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Meteo: la temperatura e le sue caratteristiche

Ci troviamo alla stazione meteo in Valle d’Aosta che è situata sulla strada comunale che da Saint-Pierre porta al comunale di Saint-Nicolas, a circa 830 metri di quota.

Oggi tratteremo della temperatura e di alcune sue caratteristiche. La temperatura è l’elemento metereologico di più immediata percezione, ciò nonostante la sensazione che ognuno ne ha è altamente soggettiva.

Da un punto di vista fisico, scientifico la temperatura di un gas varia in funzione all’energia cinetica delle sue molecole, più è alto il loro movimento e più sarà alta la temperatura, questo è il motivo per cui non è possibile ottenete delle temperature inferiori a un certo livello, che è denominato Zero Assoluto, equivalente a -073,15 gradi centigradi. Raggiunto questo valore, le molecole sono ferme.

Quando cerchiamo di misurate la temperatura, a volte si rischia di compiere errori. Infatti, spesso, si vedono termometri che segnano valori un po strani. Questo perché, forse, sono esposti troppo al sole o attaccati ai muri delle case. Questo accade perché il termometro misura la temperatura di se stesso, un soggetto che può essere riscaldato dalla radiazione solare o da altre fonti eventuali di calore.

Quello che a noi interessa è la temperatura dell’aria. Una buona regola per misurare la temperatura è mettere il sensore a circa due metri di altezza da un suolo possibilmente erboso, in una posizione ombrosa e ventilata. Una caratteristica importante che sta alla base del funzionamento del tradizionale termometro a mercurio è che i materiali, con l’aumento di temperatura, si dilatano e quando la temperatura cala invece si restringono e questo sta anche alla base del funzionamento del tradizionale termometro a mercurio.

Inversioni termiche
Laghi di aria fredda imprigionano fumi e nebbie

Ora trattiamo del fenomeno delle inversioni termiche. Sappiamo che, in generale, la temperatura diminuisce con l’altitudine di 0,65 gradi ogni 100 metri. Questo perché il sole scalda la terra dal terreno e poi l’aria, salendo ,si espande e si raffredda.

Comunque noi sappiamo che questa regola non sempre è rispettata. In autunno e in inverno, capita spesso – sopratutto il mattino – che in fondo valle (qui siamo in Valle d’Aosta e si può fare l’esempio del fondo valle) sia molto freddo mentre salendo leggermente di quota ci sia un clima più mite. Questo fenomeno accade quando c’è un cielo sereno e assenza di ventilazione, quindi alta pressione, ed è più accentuato se vi è la neve al suolo.

L’aria, al contatto con il terreno, si raffredda e tende a scendere verso il fondo valle e a formare dei veri e propri laghi di aria fredda. Questi laghi sono resi visibili da fumi o da foschie, che rimangono intrappolati al loro interno e difficilmente riescono poi a uscirne, a meno che il sole riesca a scaldare a sufficienza l’aria anche nei bassi strati. Se l’aria è sufficientemente umida, può anche succedere che si formino degli strati nuvolosi, come nebbie un po’ elevate. Per cui l’impressione di tempo perturbato che ha una persona che si sveglia in fondovalle e vede tutto il cielo coperto, in realtà è falsa, perché al di sopra dei 1800/2000 metri, in realtà, splende il sole.

Per rendersi conto di questo sono molto importanti le webcam e sul sito della Regione autonoma Valle d’Aosta, ce ne sono parecchie. Prima di rinunciare a una gita o a una sciita conviene dare un’occhiata comunque in quota.

Ora passiamo al concetto di zero termico. Lo zero termico è una cosa della quale spesso si sente parlare e spesso c’è confusione, quindi cerchiamo di capire che cosa intendiamo con zero termico. Per definizione, è la quota più alta – in verticale – su un punto, nella quale abbiamo il passaggio da temperature negative a positive (quindi si passa a valori soprazero). Occorre specificare la quota più alta perché, se in estate il discorso è molto più semplice, con lo zero termico situato oltre i 3.000 metri o 5.000 metri, con un passaggio netto tra temperature positive e negative, invero il passaggio è spesso molto più complicato. A causa dei fenomeni di inversione termica che abbiamo visto prima, può spesso accadere che la temperatura nel fondo valle sia sotto zero e salendo un po’ di quota vada sopra zero e poi, salendo ulteriormente di altitudine, ridiscenda sotto zero. In questo caso, la quota dello zero termico è quella più alta.

Quindi, se noi ad Aosta abbiamo 5 gradi sottesero e noi leggiamo nel bollettino metereologico che lo zero termico è a 1,700 metri di quota, questo significa che questi 5 gradi sotto zero sono dovuti a un’inversione termica e che poi, sulla verticale di Aosta, incontreremo temperature positive.

Concludiamo questa carrellata sulle temperature guardando quali sono alcuni valori record registrati sia in Valle d’Aosta che sul pianeta.

Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, i meno 34,6 gradi il 3 marzo 1971 ai 3.500 metri del Plateau Rosa. Sicuramente sulle vette più alte del Monte Bianco e del Monte Rosa sono stati registrati dei valori più bassi ma non abbiamo traccia in quanto non vi sono stazioni.

Per quanto riguarda il record di caldo riguarda l’estate 2003, che ha flagellato l’Europa con 38,6 gradi toccati all’aeroporto di Aosta, cioè a Saint-Christophe.

Se invece esaminiamo la terra nel suo insieme, abbiamo valori decisamente più estremi: il valore più basso sono i meno 89,2 gradi registrati, il 21 luglio del 1983, alla base russa Volstok; i valori più alti sono 57,3 gradi registrati in una città della Libia, il 13 settembre 1922.

Pubblicato / aggiornato il 12/12/2020 alle 20:30
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Categoria: Cultura / Video