla gestione dell’avanzo di amministrazione sono molto stretti: gli impegni finanziari devono essere fatti entro il 20 dicembre. Proporremo uno scenario di intervento alla II Commissione.
Il consigliere Mauro Baccega (Pour l’Autonomie) a replicato che la seconda ondata di epidemia è più aggressiva, invasiva e rapida e sta mettendo in difficoltà il comparto sanitario ma soprattutto quello economico. Ci sono categorie del turismo in grave difficoltà e il grido d’allarme che arriva dalle categorie deve essere raccolto.
Ritardi nei tamponi
Sulle cause dei ritardi nell’esecuzione dei tamponi per accertare l’infezione da Covid-19, l’assessore Roberto Barmasse ha risposto che vi sono 252 tamponi naso-faringei in arretrato: nel giro di due settimane, la situazione è stata recuperata (gli arretrati erano oltre 3mila). Dall’11 novembre, i tamponi sono eseguiti nell’arco di 24 ore e la risposta deve arrivare entro 48. Nel giro di una settimana si conta di arrivare a regime, non avere pregresso e azzerare i ritardi. Si possono processare 600 tamponi/giorno. Nella struttura drive in si effettuano circa 400 tamponi al giorno: di guarigione e antigenici.
Il consigliere Andrea Manfrin ha replicato che le motivazioni dei ritardi non sono state approfondite.
Mancato pagamenti autisti
Sulla situazione di disagio dovuto al mancato pagamento dei dipendenti di una ditta mandataria della Vita Spa, l’assessore Chiara Minelli ha detto di essere a conoscenza della problematica, avendo ricevuto una lettera dal sindacato Uil trasporti in ottobre. Le strutture hanno inviato una nota alla società il 2 ottobre 2020, invitandola al pagamento delle somme dovute ai cinque dipendenti entro 15 giorni. Il 14 ottobre, la Tundo ha detto di aver effettuato i pagamenti ma, il 22 ottobre, l’avvocato dei dipendenti ha intimato le liquidazioni non pervenuti. È stata inviata una nuova nota e, decorso infruttuosamente il nuovo termine, potranno essere pagate le somme arretrate direttamente dalla Regione, sottraendole al subappaltatore, a condizione di disporre delle buste paga.
Il consigliere Stefano Aggravi ha replicato che la società Tundo ha precedenti nel mancato pagamento degli autisti.
Ponte a Gaby
L’assessore Carlo Marzi ha dato notizie sulle tempistiche per la realizzazione del nuovo ponte nel comune di Gaby: la progettazione è stata assegnata ed è stata segnalata la necessità di disporre una paratia e un sistema di monitoraggio a protezione dei fabbricati limitrofi. Le opere provvisionali e il sistema di monitoraggio sono già state assegnate. Dovranno essere consegnate entro 30 giorni. Il progetto esecutivo per il ponte è stato consegnato. Si prevede la procedura di appalto in dicembre e, dopo l’aggiudicazione, si potranno avviare le opere, che richiederanno 90 giorni di lavoro. Non sarà comunque pronto per la festività natalizie.
Il consigliere Marco Carrel ha replicato che gli abitanti della Valle del Lys lamentano le criticità di transito sulla viabilità temporanea predisposta dopo il crollo del ponte in questione. Ha chiesto di trasferire le informazioni rese al Consiglio anche ai sindaci della vallata.
Smart working
Sull’utilizzo dello smart working da parte dei dipendenti pubblici regionali, il presidente della regione Erik Lavevaz ha risposto che la Giunta ha adeguato le disposizioni sull’organizzazione delle modalità di lavoro. Due principi cardine: tutela della salute e risposte ai cittadini. Si deve ricorrere al lavoro agile nella percentuale più alta possibile, compatibilmente con l’effettività del servizio. È richiesto di dipendenti di rendersi rintracciabili negli orari di funzionamento degli uffici. Queste norme non sono coerenti con le modalità ordinarie: si prescinde con l’accordo individuale con il dipendente. A maggio 2020, 1.348 unità su 2.566 dipendenti erano in smart working. Allo stato attuale vi sono 1.110 unità in smart working, anche perché non si è in una situazione di lockdown totale. Connettività e telefonia sono messe a disposizione da parte del dipendente. L’Amministrazione ha reso disponibile l’accesso a tutti i servizi: posta elettronica, videoconferenza, servizi intranet e accesso remoto al computer dell’ufficio con tutti gli applicativi specifici. Ha fornito computer portatili e specifici applicativi in alcune situazioni. Si è al lavoro per organizzare aree di coworking. Si interverrà anche sui criteri di misurazione e valutazione delle performance.
Il consigliere Erik Lavy ha replicato di aver chiesto queste informazioni perché gli era stato comunicato che non erano stati predisposti i piani di rotazione del personale fra presenza e smart working. I Piani organizzativi per il lavoro agile sono uno strumento per capirne l’efficenza e garantire alti standard di qualità.
Lavanderia al J.-B. Festaz
Sull’eventuale chiusura del servizio di lavanderia interno alla Casa di riposo J.-B. Festaz, l’assessore Roberto Barmasse ha risposto che sono stati esternalizzati dal 2012, lasciando in uso all’appaltatore locali e attrezzature. Si sta predisponendo un appalto per chiedere all’aggiudicatario di trasferire tutte le lavorazioni all’esterno per usura delle attrezzature, sicurezza sul lavoro, sicurezza antincendio, necessità di nuovi spazi per l’attività della Casa di riposo. Si escludono impatti negativi di ogni genere.
Il consigliere Stefano Aggravi ha replicato che vi è la preoccupazione che alcuni azioni possano essere finalizzate a smontare le organizzazioni per poi far nascere nuove necessità. «I locali saranno utilizzati per creare nuovi posti letto o per nuovi uffici?», ha chiesto.
Interpellanze
Delle 23 interpellanze depositate, 21 sono del gruppo Lega Vallée d’Aoste: ripristino delle comunicazioni telefoniche fra gli anziani ospiti di strutture di accoglienza e i loro famigliari; adozione dell’iter di regolarizzazione edilizia che incide sui parametri urbanistici vigenti; ruolo che si intende dare al Centre d’études francoprovençales; rafforzamento della struttura organizzativa di Finaosta Spa; prevenzione dei contagi all’interno della Casa circondariale di Brissogne; potenziamento o adeguamento delle prestazioni del segnale di rete sul territorio della Regione; misure organizzative a livello sanitario per l’apertura degli impianti di risalita; garanzia di copertura internet totale del territorio regionale; predisposizione di un piano di supporto per la struttura sanitaria di Verrès; promozione di uno studio finalizzato all’elaborazione di strategie di contrasto alla povertà; implementazione della digitalizzazione della pubblica amministrazione; ulteriore potenziamento della dotazione del fondo di rotazione a favore di micro e piccole imprese istituito con legge regionale n. 5/2020.
Invio dati all’Iss
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha voluto fare il punto sulle problematiche relative all’invio dei dati riguardanti la nostra regione all’Istituto superiore di sanità. La consigliere Nicoletta Spelgatti ha stigmatizzato «il ritorno della Valle d’Aosta sui giornali nazionali a seguito delle dichiarazioni del Presidente dell’Istituto superiore di sanità circa la difficoltà a raccogliere e trasferire dati sul contagio, che rappresenta uno dei parametri per cui la nostra regione è rientrata in uno scenario di rischio elevato. Non è la prima volta che un problema di invio di dati a Roma crea dei gravi danni per la nostra sanità: un’analoga situazione si era verificata nella scorsa Legislatura, facendo risultare la Valle d’Aosta inadempiente ai Livelli essenziali di assistenza. Ora che siamo in zona rossa, la Giunta vuole risolvere questa criticità e indagare approfonditamente sulle responsabilità per tutte le disfunzioni nel sistema che hanno creato danni di dimensioni incalcolabili? Qual è l’iter di raccolta e invio dei dati?»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha risposto che «si è provveduto a un progressivo adeguamento, presso l’Azienda USL, del numero di operatori dedicato alla raccolta dati e immissione sulla piattaforma regionale della Protezione Civile e su quella dell’Istituto superiore della sanità: attualmente operano oltre 20 persone allocate presso la sede di Quart, o alla Scuola Infermieri di Aosta. Un numero congruo di questi operatori è dedicato in via esclusiva all’inserimento dei dati sulla piattaforma dell’ISS: ciò ha permesso un recupero della quantità di dati inviati (dal 19,8% al 48,2%), e si ritiene che gli stessi possano raggiungere in tempi brevi la soglia minima (60%) richiesta dall’Istituto per soddisfare l’indicatore specifico.
L’inserimento dei nuovi casi positivi sul portale Covid regionale è fatto da parte di personale della CUS 118, a cui arriva il referto da parte del laboratorio, quindi segue la comunicazione di positività all’interessato, la presa in carico del soggetto positivo che è posto in isolamento da parte degli operatori di sanità pubblica, finalizzata in particolare a individuare i contatti stretti e porli in quarantena nonché individuare ulteriori contati stretti sia in ambito sociale che lavorativo asintomatici per limitare la diffusione del contagio. L’inserimento di tutti nuovi casi positivi sul portale ISS avviene a cura di un medico, con verifica delle cartelle cliniche dei ricoverati e dei deceduti mediante il sistema Trakcare. La raccolta dei dati avviene giornalmente e riguarda tutti i nuovi casi sia ospedalizzati che a domicilio, che dei deceduti, con raccolta sistematica dei parametri previsti da ISS, ovvero data inizio sintomi, data referto tampone, data guarigione, stato clinico, terapia e altri ancora. Tali dati vengono poi integrati da parte dell’Assessorato sanità con altre informazioni di natura epidemiologica richieste per il report settimanale dell’ISS. Questi ultimi dati vengono inseriti sulla piattaforma ISS stessa e su specifici link con periodicità giornaliera, settimanale e mensile.
La difficoltà di raccogliere e trasferire dati sul contagio – ha concluso Barmasse – è uno tra i 21 parametri per cui la Valle d’Aosta rientra in uno scenario di rischio elevato, certamente non è l’unico e non è stato questo il motivo principale per cui la Valle d’Aosta è stata inserita in zona rossa. Il ritardo e l’incompletezza dei dati è stata originata dall’esplosione di casi e non a responsabilità specifiche del sistema: al 3 settembre la regione dall’inizio della pandemia aveva 1246 casi, al 16 novembre si è passati a un totale di 5345 casi con un aumento quindi di 4099 casi. La verità è che si è in zona rossa soprattutto perché la Valle d’Aosta ha un’incidenza cumulativa a 7 giorni di 624,7 per 100.000 abitanti (report del 13 novembre), la più alta in Italia insieme alla Lombardia, rispetto a una media nazionale di 304,16 per 100.000 abitanti, e che alla luce di questi dati – allarmanti soprattutto quelli della settimana compresa fra il 12 ed il 19 ottobre – non potevano che essere prese misure fortemente restrittive per cercare di contrastare un contagio apparentemente inarrestabile.»
Spelgatti si è detta insoddisfatta: «Di fatto, la Valle d’Aosta è sempre in difficoltà: questo significa che la nostra regione non era pronta ad affrontare la seconda ondata, malgrado si sapesse da tempo che sarebbe arrivata. Bisognava lavorare alacremente, dalla primavera in avanti, per prepararsi: si è costruita una scuola in tempo record, mentre i lavori di realizzazione del fabbricato a servizio l’ospedale non sono nemmeno partiti. Vogliamo darci delle priorità? Il problema dei dati lo conosciamo da tempo: oggi purtroppo siamo il fanalino di coda in tutte le graduatorie. I dati in sanità sono fondamentali non solo per trasmetterli a Roma ma per organizzare il nostro sistema sanitario. Tutto è stato rimandato e si viaggia a vista: non è questo il modo di operare. La sanità valdostana oggi piange, ma non facciamo altro che raccogliere i frutti di anni di abbandono.»
Crisi attività commerciali
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha affrontato il tema della crisi delle attività commerciali e il consigliere Christian Ganis ha evidenziato: «gli effetti del Covid stanno mettendo in ginocchio l’economia valdostana, causando ingenti danni alle attività commerciali e mercatali dei piccoli comuni, che pure rivestono grande importanza per combattere lo spopolamento, fornire servizi e valorizzare il territorio. Ci chiediamo se sia stata effettuata l’annunciata stima delle risorse stanziate nella legge regionale n. 8/2020 e non utilizzate; se siano stati individuati gli strumenti e le tempistiche di intervento per supportare le aziende.»
L’assessore al commercio, Jean-Pierre Guichardaz, ha dettagliato la situazione dei contributi di sua competenza e di pertinenza trasversale: «Per quanto riguarda il bonus per le imprese di tutti i settori, compreso il commercio, sono state accolte 6428 domande e, a fronte di circa 35 milioni di euro stanziati, sono stati liquidati quasi 30 milioni. Per il bonus per i bed & breakfast, sono state accolte 51 domande, con 102.000 euro in pagamento, su 200.000 stanziati. Per l’ottenimento dei contributi per le imprese turistiche, sono state accolte 218 richieste, con circa 1 milione 200 mila euro in pagamento, su uno stanziamento di 1 milione 790 mila; per le imprese commerciali, bar e servizi correlati, sono state accolte 362 domande ed è stata quasi interamente utilizzata la somma di quasi due milioni di euro. Altre casistiche in cui si sono registrati dei risparmi rispetto agli stanziamenti riguardano i rifugi (250.000 euro), i maestri di sci e le guide alpine (6.000 euro), l’editoria locale (85.000 euro). I risparmi stimabili per quanto di competenza del mio Assessorato ammontano quindi a circa 830 mila euro, a cui dovranno essere aggiunti tutti gli altri risparmi derivanti dalle altre misure: parliamo di svariati milioni di euro.
Gli avanzi potranno essere utilizzati in sede di variazione di bilancio e ulteriori misure potranno essere riscritte tenendo anche conto dell’esperienza acquisita nella prima tornata – ha proseguito l’Assessore Guichardaz -. Alla luce di questa situazione, tengo comunque a rassicurare i cittadini che hanno atteso sinora: tutti i contributi richiesti di competenza del mio Assessorato saranno erogati. L’attenzione è massima, l’interlocuzione con le categorie e i sindacati è fittissima e stiamo raccogliendo suggerimenti e proposte da parte di ciascuno. Entro brevissimo, cercheremo di definire misure immediatamente esigibili e il più possibile trasversali da erogare entro l’anno: naturalmente, visti i tempi tecnici strettissimi saranno fatte scelte che presuppongono l’esistenza di meccanismi già atto per la presentazione delle domande e organizzazioni già predisposte o eventualmente solo da riattivare nell’ambito dell’amministrazione regionale.»
In sede di replica, Ganis ha voluto sottolineare: «Occorre tenere in debito conto il fatto che, all’interno delle misure di ristoro, molte aziende, in base al codice Ateco di appartenenza, rimangono escluse.»
Indennità Covid ai sanitari
Il conferimento dell’indennità Covid ai dipendenti del servizio sanitario regionale è stato al centro di un’interpellanza presentata dal gruppo Pour l’Autonomie. Nel presentare l’iniziativa, il consigliere Mauro Baccega ha osservato: «Già mesi fa sono state avviate le trattative per attribuire un’indennità una tantum ai lavoratori dell’Azienda USL coinvolti nell’emergenza, così come stabilito dalla legge regionale n. 8/2020, ed è notizia di questi giorni dell’incontro avvenuto tra l’Assessore alla sanità e i sindacati. Oltre a chiedere ragguagli su questa riunione, vorrei sapere quanti altri incontri si sono succeduti tra USL e Regione con i sindacati a proposito di questa indennità a partire dal 24 aprile. Quali sono le intenzioni della Giunta regionale, ora che può operare e deliberare a pieno titolo?»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha risposto: «Tra le prime azioni di queste settimane, dopo l’insediamento ho programmato una serie di incontri con le organizzazioni sindacali per un confronto ampio, che ha affrontato anche il tema delle indennità una tantum. All’incontro dello scorso 12 novembre si affiancheranno altre riunioni, da qui al 26 novembre. Tra maggio e settembre si sono svolte complessivamente sei riunioni, con modalità diverse e con le differenti rappresentanze.
Per quanto riguarda i fondi assegnati dalla legge 8/2020, a seguito dell’impugnativa avvenuta a livello nazionale ci siamo attivati per un approfondimento che permetta di adattare la norma e consentirci quindi di assegnare i fondi. Rispetto alle indennità previste a livello nazionale, la trattativa con le organizzazioni sindacali sulla suddivisione dei fondi è in stato avanzato, e contiamo di poter procedere rapidamente alla liquidazione. Speriamo poi di poter continuare a lavorare nella direzione di rendere strutturali alcuni di questi interventi in favore delle indennità, anche per rendere più attrattivo il sistema regionale per i professionisti sanitari.»
Nella replica, Baccega ha detto che «l’obiettivo comune è che queste risorse vadano a tutti gli operatori della sanità senza distinzioni contrattuali, come indicato dal Consiglio regionale; operatori che hanno operato in un contesto di estrema difficoltà. Nonostante le tante riunioni, ancora non siamo pervenuti a una soluzione: ci auguriamo che il percorso si completi. Crediamo sia importante che questo percorso venga seguito anche dalla quinta Commissione, che era stata protagonista nella redazione del testo di legge nel pieno dell’emergenza in primavera.»
Emergenza a Fénis
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha parlato della carenza di personale nella microcomunità di Fénis. La consigliere Raffaella Foudraz, richiamato «l’appello del sindaco di Fénis per invitare la popolazione valdostana a rendersi disponibile, sotto forma di volontariato, per sopperire alle significative carenze di personale operante presso la struttura a causa delle problematiche legate al Covid-19 (oltre il 50% del personale è risultato positivo)», ha chiesto «se l’Assessore sia a conoscenza di questa situazione, se sia intenzione dell’amministrazione regionale supportare tale richiesta e, in caso affermativo, in quale misura.»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha risposto che «questo problema non si è verificato solo nella microcomunità di Fénis ma in tutte le strutture di questo tipo, dove c’è di base una carenza di personale. Stiamo conducendo un capillare monitoraggio delle singole strutture per verificare e analizzare le criticità: c’è particolare attenzione alla vulnerabilità degli ospiti, che rappresentano la popolazione più colpita dal Covid; inoltre è stato constatato un incremento degli operatori e stiamo reperendo delle unità per sostituire il personale, fornendo inoltre gli adeguati livelli di protezione personale. Lunedì 16 novembre, la Giunta regionale ha autorizzato le Unités des Communes, in via eccezionale e in deroga ai requisiti ordinari, a reclutare il personale da destinare all’assistenza socio assistenziale nelle microcomunità, in particolare per quanto riguarda la sostituzione degli operatori nelle strutture che ospitano gli anziani. Le microcomunità vanno salvaguardate, sia perché ospitano soggetti fragili sia perché rappresentano un filtro per l’ospedale: evitare che le persone anziane siano ricoverate evita anche di sovraccaricare il sistema ospedaliero.»
Foudraz ha replicato: «Le strutture presenti sul territorio regionale rivestono un ruolo importantissimo per tutti noi: è impensabile che si arrivi a una situazione di questo tipo. La Giunta aveva stanziato una somma di 900 mila euro per tre iniziative volte a formare 90 operatori socio-sanitari che avrebbero colmato la carenza di personale. Questa misura era volta a fronteggiare la fase 2 dell’emergenza in modo da garantire un adeguato servizio oltre che a contrastare il fenomeno della disoccupazione. Due di questi corsi avrebbero dovuto avere inizio a fine estate e avrebbero formato almeno 60 persone: allo stato attuale siamo a conoscenza di un solo corso che partirà a novembre. In una situazione di questo tipo, pare tardivo l’avvio del corso in questione e solo per la formazione di 30 operatori. L’amministrazione regionale non può lasciare soli i Sindaci così come non si può lasciare che siano i volontari a sopperire alle carenze di personale. Ho comunque apprezzato che la maggioranza si sia resa conto della problematica dando il via libera in deroga all’assunzione di personale, anche se questa presa di coscienza è avvenuta, ancora una volta, a seguito dalla presentazione di interpellanze da parte del gruppo Lega Vallée d’Aoste.»
Potenziamento infrastrutture digitali nelle scuole
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha affrontato la questione delle infrastrutture digitali necessarie alle istituzioni scolastiche per consentire lo svolgimento della didattica a distanza. Il consigliere Simone Perron, rappresentato «il divario esistente fra le varie scuole in termini di qualità del segnale di rete presente all’interno degli istituti», ha chiesto «lo stato e la qualità sia della rete internet in possesso delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, sia della dotazione informatica a disposizione degli insegnanti. Avete in previsione una strategia di potenziamento delle infrastrutture digitali e un adeguamento degli strumenti informatici affinché i docenti svolgano al meglio la didattica digitale?»
L’assessore all’istruzione, Luciano Caveri, ha dichiarato che «la situazione è eterogenea anzitutto per il livello di connettività delle scuole. I plessi scolastici sono stati divisi tra “zone grigie”, dove sono disponibili più operatori e più possibilità di connessione, e “zone bianche” dove queste sono invece limitate. Il Piano scuola nazionale prevede la connessione gratuita a banda larga per tutte le scuole: per questo intervento la Valle d’Aosta ha a disposizione 1.728.000 euro e ci stiamo strutturando per poter gestire autonomamente questi fondi. Occorre anche sottolineare come l’accesso alla banda larga debba coincidere con un’infrastrutturazione interna alla scuola per distribuire la connessione in modo efficace.
Ogni scuola sta avviando una rilevazione sulle necessità di strumenti e di connessioni: occorre agire rapidamente per dare dotazioni adeguate, ampliando anche ai docenti a tempo determinato la possibilità di accedere a un buono di 500 euro per l’acquisto di computer e tablet. Il piano di intervento, stabilito per ciascun istituto, prevede che buona parte dei lavori venga svolta nel 2021. Ci troviamo di fronte a una distonia che vede un’applicazione troppo stringente dell’autonomia scolastica, tale da impedire un’azione dei diversi attori: attraverso una norma inserita nella legge finanziaria modificheremo questo modello, per permettere alla Regione di essere regista di un percorso che crei un quadro unitario di intervento con tecnologie adeguate per tutti.»
Replicando, Perron ha osservato: «L’emergenza Covid deve poter essere uno spunto, per quanto tragico, per strutturare una strategia di lungo termine. Fibra ottica, quindi, ma anche attrezzature adeguate: molte scuole hanno dotazioni che non rispondono alle esigenze dei docenti e degli alunni. Monitoreremo l’evolversi di questa situazione, perché si riesca ad agire in tempi brevi.»
Professioni di montagna
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha posto l’accento sulla definizione di misure specifiche a favore delle professioni della montagna. Il consigliere Dennis Brunod ha evidenziato: «Le restrizioni dovute alle misure di contenimento al contagio da Covid-19 e le conseguenti limitazioni lavorative ed economiche stanno penalizzando tutte le figure che ruotano attorno al mondo delle professioni della montagna, ad esempio maestri di sci, guide alpine, accompagnatori di media montagna. A favore del settore sono già state erogate misure di sostegno ma, dato il perdurare della crisi, chiedo alla Giunta quali siano gli intendimenti e le priorità per definire misure specifiche e se vi siano già state delle interlocuzioni con le rappresentanze di categoria.»
L’assessore al turismo, Jean-Pierre Guichardaz, ha confermato «l’attenzione massima del Governo regionale alla situazione del comparto turistico in generale, e quindi anche delle professioni della montagna che ne sono parte integrante. L’intenzione è quella di valutare misure di sostegno mirate. Bisognerà ovviamente calibrarle sull’effettivo impatto che le restrizioni avranno sulle diverse categorie professionali, in particolare in relazione alla durata del regime di zona rossa in Valle d’Aosta. Al momento, le misure di sostegno interessano solo alcune professioni, ma va sottolineato che il recente decreto “ristori 2” ha ampliato la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto, ricomprendendo anche le guide alpine titolari di partita IVA; non sono però ancora previsti analoghi sostegni a favore dei maestri di sci, che dovrebbero ottenere indennizzi similari qualora il contenimento dovesse protrarsi oltre il mese di novembre, oltre cioè l’inizio canonico della stagione invernale. Stiamo approfondendo la questione perché non è ancora chiaro se le altre figure professionali di montagna disciplinate con legge regionale – guide escursionistiche e naturalistiche, direttori di pista e pisteurs secouristes, maestri di mountain bike, ecc. – siano ricomprese nei “ristori” previsti dallo Stato.
Le interlocuzioni con le categorie sono in corso: ho avuto modo di dialogare con i rappresentanti delle guide alpine e delle guide escursionistiche; erano previsti incontri con maestri di sci e l’Asiva, che ho dovuto rimandare a causa della quarantena cui sono sottoposto. Stiamo anche valutando di riprendere compiutamente in mano un percorso di riforma della figura della guida escursionistica al fine di modernizzarla e renderla adeguata ai tempi.»
Replicando, Brunod ha rimarcato: «Tutte queste figure hanno un’importanza strategica per la promozione di un settore basilare per la Valle d’Aosta, ma che purtroppo al momento ha tante criticità. Teniamo conto che, a cascata, viene penalizzato in generale l’ambito ricettivo. Ringrazio l’Assessore per la vicinanza e l’interesse manifestato nella sua risposta verso queste categorie e lo invito, se possibile già dai prossimi giorni, a mettersi in contatto con i vari rappresentanti delle diverse categorie al fine di recepire necessità e richieste specifiche a favore del settore in modo tale da poter dare un segnale rapido di attenzione e vicinanza a tutti questi professionisti della montagna e di conseguenza anche alle loro famiglie.»
Accoglienza dei visitatori nei siti culturali
Il gruppo Pour l’Autonomie ha posto l’attenzione sul personale adibito all’accoglienza dei visitatori nei siti culturali. «L’emergenza epidemiologica sta comportando la sospensione delle mostre e la chiusura dei servizi al pubblico dei musei e dei luoghi della cultura – ha evidenziato il capogruppo Marco Carrel -: si potrebbe utilizzare questo periodo per provvedere all’aggiornamento del personale che si occupa dell’accoglienza dei visitatori nei vari siti culturali della nostra regione, in merito ad esempio ai nuovi studi, ai nuovi allestimenti e alle scoperte dei nuovi lavori di restauro di tutto il sistema di siti archeologici e castelli valdostani.» Ha quindi voluto sapere «se siano in previsione, durante il periodo di chiusura, dei corsi di aggiornamento facoltativi telematici, anche in lingua italiana, francese, tedesco e inglese, cui possa partecipare tutto il personale, dipendenti regionali o della Società di Servizi. Questo permetterebbe di valorizzare la figura del custode.»
L’assessore ai beni culturali, Jean-Pierre Guichardaz, ha riferito che «i custodi di castelli, musei e giardini oltre che gli assistenti alle mostre sono regolarmente in servizio per garantire l’apertura e l’attività di vigilanza. I dipendenti della Società di Servizi, la cui presenza non è necessaria nei siti, usufruiscono oggi degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa vigente. Siamo consapevoli che questo personale sia fondamentale perché ha ruolo di prima linea nella fruizione e conservazione del nostro patrimonio: sono quindi convinto che un progetto formativo strutturato e organico potrebbe aumentare le performance e il senso di appartenenza. Anche l’aspetto linguistico della formazione suggerito dal Consigliere Carrel sarà da considerare attentamente. Tuttavia, credo che il progetto, affinché si trasformi in un’opportunità di crescita per gli operatori e per la Regione, vada studiato e messo a punto dopo un’attenta valutazione dei risultati attesi. Tengo anche a precisare che, considerata l’attuale situazione emergenziale che non consente attività formative in presenza, il corso dovrebbe avere come presupposto l’utilizzo di adeguati mezzi tecnologici che la Regione non può richiedere agli operatori in questione.»
L’Assessore ha quindi comunicato che «una ventina di dipendenti stanno prendendo parte a una formazione della Scuola dei beni e attività culturali, con opportunità di approfondire strategie di pianificazione museale, di accoglienza, di fruizione dei siti. Al termine, i partecipanti avranno un bagaglio formativo considerevole che consentirà di trasmettere a cascata le informazioni anche al personale di accoglienza. La cultura è un bene primario e mi auguro che si possa avviare un percorso formativo serio e strutturato, al fine di poter valorizzare al meglio il personale destinato all’accoglienza.»
Replicando, Carrel si è detto «spaesato, perché la formazione per i 20 dipendenti di cui parla l’assessore è molto approfondita e di alto livello. Noi, invece, volevamo chiedere di formare i custodi affinché non rimangano inattivi: capiamo le difficoltà di organizzare dei corsi di aggiornamento in modalità telematica sui vari castelli e siti, ma diversa è l’attività di formazione linguistica per l’accoglienza, la cui organizzazione potrebbe farsi a breve e le consiglio di contattare immediatamente la Società di Servizi. Capisco le problematiche, dovute anche alla mancanza di dirigenti in Soprintendenza: aspettiamo tutti le microstrutture per capire come sarà organizzato l’assessorato e da lì ripartire.»
Cime Bianche
Sul collegamento intervallivo Cime Bianche tra Ayas e Cervinia il consigliere Stefano Aggravi ha evidenziato: «La maggioranza, nel suo programma di Legislatura, ha specificato che dovrà essere mantenuto il ruolo centrale del Consiglio regionale nelle scelte definitive da assumere riguardo a questo progetto: che cosa si intende con questa affermazione? Non è già stato stabilito il percorso, nonostante nel 2015 ne sia stato individuato un altro più sostenibile a livello ambientale? È stata pubblicata poi la documentazione relativa alla procedura aperta per l’affidamento di servizi concernenti la redazione di studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche:quali saranno i passaggi di natura procedurale conseguenti?»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha risposto: «Questo investimento è già stato oggetto di numerose discussioni in Consiglio e in più occasioni si sono delineate posizioni diverse, tra cui comunque è emersa sempre una maggioranza a favore della realizzazione del collegamento. Nella scorsa Legislatura e al momento dell’approvazione del Defr, si è sostenuta l’esigenza di completare gli studi, tenuto conto del contesto ambientale e dei cambiamenti climatici che condizioneranno la pratica dello sci. Questo collegamento è strategico per il settore degli impianti a fune e, più in generale, del turismo. Per arrivare a una valutazione strategico-ambientale è necessario disporre degli studi che hanno avviato le due società.
Il Consiglio regionale avrà un ruolo fondamentale perché questa opera avrà bisogno di risorse, di piani di finanziamento, di programmazioni e di valutazioni ambientali; in tutti questi momenti l’Assemblea dovrà esprimersi. Atteso che la fase di studio è in via di definizione, in merito al procedimento che sarà da seguire, c’è una prima fase di verifica della sussistenza dei requisiti tecnici per valutare la realizzabilità del progetto di valutazione ambientale e strategica; una seconda fase sarà decisoria, in cui vengono definite le forme di finanziamento utilizzabili; una terza fase sarà di approvazione di tutti gli atti tecnici e amministrativi necessari per progettazione e affidamento dei lavori inseriti in un accordo di programma tra enti e società coinvolti. E non dimentichiamo che stiamo parlando di un’opera di carattere internazionale. Alcune scelte iniziano a delinearsi, ma quella più importante che coinvolgerà il Consiglio avverrà quando gli studi dimostreranno che l’opera è realizzabile dal punto di vista ambientale e sostenibile al punto di vista finanziario. Sarà un importante momento di verifica politica: in quest’Aula ci sono approcci differenti e vedremo se quanto scritto nel programma di Legislatura potrà essere concretizzato. Nessuno vuole distruggere nulla: bisogna rispettare l’ambiente ma anche di progettare il futuro, avendo il coraggio di confrontarsi e di affrontare argomenti tanto importanti.»
L’assessore all’ambiente, Chiara Minelli, ha aggiunto: «Oltre alla sostenibilità finanziaria che il Consiglio dovrà valutare, ci sono poi gli aspetti legati alla tutela ambientale e alla normativa urbanistica. Questo intervento presenta delle criticità sotto entrambi gli aspetti: alcune disposizioni del Piano regolatore di Ayas e del Piano territoriale paesistico sono in aperto contrasto con la concretizzazione di questo collegamento. E non dimentichiamo la questione riguardante la rete delle aree protette Natura 2000. Tutte queste normative vanno quindi tenute in considerazione, sono necessari studi e approfondimenti accurati. I valori ambientali non sono solo un bene da salvaguardare, ma possono essere una risorsa essenziale per il turismo.»
Nella replica, Aggravi ha dichiarato: «Sono d’accordo sulla questione della sostenibilità finanziaria, ma intanto il bando è stato pubblicato e una parte di risorse andrà spesa. Concordando anche sull’opportunità di un contemperamento tra la necessità economico-turistica e quella di preservare l’ambiente: non capisco perché la valutazione del 2015 sia stata accantonata. Quando si arriverà al momento delle scelte da parte di questo Consiglio, auspico coerenza: il Governo dovrà assumersi le proprie responsabilità e, a mio avviso, sarebbe stato meglio scrivere chiaramente nel programma di Legislatura la mancanza di una visione concorde su questo intervento. A proposito di studi, ne avrei visto con favore uno sugli interventi collaterali da effettuare sul territorio.»
Andamento rischio epidemiologico
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste è tornato sulla situazione epidemiologica regionale. Il consigliere Paolo Sammaritani ha chiesto «quali azioni si intenda mettere in campo per monitorare, nel minor tempo possibile, l’andamento del rischio e quali azioni siano invece volte ad avviare con il Ministro della salute un confronto reale, e non più, come pare essere avvenuto sinora, limitato a mere telefonate di comunicazione, da parte del Governo centrale, di decisioni già assunte e relativamente alle quali non vi è stata possibilità di confronto o di mediazione.»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha risposto: «Il sistema di monitoraggio a livello nazionale è obbligatorio da aprile 2020, attraverso indicatori che sono ritenuti fondamentali per la gestione del rischio. Si tratta di un sistema complesso, pensato per una lettura tecnica, mentre serve un intervento per avere uno strumento adeguato dal punto di vista decisionale. Riteniamo quindi necessario che questi indicatori vengano rivisti, perché inadeguati alla situazione attuale e alla prospettiva autunnale/invernale: l’obiettivo comune è di modificare il sistema, in collaborazione con le altre Regioni, insieme al coordinamento presieduto dal Presidente Bonaccini. A livello regionale abbiamo attivato una revisione della struttura decisionale, con l’istituzione dell’unità di supporto e coordinamento per l’emergenza, l’aumento degli operatori dedicati al tracciamento dei contatti e l’attivazione di un dialogo informatico tra le diverse piattaforme per lo scarico automatico e lo scaricamento massivo dei dati: era qualcosa che non avevamo e che ora abbiamo messo in campo. Queste azioni devono essere stabilizzate con la realizzazione di una rete epidemiologica regionale, come già stabilito dalla legge 8/2020.»
Replicando, Sammaritani ha dichiarato: «Al di là dell’aspetto tecnico, rimane un dato politico sul rapporto tra la nostra Regione e il Governo nazionale: è necessario avviare azioni, insieme alle altre Regioni, per avere più voce in capitolo nel procedimento che porta all’individuazione delle diverse zone. Auspichiamo quindi un dialogo reale, che non sia unidirezionale: ci auguriamo che si possa avviare un confronto, pur coscienti delle difficoltà di agire in un contesto di emergenza.»
Dad
Sulle problematiche legate allo svolgimento della didattica a distanza (DAD), il consigliere Erik Lavy ha detto: «Non tutte le famiglie dispongono di strumenti quali smartphone, tablet, computer portatili e fissi per seguire le lezioni: è stata fatta una ricognizione in merito? Sono stati raccolti dati riguardanti la dotazione tecnologica delle famiglie? La Regione ha stanziato delle risorse a supporto della DAD: mi chiedo quante richieste siano state presentate e a quanto ammonti la somma erogata.»
L’assessore all’istruzione, Luciano Caveri, ha riferito che «da una ricognizione del marzo scorso, la Giunta autorizzò le scuole ad acquistare e a mettere in comodato d’uso dispositivi digitali individuali: oggi i tablet e i pc, compresi di connettività, sono più di 500, con un investimento di 250 mila euro. La legge n. 8 del 2020 stanziò altri 500 mila euro per le istituzioni scolastiche: un finanziamento che era più portato sull’emergenza Covid e che le scuole hanno speso principalmente per gel, plexiglass, guanti e sanificazione. Visto l’aumento dell’emergenza e dell’utilizzo della didattica a distanza, abbiamo chiesto un aggiornamento delle richieste di connettività e attrezzature da parte delle scuole. Nel penultimo dei decreti ristoro, il Ministero ha stanziato fondi destinati anche alle famiglie che devono affrontare la didattica a distanza. Il Senatore Lanièce ha presentato un emendamento per ottenere uno stanziamento insieme alle Province autonome di Trento e Bolzano, per un totale di circa 2 milioni di euro che saranno poi da suddividere. Sarà importante collegare la questione al reddito delle famiglie e auspico che si faccia un ragionamento serio nella prossima programmazione europea 2021-2027 perché non si può pensare che nelle famiglie non ci sia né connessione né computer: è fondamentale agire per ridurre tanto la “fracture numérique” quanto la “fracture culturelle” sull’utilizzo delle tecnologie, facendo in modo che i valdostani abbiano la consapevolezza di un uso dei tablet e dei computer ancora più avanzato, che tenga conto della ricchezza che la tecnologia può offrire nella vita di tutti i giorni.»
Lavy ha replicato: «Questa crisi può essere un’occasione per migliorare l’accesso agli strumenti tecnologici. La DAD è un male necessario e lo scopo dell’interpellanza era proprio quello di capire quale sia la dotazione tecnologica affinché possa essere svolta nel migliore dei modi. Ci sarà attenzione nel recepire eventuali criticità.»
Artigianato tipico di tradizione
La Lega Vallée d’Aoste ha approfondito l’organizzazione delle manifestazioni legate all’artigianato tipico di tradizione. Il consigliere Luca Distort ha voluto sapere «quali sono gli attuali protocolli regionali di sicurezza e le linee guida adottate che possano mettere nelle condizioni tanto l’amministrazione regionale quanto le varie associazioni e Pro loco, di potere organizzare, nel rispetto delle prescrizioni anticontagio, questo genere di manifestazioni, che rappresentano un fiore all’occhiello della Valle d’Aosta, oltre che un volano per la nostra economia, a partire dalla millenaria Fiera di Sant’Orso. Nel caso in cui queste iniziative venissero annullate, esiste un piano alternativo e sono già state individuate strategie di sostegno economico per le categorie del settore?»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha risposto: «Il lavoro compiuto dalla struttura dell’Assessorato sin dal mese di agosto, con la firma dell’ultimo DPCM, si è arrestato; fino a quel momento, in sinergia con il Comitato per la sicurezza, si è cercato di stilare dei protocolli e delle linee guida che potessero garantire, seppur revisionate, le manifestazioni di artigianato locale. Si è anche cercato di optare per l’organizzazione di manifestazioni non in presenza e di fiere digitali. Nonostante i vari scenari immaginati, alla luce delle disposizioni vigenti, ad oggi, è impossibile organizzare nella forma consueta e tradizionale la Fiera di Sant’Orso, che peraltro richiede un impianto amministrativo particolarmente articolato. Stiamo lavorando alla realizzazione di una Fiera di Sant’Orso online, se possibile con l’organizzazione di eventi collaterali. Siamo in una fase di studio per modificare la legislazione e per sostenere il settore dell’artigianato locale. Dobbiamo resistere a una situazione difficile, adattandoci all’emergenza e provando, attraverso l’innovazione, a promuovere un appuntamento tanto importante, investendo sul futuro. Ci aspetta una Fiera differente da tutte le precedenti, ma il segnale che lanciamo è che questo importante evento viene mantenuto e, a seconda della situazione sanitaria, completeremo il quadro organizzativo.»
Distort, nella replica, ha detto: «La Fiera di Sant’Orso richiama centinaia di migliaia di persone e capisco sia difficile organizzarla nell’attuale situazione di incertezza. Dalla risposta dell’Assessore, però, non ho desunto un’attività strategica che esplori tutte le possibilità per risolvere questa situazione. Sono preoccupato del fatto che le disposizioni in atto possano pregiudicare un evento così importante per la nostra comunità. Dobbiamo pensare a modelli diversi, a mettere in atto la creatività per rinnovare le manifestazioni, non per limitarle o addirittura annullarle. Rappresento infine la preoccupazione degli artigiani.»
Consiglio politiche del lavoro
Il Consiglio Valle ha nominato i presidenti della quarta e della quinta Commissione, Giulio Grosjacques (UV) e Erika Guichardaz (PCP), e il consigliere della Lega VdA Stefano Aggravi, in qualità di componenti del Consiglio per le politiche del lavoro.
Il Consiglio per le politiche del lavoro è la sede permanente di concertazione e partecipazione delle forze sociali alla programmazione e all’attuazione degli interventi e delle azioni previsti dal Piano triennale degli interventi di politica del lavoro, delle azioni di formazione professionale, di orientamento e sviluppo delle azioni per favorire l’impiego e l’occupazione.
Il Consiglio è composto, oltre che da tre consiglieri regionali indicati dall’Assemblea regionale, dall’Assessore regionale competente in materia di lavoro e formazione, o suo delegato, che lo presiede; dal sovrintendente agli studi della Regione, o suo delegato; da un rappresentante del Consiglio permanente degli enti locali, o suo delegato; dai rappresentanti designati dalle quattro organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello regionale, o loro delegati; dai rappresentanti designati dalle quattro associazioni datoriali maggiormente rappresentative a livello regionale, o loro delegati; da un rappresentante delle associazioni dei familiari dei disabili designato dalle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale, o suo delegato; da un rappresentante designato dagli enti del Terzo settore operanti a livello regionale, o suo delegato. Il Consiglio delle politiche è nominato con decreto del presidente della Regione e dura in carica sino alla scadenza della Legislatura.
Bilancio consolidato
Il Consiglio ha Valle ha approvato, con 22 voti a favore (UV, PCP, AV-SA, VdA Unie) e 13 astensioni (Lega VdA e Pour l’Autonomie), il Bilancio consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2019.
Mozioni
Numero unico europeo
È stata respinta, con 21 voti di astensione (UV, PCP, AV-SA, VdA Unie) e 14 a favore (Lega VdA, Pour l’Autonomie) una mozione che chiedeva di attivare in tempi rapidi il numero europeo unico armonizzato a valenza sociale per l’accesso ai servizi di cure mediche non urgenti.
«Nel 2016 il Governo nazionale, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano hanno sancito un accordo per l’attivazione di questo numero, 116117, che riveste grande importanza – ha spiegato nell’illustrazione la consigliere Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) -: è un servizio che concorre alla gestione della domanda assistenziale a bassa intensità/priorità, è disponibile h24 per 7 giorni a settimana, fornisce gratuitamente assistenza e informazioni a tutti i cittadini, italiani e stranieri, senza alcun obbligo di registrazione preventiva. Visto che questo servizio non è mai stato attivato, per fronteggiare l’emergenza Covid-19, la creazione di una centrale operativa regionale, che svolga funzioni in raccordo con tutti i servizi e con il sistema di emergenza-urgenza, è non solo una necessità e una priorità, ma anche un obbligo di legge.»
L’assessore alla sanità, Roberto Barmasse, ha specificato: «Ancora prima del Covid, le competenti strutture dell’Assessorato avevano avviato un percorso con l’USL proprio nell’ottica di attivare questo servizio. I primi esiti sono stati positivi, anche grazie all’esistenza in regione della Centrale unica del soccorso, che bene si presterebbe all’istituzione di questo numero. Ci sono già stati contatti con i referenti ministeriali, oltre che con le vicine Regioni Piemonte e Lombardia per approfondimenti e confronti. Purtroppo, l’emergenza epidemiologica ha sottratto tempo e forze a questo come ad altri progetti, ma confermo il mio intendimento a proseguire nell’istituzione di questo servizio che ha una valenza non soltanto sanitaria, ma anche sociale. Dal canto suo, anche l’USL riconosce l’efficacia del numero unico europeo, in particolare per la presa in carico di situazioni non urgenti che sinora hanno rischiato di intasare i centralini della Centrale unica di soccorso. Condivido i contenuti della mozione, ma ne chiedo il ritiro, a fronte del mio impegno a riprendere le fila dell’attivazione del 116117.»
Bianco fiscale
Respinta con 19 voti di astensione (UV, PCP, AV-SA, VdA Unie) e 13 a favore (Lega VdA e Pour l’Autonomie) anche la mozione che intendeva impegnare il Governo regionale a definire una misura di contributo o sostegno economico a favore delle attività produttive soggette a chiusura totale o parziale nell’anno 2020 a causa dell’applicazione dei vari DPCM o delle eventuali misure di carattere regionale quantificato sulla base del metodo del cosiddetto “bianco fiscale”.
«L’applicazione delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 pone numerose limitazioni alle attività commerciali, turistiche ed economiche tutte, che devono comunque sostenere costi non comprimibili e obblighi di natura fiscale – ha specificato il consigliere della Lega VdA, Stefano Aggravi -. Chiediamo di intervenire concretamente, in linea con i principi della norma di attuazione 184/2017 in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale, nonché della possibilità – già ventilata in quest’Aula – di definire un periodo di “bianco fiscale” attraverso l’interlocuzione con lo Stato per l’esenzione di imposte quali IRPEF, IRAP, IMU, e tributi, tra cui TARI, TOSAP, tassa pubblicitaria, quantificato conteggiando su base annuale (in 365esimi) l’importo dovuto sottraendovi il corrispettivo relativo ai giorni di chiusura con in aggiunta i 60 giorni successivi alla ripresa delle attività.»
Annunciando l’astensione perché l’iniziativa non è applicabile, l’assessore alle finanze, Carlo Marzi, ha dichiarato: «Condividiamo la stessa finalità politica e lo abbiamo già fatto nel 2020. Però il periodo obbliga alla totale concretezza per l’anno 2021: interventi strutturali e a favore della liquidità devono andare insieme. La liquidità si ottiene anche prevedendo interventi di “taglio delle tasse” perché si aiuta la liquidità sia mettendo a disposizione dei fondi, sia non facendo uscire soldi dalle tasche di cittadini e imprese: in tal senso stiamo studiando e vogliamo collaborare col Consiglio e con i portatori d’interesse mentre in parallelo procede l’iter per l’approvazione della finanziaria regionale che resta prioritario per tutto quanto si vuole mettere in campo in un secondo momento per il 2021. L’obiettivo che i tempi di crisi obbligano ad avere sempre ben presente è quello di lavorare con tre obiettivi: fondi, interventi mirati e condivisi, tempi di attuazione.»
Attacchi iterroristici
Il Consiglio ha poi respinto, con 19 voti di astensione (UV, PCP, AV-SA, VdA Unie) e 14 voti a favore (Lega VdA e Pour l’Autonomie) una mozione che faceva riferimento ai recenti attacchi terroristici che hanno colpito le città di Nizza, Parigi e Vienna. Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha affermato: «Questi drammatici episodi di sangue sono a dimostrazione di un Islam politico che vuole imporsi con la forza e che attacca chi incarna un modello identitario, religioso, culturale differente. Riteniamo opportuno che il Consiglio prenda posizione: oltre a esprimere il cordoglio alle famiglie delle vittime, vogliamo impegnare il Presidente dell’Assemblea a riaffermare in tutte le sedi opportune il primato della libertà di parola e di espressione oltre che il valore della nostra millenaria identità che non può e non deve essere cancellata dalla violenza islamista.»
L’assessore all’istruzione, Luciano Caveri, ha dichiarato: «Ci troviamo di fronte a una violenza inaudita, che colpisce anche la comunità valdostana, profondamente sensibile e pronta a far sentire la propria voce. Nessun dubbio sulla condanna per questi fatti luttuosi, ma mi interrogo sull’opportunità di riproporre provvedimenti del genere in ogni occasione: questa Assemblea ha un idem sentire, non ravvedo l’esigenza di votare un documento. Non solo, il Presidente Bertin ha già dimostrato la propria sensibilità e la volontà di assumere posizioni chiare; non penso proprio sia necessario impegnarlo formalmente. Invito a ritirare la mozione, fermo restando il ribrezzo e l’orrore del Consiglio nei confronti dei recenti attentati terroristici.»
Terzietà di Bertin
È stata ritirata una mozione sul ruolo del presidente del Consiglio dopo un ampio dibattito che ha fatto emergere come questa carica debba essere caratterizzata da terzietà, equidistanza e neutralità in quanto figura garante di tutta l’Assemblea. È stato espresso l’auspicio che il presidente Bertin porti avanti i suoi cavalli di battaglia sulla legalità, la trasparenza e l’esercizio della democrazia da parte di tutti e non solo di una parte.
Finaosta
È stata infine ritirata una risoluzione del gruppo Lega VdA che impegnava il presidente della seconda Commissione a convocare i vertici di Finaosta Spa in merito alla selezione interna volta a individuare il responsabile della direzione legale e gestione credito della società. Il confronto in Aula tra il primo firmatario, Stefano Aggravi, e il presidente della seconda Commissione, Antonino Malacrinò, ha indicato che l’audizione sarà organizzata nel corso della riunione della Commissione di venerdì 20 novembre 2020.
I lavori sono conclusi. Il Consiglio Valle si riunirà nuovamente mercoledì 2 e giovedì 3 dicembre 2020.
Pubblicato / aggiornato
il 19/11/2020 alle 20:13
Categoria:
Politica e Amministrazione