Egomnia: i commenti della politica
(©Gianfranco Zanata per Bobinetv) -
Il sostituito procuratore Stefano Castellani, pm del processo Geenna
La Dda di Torino ha notificato gli avvisi di fine indagini per l’inchiesta Egomnia sul condizionamento delle elezioni regionali 2018. Sono indagati Luca Bianchi, Stefano Borrello, Antonio Fosson, Renzo Testolin e Laurent Viérin (tutti consiglieri regionali nella XIV legislatura e dimessisi, tranne Testolin, che siede in Consiglio Valle anche nella XV), Roberto Di Donato, Alessandro Giachino e Antonio Raso. Pet tutti, le accuse formulate dai sostituti procuratori Valerio Longi e Stefano Castellani sono di aver formulato e accettato promesse di voti in cambio di promesse di agevolazioni o utilità.
Ambiente-diritti-uguaglianza
Sul piano giudiziario, AduVdA sostiene di essere garantista e di attendere l’ultimo grado di giudizio. «Sul piano politico ribadiamo che ci vuole invece un ricambio totale della classe politica, che però non può venire da una destra sovranista e spesso – almeno a livello nazionale – anch’essa collusa con le mafie e nemmeno da quegli esponenti autonomisti che hanno tollerato, se non sostenuto, i comportamenti di chi oggi è indagato».
Aggiunge il movimento: «Resta gravissimo il fatto che ci siano tre ex presidenti tra gli indagati, a dimostrazione che il conflitto di interesse tra la figura del presidente e quello del prefetto va superato».
Potere al Popolo
Anche Potere al popolo intende lasciare che la giustizia faccia il proprio corso ma esprime «profonda preoccupazione e indignazione per quanto emerso dalla chiusura dell’inchiesta Egomnia.
Invitiamo tutta la popolazione a non fermarsi sulla singola inchiesta ma a riflettere sulla necessità di rompere definitivamente con il meccanismo del voto di scambio, perché la mafia si infiltra dove vi è una predisposizione al clientelismo e una certa abitudine a elargire favori in cambio di voti. Una pratica diffusa anche in Valle d’Aosta che colpisce alla base la Democrazia e smantella i valori fondamentali di giustizia sociale e di uguaglianza su cui dovrebbe reggersi il bene comune».
Partito democratico
Garantismo anche dal Partito democratico della Valle d’Aosta, «ma questo non vuol dire che non serva una risposta da parte della politica tutta e da parte di tutta la società valdostana.
Stiamo vivendo uno dei momenti più duri e difficili della nostra storia recente, sono proprio in questi momenti di crisi, anche in previsione delle ingenti risorse europee che arriveranno anche nella nostra regione, che bisogna lavorare e attrezzarsi per rendere impermeabile la nostra politica alle infiltrazioni e influenze della criminalità organizzata» scrive in una nota.
«Non basta indignarsi solo in giornate come queste, facendo i giustizialisti con l’indagato di turno, ma serve un impegno collettivo tutti i giorni, formare una classe politica sui temi della legalità, creare strumenti che rendano più forte tutta la nostra comunità – afferma la segretario regionale Sara Timpano – . Il presidente del Consiglio regionale, Alberto Bertin, si è preso l’impegno di avviare i lavori per la costituzione dell’Osservatorio regionale contro le criminalità organizzate, che segue l’istituzione dell’osservatorio nato nel comune di Aosta la scorsa consiliatura. Conoscere le proprie debolezze è il primo passo per risolvere i problemi!».
Pubblicato / aggiornato
il 14/03/2021 alle 13:58
Categoria:
Cronaca / Politica e Amministrazione