Cgil, Cisl e Uil chiedono a RaVdA di internalizzare la Società di Servizi
(©Google Maps) -
Il palazzo dove ha sede la Società di Servizi
Le categorie Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil Valle d’Aosta, segnalano di aver effettuato uno studio attendo sulle vicende dalla Società di Servizi, dalla sua costituzione a oggi.
Fu costituita, nel 2010, avendo come scopo societario l’erogazione di servizi sulla cultura, istruzione, socio assistenziale e servizio sociale, per garantire l’occupazione e per non disperdere le professionalità acquisite da quei lavoratori che per anni avevano lavorato con contratti a termine per la Regione autonoma Valle d’Aosta: Assistenti sociali, Educatori professionali, educatrici e assistenti alle disabilità, Operatori socio sanitari e Operatori della cultura.
In seguito al confronto con le organizzazioni sindacali fu ipotizzato il trattamento economico del personale: sul sociale si individuò il Ccnl AGIDAE e sulla cultura Federculture. Comparati gli stipendi tabellari con le corrispondenti posizioni economiche del Contratto Collettivo Regionale di Lavoro del Comparto Unico, si colmarono le differenze contrattuali con quest’ultimo contratto collettivo, individuando un differenziale specifico (superminimo).
Il contratto aziendale derivante è tuttora vigente. Quindi, ricordano i sindacati, in fase iniziale si ottenne un trattamento economico sostanzialmente equiparato alle corrispondenti figure professionali dell’Amministrazione regionale. Nel corso degli anni sono stati adeguati gli aumenti contrattuali dei due Ccnl ma è mancata una rivalutazione dei superminimi: «Per la recente assunzione di sei educatori professionali (qualifica comparabile per titoli agli assistenti sociali), non è stata concessa la negoziazione di un differenziale perequativo. Nel tempo inoltre, è completamente mancata una negoziazione sulla divaricazione economica che si è creata per il differente meccanismo di crescita e anzianità professionale, tra i contratti collettivi di natura privata, con quelli di natura pubblica. L’evidenza del tempo è che la perequazione di partenza andrà sempre più a scontrarsi con troppe variabili: contrattuali, giuridiche e di mercato, con evidente sconforto degli operatori e con susseguenti ripercussioni in termini di efficienza ed efficacia della loro prestazione».
Al di là degli aspetti retributivi e contributivi, i sindacati ritengono sia venuto a mancare il presupposto per cui era nata la Società di Servizi: garantire la professionalità delle esperienze lavorative.
Dunque ritengono sia arrivato il momento «che la Regione prenda seriamente in considerazione l’argomento Società di Servizi, in primis perché si andrebbe a garantire e a tutelare i lavoratori».
Pubblicato / aggiornato
il 25/11/2020 alle 12:28
Categoria:
Economia e Lavoro