Festa dell’Europa 2021
(©Andrey Kuzmin per Fotolia) -
Domenica 9 maggio 2021 si celebrerà la Festa dell’Europa, una ricorrenza nata per commemorare la pace e l’unità delle nazioni che la compongono. Proprio il 9 maggio del 1950, l’allora ministro degli Affari esteri francese Robert Schuman, a Parigi, con un discorso gettava le basi per la nascita di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, grazie a cui evitare ulteriori guerre tra gli Stati membri.
Il perdurare dell’emergenza sanitaria in corso impedisce di celebrare la Festa dell’Europa con momenti di incontro con i cittadini ma sono in previsione alcuni eventi on line.
Da domenica 9 maggio, sul canale YouTube della RaVdA, sul sito internet istituzionale, e sulla pagina Facebook di Europe Direct Vallée d’Aoste, sarà disponibile un video-messaggio dell’assessore agli Affari europei della Regione autonoma Valle d’Aosta Luciano Caveri.
Il Centro Europe Direct Vallée d’Aoste, del Dipartimento politiche strutturali e affari europei, parteciperà agli eventi organizzati dalle classi di due Istituzioni scolastiche valdostane partecipanti al progetto EPAS Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo:
- venerdì 7 maggio: la classe quarta del Liceo linguistico dell’Istituzione scolastica di istruzione liceale tecnica e professionale di Verrès organizza l’evento La scuola apre le porte all’Europa, a cui prenderanno parte anche Tiziana Beghin, (europarlamentare), Luciano Caveri (assessore agli Affari europei della RaVdA), Marina Fey (Sovraintendente agli studi della RaVdA).
- sabato 15 maggio: la classe quarta del Liceo scientifico e linguistico E.Bérard di Aosta organizza l’evento Caccia al tesoro nelle vie della città. Europe Direct sarà presente all’info-point dedicato all’Europa e alle opportunità offerte ai giovani.
La Regione autonoma Valle d’Aosta parteciperà alla Festa anche attraverso il suo Ufficio di Rappresentanza a Bruxelles.
La Regione autonoma Valle d’Aosta è stata selezionata, fra i 36 candidati, come rappresentante dell’Italia, meritandosi uno spazio all’interno del quiz ufficiale fotografico, pubblicato dal 3 al 16 maggio 2021 sul canale Instagram del Comitato delle Regioni. Tutti i contributi regionali pervenuti al CdR sono visibili all’interno della sua galleria Flickr.
Union valdôtaine
Union valdôtaine si chiede di quale Europa si celebra la festa: «Nel 1941, alcuni Italiani antifascisti confinati nell’isola di Ventotene, nel Lazio, elaborarono “Per un’Europa libera e unita. Progetto di un manifesto”, il documento che diverrà famoso come “Manifesto di Ventotene”, uno dei testi fondanti dell’Unione europea. Gli autori, tra cui spiccavano Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, sognavano una federazione europea guidata da un parlamento e un governo sovranazionali. Il manifesto sarà divulgato solo nel 1943, lo stesso anno della Carta di Chivasso, quando Émile Chanoux consegnò il suo “Federalismo e Autonomie”, quale contributo ai lavori che produssero la Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine.
Chanoux, nel suo scritto più celebre, auspicava una Valle d’Aosta facente parte di una federazione italiana, a sua volta inserita in un’Europa che ha nella Svizzera l’esempio vivente, semplice e tangibile, di ciò che essa potrebbe essere domani se, caduta quella bardatura di ferro, di odi e di orgogli che li tiene separati, i suoi popoli sapessero comprendere che vi è fra di loro una storia comune e una vita comune e un comune avvenire. Ma perché possa avvenire un’unione fra i diversi popoli europei è necessario che, nell’interno di ciascuno di essi, quella stessa concezione prevalga: e cioè che tutti i minori gruppi etnici che li compongono vivano nel rispetto reciproco dei diritti e della storia di ognuno. Un regime federale sul tipo svizzero è garanzia di questo reciproco rispetto nell’interno degli stati e nell’interno del continente europeo. Così i piccoli popoli dell’alpe, così simili alla Svizzera, sentono questa loro missione più alta: di richiamare i popoli maggiori a queste verità di pace.
L’Unione Europea, fondata nel 1957 (allora denominata Comunità europea del carbone e dell’acciaio) a tutt’oggi appare come un progetto incompiuto, distante dall’idea di Europa dei popoli rappresentata negli anni Quaranta.
Sono trascorsi più di 60 anni e ad oggi non abbiamo una Costituzione europea – bocciata nel 2005 dai referendum francese e olandese e di fatto sostituita dal Trattato di Lisbona del 2007 – che sarebbe stata determinante sia per formare un’identità sovranazionale, sia per nutrire la consapevolezza del potenziale straordinario insito nella cultura, nelle tradizioni, nelle intelligenze e nelle diverse sensibilità dei 450 milioni di Europei.
L’Unione europea appare oggi come un ente astratto che si caratterizza per lo più per l’adozione di scelte di politica finanziaria dalle innegabili importanti ricadute su tutti i 27 Stati, ma in cui pesa – allo stesso modo della mancata Costituzione europea – l’assenza di una decisione forte su sanità, previdenza, istruzione, fiscalità, difesa e giustizia europee che abbatta, o livelli, le oggi incolmabili differenze di status tra i popoli europei; questa condizione, inevitabilmente, ostacola e svilisce il sentimento di appartenenza.
Sono trascorsi quasi ottant’anni e il pensiero di Chanoux è tuttora attuale: non vi è Europa senza fratellanza dei popoli».
Alliance valdôtaine
Alliance valdôtaine commenta la ricorrenza in questi termini: «L’Europa unita ha garantito quasi settant’anni di pace ad un continente abituato a guerre e divisioni, garantendo progresso e lavoro a due generazioni di europei.Si può quindi dire che l’Europa unita è stato un successo sotto molti punti di vista.
Ora però, a nostro avviso, occorre avere il coraggio di fare un passo in avanti, andando da una parte a migliorare le numerose storture presenti nell’architettura europea e dall’altra avere il coraggio di archiviare definitivamente l’idea di stato-nazione ottocentesca.Il Covid ha dimostrato ancora una volta quanto il mondo sia diventato iperconnesso e quanto i problemi, a partire dall’emergenza sanitaria passando per quella ambientale, siano ormai globali.
L’Europa, se unita, può giocare la sua partita, mettendo in campo i propri valori e la sua esperienza. L’alternativa è trasformarsi in un agglomerato di “piccoli players regionali” sempre più terreno di conquista di potenze extraeuropee quali Cina, Russia, paesi del golfo e USA.Secondo Alliance Valdôtaine l’Europa deve avere il coraggio di accelerare il processo unificatorio in chiave federalista, presupposto essenziale per una gestione condivisa e partecipata delle grandi scelte che ci aspettano, sia in campo sanitario che di transizione economica».
Vallée d’Aoste Unie
In occasione della Festa dell’Europa, il gruppo consiliare Vallée d’Aoste Unie evidenzia come «oggi più che mai i valdostani debbano sentirsi europeisti nel solco di una tradizione antica del mondo autonomista. La pandemia ha dimostrato come l’Europa debba ancora migliorare la sua Governance, ma il Piano di resilienza (Next Generation) potrà essere, se ci sarà un reale coinvolgimento della democrazia locale, una delle chiavi essenziali per la ripartenza dell’economia e per rimarginare le ferite sociali che si sono prodotte in questo lungo periodo.»
Pour l’autonomie
Pour l’autonomie commenta: «In questa occasione, in un momento in cui la gestione sanitaria assorbe ancora tutte le energie, occorre fare una riflessione sull’essere parte integrante di una grande realtà come quella europea.
Pour l’autonomie ritiene quindi che oggi è un anniversario storico determinante anche per la nostra comunità, che nel solco dello spirito comunitario, con l’auspicio di un’Europa dei popoli come già sognato da Emile Chanoux, deve poter credere in una ripresa economica e sociale che potrà arrivare solo dai fondi del Recovery. È soltanto con un utilizzo serio e con una gestione concreta che possiamo guardare al futuro della nostra realtà di montagna che, purtroppo abbiamo capito, non può contare troppo sul nostro livello centrale di governo ma che per potersi sollevare deve guardare all’Europa.
Come stanno guardando all’Europa tanti giovani valdostani che all’estero hanno trovato il loro sblocco professionale e di vita. Dobbiamo quindi insegnare ai nostri ragazzi a sentirsi cittadini europei, a saper cogliere le tante opportunità che offre il continente europeo, a studiare le lingue per essere agevolati negli scambi e a capire che è determinante aprire i propri orizzonti così come mantenere forte e saldo il legame con le proprie origini.
È quanto mai urgente e fondamentalmente che anche a livello regionale vi sia la consapevolezza che urge una condivisione politica e sociale per arrivare pronti alla gestione dei fondi straordinari che l’unione europea dedica alla ripresa. La nostra proposta al governo regionale è quindi l’istituzione di un Tavolo europeo regionale che coinvolga il Consiglio regionale ma soprattutto le forze sociali e le categorie economiche per struttura tutti insieme il futuro della Valle d’Aosta, piccola comunità al centro dell’Europa».
Presidente del Consiglio Valle
«L’Europa – sottolinea il presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin – celebra la sua festa in un momento particolarmente difficile, dovuto anche alla situazione pandemica che ha coinvolto tutti, e si appresta a ripensare il suo ruolo. La Conferenza sul futuro dell’Europa, che si apre domani, sarà una grande opportunità per i territori e per i cittadini europei di partecipare al dibattito sul rafforzamento democratico dell’Unione europea. Un’occasione che anche la Valle d’Aosta dovrà saper cogliere per far sentire la voce di una regione di confine, di una comunità plurilingue e multiculturale, che ha una naturale vocazione europeista.»
Sarà importante lanciare un dibattito al nostro interno, che coinvolga non solo le istituzioni ma soprattutto i cittadini. Sarà il nostro modo per dire l’Europa che vogliamo: un’Europa che parte dalla democrazia locale, un’Europa solidale e coesa che, nell’attuazione dei piani nazionali di ripresa, possa ripartire con fiducia.»
Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta
«Celebrare la festa dell’Europa – dichiara il presidente della Regione Erik Lavevaz – significa interrogarsi sul nostro essere cittadini di una comunità ampia e con radici eterogenee e profonde, che dopo secoli di scontri è riuscita a generare spazi fertili da coltivare insieme. L’orgoglio di essere europei è quello di appartenere a una realtà estremamente composita e ricca, che dal Mediterraneo fino all’estremo nord ha saputo trovare luoghi di incontro e di confronto pacifico e costruttivo.
La Valle d’Aosta è sempre stata terra di frontiera: la sua cultura deriva proprio dalla capacità di confrontarsi con ciò che è al di là dei confini per costruire e arricchire la propria identità. È un cammino che ancora non è pienamente compiuto, e che ha bisogno dello sforzo di tutti i popoli europei e della capacità di imparare da questo periodo drammatico la responsabilità che abbiamo gli uni degli altri».
Pubblicato / aggiornato
il 09/05/2021 alle 17:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione