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Egomnia: indagine archiviata

Egomnia: indagine archiviata (©procura.torino.it) - Il Tribunale di Torino

Il giudice per le indagini preliminari di Torino, accogliendo la richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta Egomnia, che aveva cercato di dimostrare il coinvolgimento della ‘ndrangheta nei risultati delle elezioni regionali 2018.

I commenti

Il Presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, interviene in questi termini: «Con l’archiviazione si conclude, sul piano giudiziario e penale, una vicenda che ha coinvolto le istituzioni, creando le premesse per lo scioglimento anticipato del Consiglio Valle, prima volta nella sua storia, e che ha inciso negativamente sull’immagine della Valle d’Aosta. Una vicenda che ha inoltre messo a dura prova le persone che a vario titolo sono state coinvolte, per le quali, finalmente, dopo oltre tre anni, la vicenda si conclude.»

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Erik Lavevaz, ha dichiarato: «Sono lieto che sia stato chiarito che per nessuno dei Consiglieri regionali coinvolti dall’inchiesta siano emersi elementi di collusione. Credo che questa archiviazione sia nei fatti un sollievo per tutta la comunità valdostana, che deve ritrovare fiducia nei propri rappresentanti politici. Resta l’amarezza per chi è stato per anni messo sulla graticola: penso a chi ha rassegnato le proprie dimissioni per senso di responsabilità e rispetto delle istituzioni, e spero che ora possa ritrovare serenità».

Emily Rini, coordinatore di Forza Italia Valle d’Aosta, ha commentato: «Una brutta pagina, che ha influito in maniera decisiva sul regolare funzionamento democratico delle istituzioni regionali. Motivo per cui, mai come oggi, crediamo ancor più fermamente nella necessità di riformare il sistema della giustizia in Italia. Perché in uno Stato di diritto deve potersi affermare, sempre e comunque, un approccio garantista alle indagini e ai processi che inevitabilmente interessano e interesseranno politica e cittadini, mai un approccio giustizialista come invece promosso da taluni nel caso dell’inchiesta Egomnia. Chi risarcirà coloro che sono finiti malauguratamente al centro delle indagini per gli anni di dolore, patimenti e amarezze che hanno investito anche le loro famiglie? Bisogna sempre ricordarsi che dietro a ogni storia, dietro a ogni atto giudiziario, ci sono persone, ed è anche e soprattutto per questo che, oltre a ribadire una non più rinviabile riforma radicale della giustizia in Italia, come partito vogliamo esprimere vicinanza e solidarietà. Da garantisti quali siamo e quali siamo sempre stati».

L’Union valdôtaine a écrit: «L’enquête Egomnia sur un prétendu réseau de vote d’échange politico-mafieux dans la Vallée d’Aoste – qui impliquait 5 noms importants de la politique régionale: Renzo Testolin, Luca Bianchi, Stefano Borrello, Antonio Fosson et Laurent Vierin, ainsi que trois professionnels Valdôtains – a été officiellement archivée. Et cela s’est produit “après une série d’évaluations minutieuses et sérieuses”, comme l’a déclaré le procureur adjoint de la Direction anti-mafia du district-DDA de Turin, Valerio Longi, titulaire du dossier.
L’Union Valdôtaine exprime sa satisfaction pour la pleine dignité retrouvée par l’ensemble du Mouvement et, en particulier, par ses élus injustement impliqués, sur lesquels, d’ailleurs, aucun doute n’avait jamais surgi.
Nous voulons rappeler aussi que, suite à ces investigations, un Gouvernement régional avait démissionné, ce qui ne peut que nous amener, tous, à faire une profonde réflexion sur la question.
Nous désirons enfin étendre notre pleine solidarité à tous ceux qui ont souffert, sur le plan humain et familial, à cause de cette triste histoire, sans avoir eu aucune faute
».

Stella alpina «esprime soddisfazione per l’archiviazione dell’inchiesta Egomnia, che coinvolgeva anche l’amico Stefano Borrello, dimessosi da assessore e da consigliere regionale, nel dicembre 2019,  per il rispetto dovuto alle Istituzioni. 
Siamo sempre stati certi della sua estraneità ai fatti contestati, dimostrata ora in maniera definitiva con l’archiviazione.
Nulla potrà mai cancellare le sofferenze patite da Stefano e da chi, come lui, si è trovato nella stessa situazione, senza aver commesso nulla. 
Auspichiamo che  Stefano, con la riacquisita tranquillità d’animo, possa ora riprendere il cammino che aveva interrotto con la stessa passione per la quale si è sempre contraddistinto
».

«Quando le inchieste giudiziarie certificano che il tessuto politico, sociale ed economico sono solidi e non condizionati dalla malavita l’unica cosa da fare è esprimere soddisfazione – commenta il segretario regionale del Partito democratico Luca Tonino -. La richiesta di archiviazione per gli imputati dell’inchiesta Egomnia ridà autorevolezza all’istituzione Consiglio Regionale così fortemente colpita. Le dimissioni dei consiglieri regionali, le elezioni anticipate che ne conseguirono sono la dimostrazione di come quell’inchiesta condizionò la Valle d’Aosta.
Sul tema della legalità non bisogna abbassare la guardia e bisogna anzi dotarsi di tutti gli strumenti tecnici e giuridici per monitorare correttamente tali fenomeni. Ma oggi è comunque un giorno in cui bisogna tirare un respiro di sollievo ed esprimere solidarietà a chi è stato per tanto tempo nell’attesa di una svolta dell’inchiesta, e che in questi anni duri ha sofferto politicamente e personalmente
».

«Nel breve volgere di pochi mesi, sul piano giudiziario, si sono verificati due fatti importanti per la Valle d’Aosta – commentano Alliance Valdôtaine e di Vallée d’Aoste Unie-MOUV’: dapprima è stata resa nota la sentenza della Corte Costituzionale favorevole rispetto ai poteri del Consiglio Valle sulle vicende del finanziamento al Casinò di Saint-Vincent e ora giunge l’archiviazione della seconda inchiesta sulla ‘ndrangheta.
Entrambe le sentenze  liberano da un incubo molti politici regionali e già nella prima sentenza su fatti analoghi chi in politica era stato inquisito è stato infine assolto.
Sono state vicende impattanti, che hanno pesato sulle persone, sulle loro famiglie, oltre che sulla credibilità del mondo politico autonomista e hanno influito sulle elezioni regionali del 2020.
Una brutta pagina, che la Giustizia ha corretto purtroppo solo dopo molto tempo e tante sofferenze umane.
A tutti gli eletti in Consiglio regionale, che si sono dimessi nel dicembre 2019 per tutelare il buon nome delle istituzioni valdostane, va tutta la nostra stima e un augurio sincero per la ritrovata serenità personale e famigliare.
Ora l’auspicio è che quanto avvenuto contribuisca a ricondurre il dibattito a un confronto civile e faccia piazza pulita di illazioni e accuse svaporate dopo attacchi duri, che hanno leso l’immagine della politica valdostana e della Valle d’Aosta intera
».

La Renaissance valdôtaine, «che non mette minimamente in discussione la fiducia nella Giustizia, ritiene, tuttavia, che vada anche fatta una profonda riflessione sull’adozione di atti che assicurino tempi certi e ben delineati per indagini, misure cautelari, specie quelle personali (domiciliari o arresto) intercettazioni o altre misure di controllo in fase preprocessuale. Non è sostenibile che indagini preliminari e misure cautelari durino anni e pertanto collochino per periodi così estesi gli interessati in un vero e proprio limbo che paralizza la loro vita e in molti casi la loro dignità.
Sono troppi i casi di persone che hanno avuto la vita rovinata, sia a livello di salute fisica e mentale, sia economico, sia di immagine e reputazione, oltre che in molti casi aver perso il posto di lavoro per effetto di giudizi sommari che non si sono celebrati nei tribunali ma molto prima, sui giornali, sui social network, in conferenze stampa e sui media in generale. Purtroppo, e non possiamo dimenticarlo, alcune persone, seppur innocenti, hanno pagato con la vita la pressione psicologica e mediatica subita.
Quanto più colpisce in questo dibattito è che non si sta argomentando di posizioni soggettive, ma di un dettame della nostra Costituzione che recita, all’art 27 comma 2, che “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”, la cosiddetta presunzionediinnocenza anche chiamata “principio di non colpevolezza”.
Da parte di Renaissance la massima solidarietà a chi è balzato ingiustamente agli onori delle cronache giudiziarie e alle loro famiglie per la durezza di quanto hanno dovuto sopportare e subire
».

Pubblicato / aggiornato il 02/11/2022 alle 17:09
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Categoria: Cronaca