Coldiretti VdA: l’invenduto mette a rischio le aziende
(©Coldiretti) -
Da sinistra Alessio Nicoletta (Presidente di Coldiretti), Alessandro Bruno, Federico Broglia, Jair Vidi (Delegato Giovani Impresa di Coldiretti Valle d’Aosta), Stefanie Cuaz (in rappresentanza di Thierry Brocard), Elio Gasco (Direttore Coldiretti Valle d’Aosta) e Erik Verraz (segretario Giovani impresa Coldiretti Valle d’Aosta)
Coldiretti Valle d’Aosta lancia l’allarme sulla situazione del mondo agricolo italiano: «il blocco delle vendite, la chiusura del canale della ristorazione, le fake news e le speculazioni sui prezzi mettono a rischio la sopravvivenza di molte aziende» ha scritto in una nota.
In Valle d’Aosta le aziende agricole si misurano con il problema di beni e prodotti invenduti a causa del lockdown e dell’assenza di turisti.
«In cima alla lista dei soggetti penalizzati ci sono gli agriturismi, le aziende vitivinicole e il settore dei trasformati, tutte le realtà impegnate nella vendita diretta dei loro prodotti» spiega Alessio Nicoletta, presidente di Coldiretti VdA.
Per il solo settore del vino, si registra un 20% in più di giacenza media nelle cantine rispetto allo stesso periodo del 2020: il dato equivale a circa 600mila bottiglie non collocate sul mercato.
«Se escludiamo la vendita attraverso il circuito della grande distribuzione, la percentuale del 20 o 30% in più di invenduto è stimabile anche per prodotti come la Fontina, i succhi, le marmellate e tutti i trasformati che le aziende proponevano, in particolare ai turisti» ha illustrato Elio Gasco, direttore di Coldiretti VdA.
«Sentiamo fortemente la necessità di essere traghettati fuori da questa crisi con tutte le misure utili alla sopravvivenza e al rilancio delle nostre aziende che rappresentano un grande valore aggiunto per la nostra regione» ha concluso Nicoletta.
Pubblicato / aggiornato
il 27/01/2021 alle 18:59
Categoria:
Economia e Lavoro