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Una campagna pro vaccinazione anti-Covid

Mi vaccino – ti proteggo è lo slogan della campagna di comunicazione predisposta dalla Regione autonoma Valle d’Aosta per promuovere la vaccinazione anti-Covid.

Gli hashtag proposti sono #mivaccinovda e #jemevaccinevda. Il sito Internet di riferimento è anticovid.regione.vda.it.

23 testimonial (personaggi conosciuti e cittadini) hanno prestato il proprio volto per dire che è necessario vaccinarsi per proteggersi e per proteggere chi ci sta accanto.

«Dobbiamo fare in modo che la popolazione di una risposta quasi totale a questa campagna di vaccinazione per poter ripartire verso una nuova normalità», ha detto il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz.

Un pensiero alle 415 persone che sono morte positive al Covid è stato rivolto dall’assessore alla Sanità Roberto Barmasse. Ha fatto appello al senso di solidarietà della comunità valdostana.

Il direttore generale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta Angelo Pescarmona ha ricordato che la campagna campagna vaccinale è iniziata il 27 dicembre 2020 che il Piano vaccinale è stato approvato il 26 gennaio 2021. «Sono orgoglioso del fatto che, insieme alla Provincia di Bolzano, ci contendiamo la prima e la seconda posizione come percentuale di vaccinati rispetto alla popolazione e che la vaccinazione degli ultra ottantenni ci vede con una percentuale di vaccinati un po’ superiore al doppio della media nazionale» ha poi detto, aggiungendo che non lo considera il raggiungimento di un obiettivo ma solo un primo passo. «Circa 8mila Valdostani sono venuti ia contatto con il virus, 12mila hanno già ricevuto la prima vaccinazione. L’obiettivo è superare il 70% dei soggetti vaccinabili».
Ha infine annunciato che anche i medici della continuità assistenziale saranno coinvolti, somministrando i vaccini a domicilio ai soggetti non deambulabili. Ciò permetterà di raggiungere la soglia di 1.200 vaccinazioni ogni giorno, a condizione che vi sia la necessaria fornitura. In questo modo la copertura di gregge sarebbe ottenuta entro il mese di luglio.

Maurizio Castelli, direttore sanitario dell’Ausl VdA, ha detto: «Lo scopo è abbassare la letalità (età media dei deceduti 83,5 anni e presenza di una o più co-morbilità). Incrociando l’età e il rischio per la presenza di una o più co-morbilità, sono state identificate quattro classi in riferimento per definire il calendario di somministrazione. 67.007 rientrano nella classe 0; 12.200 persone alla classe 1; 11.097 persone alla classe 2 e 1.632 persone alla classe 3. Tutti i vaccini hanno un’efficacia idonea a coprire determinate fattispecie, criteri di sicurezza riconosciuti e una qualità sufficiente da garantire tutti. La somministrazione sul territorio è stata organizzata sulla base della numerosità delle persone, dell’età e dei vaccini da somministrare. È stato deciso di offrire la vaccinazione ai residenti e agli iscritti al sistema sanitario regionale della Valle d’Aosta».

Christine Rollandin, rappresentante della Federazione dei medici di medicina generale della Valle d’Aosta ha detto: «abbiamo dato la nostra disponibilità a collaborare perché conosciamo l’importanza della capillarità degli ambulatori sul territorio e il rapporto di fiducia che ci lega agli assistiti. Non bisogna tuttavia nascondersi le difficoltà che dovremo affrontare». I medici di famiglia interverranno per un massimo del 15% dei pazienti, privi di altre patologie e di età compresa fra i 18 e i 55 anni.

Lorenzo Noto, direttore della struttura complessa Sistemi informativi e telecomunicazione dell’Ausl VdA ha precisato che non saranno cittadini a doversi prenotare ma saranno contattati informaticamente o contattati telefonicamente (tramite un sistema di messaggistica automatica con assistente virtuale). Il portale (estensione del Fascicolo sanitario elettronico) sarà attivo dalle ore 8 di lunedì 1° marzo 2021. Chi esprimerà il proprio diniego non sarà più contattato e, se cambierà idea, dovrà mettersi in contatto con il servizio InfoVaccini.
Ha invitato i cittadini ad aggiornare i recapiti inseriti sul Fascicolo sanitario elettronico, per garantire la maggior efficacia nella comunicazione.
Ha specificato che, dopo questa esperienza, l’assistente virtuali continuerà a essere utilizzata, per le campagne di screening.

Bruno Baratti, ideatore della campagna di comunicazione, ha spiegato che vi sono quattro parole chiave, che permeano tutti i messaggi: responsabilità, partecipazione, impegno e protezione. Si punta l’attenzione sui risultati individuali e collettivi che si possono ottenere.

I costi dell’iniziativa «sono work in progress – ha detto Pescarmona –: il costo del vaccino non è posto a carico né della Regione né dell’Azienda poiché è sostenuto dallo Stato, ma vi sono quelli tutto il personale che lavora per il conseguimento di questo obiettivo, prevalentemente fuori dall’orario di servizio o appositamente assunto per il tramite della Protezione civile. Ci sono anche i militari, ora non impegnati nell’Ospedale da campo, che presteranno la loro opera gratuitamente (poiché retribuiti dal Ministero della Difesa). Ci sono poi i costi per i medici di medicina generale e la continuità assistenziale: in 10 euro alla prima dose e 6,16 euro alla seconda per i medici di famiglia; un incremento di 6,16 euro per la vaccinazone a domicilio, che si sommano ai 28 euro orari della continuità assistenziale. Le risorse costano da zero a 60 euro/ora». La campagna avrà un costo di 103mila euro.
«Minori saranno i tempi e più ridotti saranno i costi», ha aggiunto Castelli.

Pubblicato / aggiornato il 26/02/2021 alle 12:35
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Categoria: Salute / Video