Vai al contenuto

Il Covid visto dall’Inail

Il Covid visto dall’Inail coronavirus

È on line il report curato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail con le schede regionali aggiornate.

A livello nazionale, fra il 1° gennaio e il 30 novembre 2020, i contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail sono 104.328, pari al 20,9% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 13% dei contagiati nazionali comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. 

Da rilevare che sono state denunciate 37.547 infezioni di origine professionale in più rispetto al monitoraggio del mese precedente, di cui 27.788 riferite a novembre e 9.399 a ottobre. 

Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, i contagiati risultano essere 609, ovvero lo 0,6% rispetto al dato nazionale. L’unico infortunio mortale (avvenuto in marzo) non ha riguardato un assistito Inail pertanto, non vi sono infortuni mortali connessi al Covid-19 nella regione. 

Rispetto alla data di rilevazione del 31 ottobre, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 294 casi (+93,3%), dei quali 197 avvenuti a novembre e 94 ad ottobre.

Fra i 609 contagiati, il 77,5% sono donne (472). L’incidenza per fasce d’età è la seguente: 79 persone hanno fra i 18 e i 24 anni, 257 fra i 35 e i 49 anni, 266 persone fra i 50 e i 64 anni, 7 persone oltre i 64 anni.

Quelle maggiormente colpite sono le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (28,9%) e i tecnici della salute (27,7%), seguite da direttori, dirigenti ed equiparati nell’Amministrazione pubblica e nei servizi di sanità, istruzione e ricerca (10,1%). Le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati hanno registrato un 8,8% dei casi. 3,4% per gli impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali; 2,8% per i professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate; 2,4% per i professori di scuola secondaria e post; 1,9% per il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari. Il restante 14% si riferisce ad altre varie professioni.

Approfondendo, è stato rilevato che, tra le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, sono tutti operatori socio sanitari; tra i tecnici della salute l’84% sono infermieri; tra i direttori, dirigenti ed equiparati dell’Amministrazione pubblica e nei servizi di sanità, istruzione e ricerca, il 91% sono dirigenti sanitari; tra le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati il 64% sono operatori socio assistenziali.

Rispetto alle attività economiche, è stato rilevato che la gestione Industria e servizi registra il 99,3% delle denunce e l’Agricoltura lo 0,7%; l’80,8% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda il settore della “Sanità e assistenza sociale” (57,7% delle denunce) e gli organi preposti alla sanità, come le Asl, dell’Amministrazione pubblica (23,1%); le professionalità più colpite sono infermieri, medici, operatori socio sanitari e operatori socio assistenziali; il settore “Noleggio e servizi alle imprese” registra l’11,3% delle denunce codificate;  il settore “Attività di servizi di alloggio e di ristorazione” è presente con il 2,8% delle denunce e il “Commercio” con l’1,5%. 

Pubblicato / aggiornato il 22/12/2020 alle 13:22
Visualizzato volte

Categoria: Salute