Verifica di maggioranza: Minelli al centro del ciclone
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Chiara Minelli
Non è stata serena la riunione della maggioranza al governo della Valle d’Aosta, svoltasi nel tardo pomeriggio di giovedì 21 gennaio 2021.
Prima chiesta dal Progetto civico progressista per chiarimenti sui rapporti fra gli autonomisti e la Lega, poi rovesciata dagli autonomisti in una richiesta di chiarimenti rispetto agli atteggiamenti del Pcp, pare essersi concretizzata in una messa sotto accusa e in una difesa a spada tratta di Chiara Minelli.
Nessuno ha voglia di parlarne: più facile rendersi irreperibili o scaricare sul presidente Lavevaz (irreperibile anch’egli) ogni commento, visto che sarebbe lui – fra i 14 – il più fermo sostenitore del mantenimento dell’accordo a sinistra.
Molto cauto Jean-Pierre Guichardaz, che dice: «Bisognerebbe farne uno alla settimana [di incontri di maggioranza, n.d.r.], anche perché i temi forti (rapporti con Roma, con la Lega, politiche di sostegno per le attività produttive, ospedale, eccetera) non devono essere solo appannaggio dei consiglieri o della Giunta. Poi certo: tante teste, tante idee. Ma io sono complessivamente contento». Però, alla domanda se il Pcp sia coeso e se potrebbe configurarsi un’uscita della componente di Rete civica o della sola Minelli, la comunicazione s’interrompe.
E la diretta interessata, Chiara Minelli, come commenta il fatto di essere al centro del ciclone, ultimamente per aver fatto una fuga in avanti sulla riapertura dalla linea ferroviaria Aosta-Pré-Saint-Didier (peraltro prevista da una legge regionale e dal contratto di servizio con Trenitalia)? «Quello che posso dire è che non credo che il problema della maggioranza sia io; lo è probabilmente ciò che rappresento in termini di contenuti e di esigenza di portare avanti quanto scritto nel programma, a ottobre, con un lavoro delle varie parti politiche ma che qualcuno mette ora in discussione. Naturalmente occorre porre al centro l’emergenza sanitaria ed economica, lavorando per sostenere le categorie più colpite. Ma questo, per noi, non significa mettere in un cassetto tutto il resto. Non ha senso».
E proprio per un approfondimento sui temi programmatici la riunione è stata aggiornata a inizio febbraio. Prima, i 14 hanno intenzione di ritrovarsi per condividere una linea comune.
Se il gioco pareva essere un passaggio di maggioranza da 21 a 20 (fuori Minelli), adesso pare una prospettiva non irraggiungibile ma più improbabile. Anche perché il presidente Lavevaz, dopo la fiducia al Conte-ter, ha in previsione un incontro con il ministro Boccia e pensa che ricucire la frattura aperta con la legge regionale 11/2020 sia opportuno. In quest’ottica, l’alleanza con il Pd valdostano mantiene un suo significato.
E, comunque, se anche qualche autonomista occhieggia alla Lega, Lavevaz pare non essere interessato.
Pubblicato / aggiornato
il 22/01/2021 alle 20:53
Categoria:
Politica e Amministrazione