Medici e primari ospedalieri: servono un ospedale nuovo, investimenti e cooperazione fra i medici
Ospedale Parini
Alcuni sindacati della dirigenza medico-sanitaria ospedaliera (AaroiI-Emac, Anaao-Assomed, Cimo, Fp-Cgil Medici, Fassid, Fvm) e dei primari ospedalieri (Anpo) hanno espresso le loro perplessità e aspettative sul sistema sanitario italiano e valdostano, colpito dall’emergenza pandemica.
A più di un anno dall’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19, nel pieno della terza ondata, è iniziata la diffusione di massa della campagna vaccinale in Valle d’Aosta. Alcune organizzazioni sindacali dei medici ospedalieri condividono l’obiettivo della Regione autonoma Valle d’Aosta di vaccinare la popolazione suscettibile prima dell’estate 2021, raggiungendo così l’immunità di comunità. Di conseguenza, hanno promosso con i loro iscritti una partecipazione su base volontaria, al di fuori dell’orario lavorativo in ospedale, a sostegno della campagna vaccinale.
«Purtroppo però, la salute pubblica non può essere soltanto Covid e vaccini. A forza di dedicare energie e investimenti solo all’emergenza, il risultato è che, da un anno, i pazienti non-Covid hanno subito disagi e rinvii delle cure. L’emergenza pandemica ha evidenziato i limiti del nostro sistema sanitario nazionale e regionale, dovuti soprattutto a scelte fallimentari di decisori politici e aziendali che hanno causato una riduzione delle risorse disponibili. A causa delle mancate assunzioni, di continui trasferimenti di colleghi, di numerosi pensionamenti sono venuti meno gli elementi basilari per mantenere i livelli di cura al passo con il progresso scientifico e tecnologico. L’ospedale si trova paralizzato, stravolto nell’organizzazione e sacrificato, permettendo le cure solo ai pazienti che necessitano di ricovero per patologie urgenti o non differibili» hanno spiegato i sindacati.
Alcune organizzazioni sindacali dei dirigenti medici e sanitari ospedalieri auspicano quindi un cambio di rotta: un nuovo ospedale, nuovi investimenti, nuovi tavoli di contrattazione per la creazione di un polo di alto livello, nuove strategie dirigenziali.
L’Anpo, inoltre, suggerisce che anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta collaborino con i medici ospedalieri, affiancandoli per le attività vaccinali nelle sedi territoriali nei loro ambulatori. «Senza il loro contributo non sarà possibile raggiungere l’obiettivo di vaccinare, entro pochi mesi, la maggior parte della popolazione valdostana, perché tale compito graverà quasi esclusivamente sui medici ospedalieri che dovranno pertanto ridurre o sospendere le loro specifiche attività. Così, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, potranno efficacemente aiutare la sanità regionale a riattivare le attività specialistiche ospedaliere ridotte o sospese a causa dell’emergenza sanitaria».
Pubblicato / aggiornato
il 21/04/2021 alle 17:12
Categoria:
Salute