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Inail: 754 i contagi sul lavoro da Covid-19 in VdA

Inail: 754 i contagi sul lavoro da Covid-19 in VdA (©manageritalia.it) - Servizi accessori per le persone soggette a isolamento e a quarantena nel Comune di Aosta

L’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (Inail) ha pubblicato il 14esimo report nazionale per fotografare la situazione dei contagi da Covid-19 sul posto di lavoro.

La situazione italiana

I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail da gennaio 2020 al 28 febbraio 2021 sono 156.766, pari a circa un quarto del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Istituto dal gennaio 2020.

Le denunce si sono concentrate nei mesi di novembre (24,5%), marzo (18,1%), ottobre (15,3%) e dicembre (15,2%) 2020. La seconda ondata di contagi ha avuto un impatto più intenso della prima, anche in ambito lavorativo.

A differenza del complesso dei contagi, per i casi mortali è la prima ondata ad avere avuto un impatto più significativo della seconda: il 67,8% dei decessi, infatti, è stato denunciato nel trimestre marzo- maggio 2020 contro il 29,6% del periodo ottobre 2020-febbraio 2021. Le morti da Covid-19, dichiarate all’Inail al 28 febbraio 2021, sono 499, circa un terzo del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Inail dal gennaio 2020.

L’analisi territoriale evidenzia una distribuzione delle denunce del 44,6% nel Nord-Ovest, del 24,3% nel Nord-Est, del 14,5% al Centro, del 12,1% al Sud e del 4,5% nelle Isole.

Concentrando l’attenzione sui soli casi mortali, la percentuale del Nord- Ovest sale al 47,5%, mentre il Sud, con il 20,9% dei decessi denunciati, precede il Centro, il Nord-Est e le Isole.

La situazione valdostana

I contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail da gennaio 2020 al 28 febbraio 2021, in Valle d’Aosta, sono 754 di cui due con esito mortale. Di questi 754, il 78,1% (589) è costituito da donne mentre il restante 21,9% da uomini (165). La fascia d’età più colpita quella da i 50 ai 64 anni (43,9%), seguita da quella 35-49 anni (41%).

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Rispetto alla data di rilevazione del 31 gennaio 2021, le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19 sono aumentate di 11 casi (+1,5%), 2 dei quali avvenuti a febbraio e 9 a gennaio 2021.

L’analisi sul territorio valdostano per mese dell’evento individua novembre 2020 come il più critico per le denunce, concentrando il 30,5% dei 754 casi pervenuti dall’inizio dell’epidemia.

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Le professioni che hanno denunciato un maggior numero di infortuni sul lavoro da Covid-19 rientrano nella macro-categoria sanitaria-sociale. In testa, con il 29,3%, spiccano le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali, seguiti, con il 28%, dai tecnici della salute. A distanza, con il 9,5%, ci sono i dirigenti ed equiparati nel’Amministrazione pubblica e nei servizi di sanità, istruzione e ricerca. A questi seguono le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati (7,9%), impiegati addetti alla segreteria e agli affari generali (3,8%) e i professori di scuola primaria, pre-primaria e professioni assimilate (3,7%).

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Da un punto di vista economico, il settore Industria e servizi registra il 99,5% delle denunce. L’81,1% delle denunce codificate per attività economica (Ateco) riguarda, invece, il settore della Sanità e assistenza sociale.
Il settore Noleggio e servizi alle imprese registra l’11,5% delle denunce, in prevalenza provenienti dall’attività di Ricerca, selezione, fornitura di personale. Infine, il settore Attività di servizi di alloggio e di ristorazione è presente con il 2,4% delle denunce, il Commercio con l’1,6% e l’Agricoltura lo 0,5%.

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Pubblicato / aggiornato il 24/03/2021 alle 16:48
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Categoria: Salute