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Meteo: La neve

Una puntata registrata a Courmayeur, in alta Valle d’Aosta, per parlare della neve.

Forse non tutti sanno che le precipitazioni nascono quasi tutte come neve e poi giungono al suolo o come neve o pioggia, a seconda delle temperature che incontrano nei bassi strati dell’atmosfera.

Il processo che porta alla formazione della neve e di tutte le precipitazioni è il cosiddetto processo di Bergeron-Frindeisen, dai nomi degli studiosi che hanno appunto scoperto questo meccanismo di formazione.

In pratica, tutto nasce dal fatto che, all’interno delle nuvole, esistono particelle sia di ghiaccio sia di acqua allo stato liquido (se la nuvola si trova ovviamente al di sotto dello zero). Le particelle di ghiaccio tendono a crescere più velocemente rispetto alle particelle liquide e questo porta alla formazione di questi cristalli di ghiaccio che, nella discesa verso il suolo, si aggregano tra di loro con l’aggiunta delle goccioline di acqua che si congelano su questi cristallini di ghiaccio facendoli crescere. Quando questi cristallini sono sufficientemente pesanti, iniziano a formare il vero e proprio fiocco di neve che in seguito può più o meno raggiungere il suolo a seconda delle temperature agli bassi strati.

Una curiosità sulla neve è che la neve, sopratutto quando è fresca, cioè bella bianca, riflette la maggior parte della radiazione solare, radiazione a onda corta, mentre assorbe quasi completamente la radiazione a onda lunga emesse dalle nuvole e dal terreno. Questo spiega perché la neve si fonde più rapidamente nelle giornate con cielo nuvoloso, se la temperatura ovviamente è sopra lo zero. Inoltre la neve riceve la radiazione dagli oggetti, dalle case dagli alberi, da qualunque oggetto che sia presente che emetta radiazione a onda lunga. Quindi, nelle vicinanze di questi oggetti, la neve tende a fondersi prima.

Quando si elaborano le previsioni del tempo, uno fra gli aspetti più difficili e allo stesso tempo più importanti, quando si parla di neve, è di valutare il limite della neve.

Diversi sono i fattori che entrano in gioco e che il previsore deve, di volta in volta, esaminare. Quello più conosciuti a tutti è lo zero termico: l’altitudine alla quale la temperatura è pari allo zero gradi.

Generalmente, si tende a dire che nevica sino a trecento metri sotto lo zero termico. Nel caso di nevicate di debole intensità, questo livello tende a scendere tanto più la precipitazione è più intensa sino ad arrivare fino a mille o più metri sotto lo zero termico. Non è più l’unico fattore che entra in gioco: bisogna tener presente anche la eventuale presenza di inversioni termiche nelle valli, quindi aria più fredda nel fondovalle, rispetto a quella che c’è in quota. Un ulteriore fattore che può favorire una discesa del limite della neve è un arrivo rapido di una perturbazione dopo una notte serena, una notte nel quale il terreno ha perso calore. Se la perturbazione arriva rapidamente, questo favorisce nevicate sino a bassa quota, sopratutto l’intensità della precipitazione e una bassa umidità relativa di partenza. Questo perché, la precipitazione, mentre cade verso il suolo, tende a evaporare o a sublimare e questo sottrae calore all’ambiente. In più, al di sotto dello zero termico, la neve tende a fondersi quindi questi sono processi che sottraggono calore all’ambiente.

Meteo_La neve
Precipitazioni nevose in Valle d’Aosta

Quindi tanto più la precipitazione è intensa, più viene sottratto calore all’ambiente e tanto più il limite della neve tenderà ad abbassarsi sotto di quello che è il vero zero termico. Questo processo può essere inibito se vi è presenza di ventilazione nei bassi strati, quindi la presenza di un vento come il Föhn oppure anche il cosiddetto Low level Jet, cioè un vento che risale dalla pianura Padana e che si infila dentro la Valle d’Aosta. Questi tipi di vento possono inibire il processo in quanto il rimescolamento fa sì che non vi sia il raffreddamento dovuto dall’intensità della precipitazione.

Per valutare tutte queste cose, il previsore ha un grosso aiuto dai modelli matematici ad area limitata, che vedono bene qual è l’orografia e vedono generalmente bene anche il comportamento dell’atmosfera nei bassi strati atmosferici.

Quando si parla di precipitazioni nevose, in genere, s’intende che un millimetro di precipitazione da luogo a un centimetro di neve. Questo non è sempre vero, dipende dalle temperature, nel senso che più le temperature sono basse, più la neve tenderà a crescere. Un millimetro di precipitazione potrà dare luogo a più di un centimetro di neve se le temperature sono ampiamente sotto lo zero. Mentre se le temperature sono ampiamente sopra lo zero, la neve può anche non fermarsi sopra il suolo perché fonde.

Un’altro fattore che influenza la crescita della neve, a parità di millimetri di precipitazione caduta, è il vento. Più nevica con vento forte e meno il livello della neve tenderà a crescere, in quanto il vento stesso tende a disgregare i cristalli di neve invece che compattarli tra di loro.

Una curiosità legata alle volte che nevica con vento di scirocco: se questo vento di scirocco ha origini dall’Africa, vento del Sahara, può portare con sé particelle di sabbia e dare luogo al fenomeno della neve colorata, una neve tinta di colori, il colore rosa che ogni tanto si vede anche nelle nostre montagne.

Le nevicate in Valle d’Aosta accadono essenzialmente a tre tipi diversi di perturbazioni, valutate in base a quale è il vento che accompagna questa perturbazione negli strati medio bassi, per intenderci i 1.500 e 3.000 metri.

Le perturbazioni da Nord-Ovest sono molto frequenti, vi sono perturbazioni da Ovest-Sud Ovest e quelle da Sud-Est. Le perturbazioni dal Nord-Ovest arrivano generalmente dal Nord Atlantico e impattano prima del versante estero della catena del Monte Bianco, dove scaricano la maggior parte delle precipitazioni, sul versante sottovento – quello valdostano – i fenomeni si limitano a un forte vento di Föhn e un po di nevischio sui rilievi e nevica in maniera significativa solo sulle aree di confine, quindi la Val Ferret, la Val Veny a volte la zona di La Thuile o Gran San Bernardo.

Negli ultimi periodi, hanno dominato le perturbazioni da Nord-Ovest. Se si va in Val Ferret, a poca distanza da Courmayeur, nel fondo valle ci sono un metro e mezzo o due di neve, mentre qui a Courmayeur ci sono trenta centimetri. Questo perché c’è una forte differenza in prossimità dei rilievi di confine.

Al contrario, se una perturbazione arriva Ovest Sud-Ovest, si parla sempre di perturbazioni Atlantiche ma, in questo caso, investono molto bene la Valle d’Aosta, spesso portano molte più precipitazioni che nel versante sopravvento, il versante francese o svizzero, e nevica molto più in basso che nel versante estero. Questo perché, in Valle d’Aosta, può rimanere dell’aria fredda intrappolata nei bassi strati, mentre nel versante estero questa perturbazione, che è accompagnata da aria mite atlantica, scalza facilmente l’aria presente nei bassi strati.

Quindi le perturbazioni da Ovest sud-Ovest, che sono abbastanza simili tra loro, portano nevicate abbondanti nel settore centro occidentale della regione e rimangono un po in disparte le zone di Gressoney e Champorcher. Come curiosità, si può dire che a volte in questo tipo di perturbazioni si verifica un fenomeno particolare e generalmente nella valle di La Thuile può succedere che vi sia un effetto Föhn locale e che la precipitazione risulti molto meno abbondante e a volte piova, mentre nel resto della regione nevica.

Meteo_la neve cartina
Mateo_La neve precipitazione nevosa

L’ultimo tipo di perturbazione importante che porta nevicate sulla Valle d’Aosta sono quelle da Sud-est. Quando si ha una formazione di minimi depressionari sul Mediterraneo occidentale e un richiamo di aria umida appunto da Est-Sud-Est, quadrante sud orientale, in questo caso il settore della regione che riceve le precipitazioni più abbondante è la Bassa Valle, in particolare le Valli di Champorcher, Gressoney, Ayas e Cogne. Con questo tipo di perturbazioni, si può avere il fenomeno del Föhn sul versante estero della catena del Monte Bianco, ad esempio a Chamonix si può avere Föhn e nessuna precipitazione.

Mediamente, il settore della Valle d’Aosta che riceve le nevicate più abbondanti è l’Alta Valle, sopratutto i settori di confine. In certi inverni, come l’inverno 2008-2009, che sicuramente tutti ricordano, l’innevamento può essere particolarmente abbondante nel settore Sud-orientale in quanto in questi inverni predominano le correnti da Sud-Est e scaricano le nevicate in quel settore. Gli ultimi inverni sono stati nel complesso abbastanza nevosi, in particolare 2008-2009 e 2010-2011. L’anno scorso è stato nevoso a inizio stagione, poi meno, quest’inverno molto nevoso sulle aree di confine, come appunto nella vicina Val Ferret e sui versanti esteri, un po’ meno nevoso sul resto della regione.

Possiamo concludere ricordando alcune nevicate che sono state particolarmente importanti negli ultimo anni, sicuramente è rimasta nella memoria la nevicata di metà dicembre 2008, in particolare 14-16 dicembre. Una situazione di venti da Sud-Est, una nevicata che ha portato forti accumuli sopratutto nel settore Sud-orientale con anche due metri e più di neve fresca, vi sono stati notevoli disagi e valanghe che non si verificavano anche da parecchi anni. In questa occasione, la presenza di forte ventilazione nei bassi strati ha impedito una forte nevicata ad Aosta, dove ha prevalentemente piovuto invece che nevicato.

Altra nevicata importante c’è stata il 6 dicembre 2010. La curiosità di questa nevicata, che molti siti di previsione automatici, davano pioggia, mentre in realtà da noi era stata correttamente prevista neve in quanto rimaneva l’aria fredda intrappolata nei bassi strati e l’aria mite da Sud-Ovest scorreva sopra.

La nevicata più importante di questa stagiona invernale si è verificata il 16 dicembre 2011, per una perturbazione da Ovest, in questo caso si è verificato quel fenomeno che ne parlavo prima, nella valle di La Thuile la precipitazione è stat molto meno intensa e tratti piovosa per un effetto di Föhn locale.

Per concludere ricordo solo due nevicate particolari delle ultime due stagioni, il 5 maggio 2010, il primo giugno 2011 che sono state delle nevicate fuori stagione, hanno interessato tutta la parte centro-occidentale oltre i 700 metri di quota.

Meteo_la neve le nevicate degli unltimi anni
Le ultime abbondanti nevicate fuori staglione

La rubrica è stata realizzata in collaborazione con il Centro funzionale della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Pubblicato / aggiornato il 19/12/2020 alle 20:30
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Categoria: Cultura / Video