Inail: nessuna denuncia Covid dal 31 maggio 2021 in VdA
(©manageritalia.it) -
Servizi accessori per le persone soggette a isolamento e a quarantena nel Comune di Aosta
Dal 31 maggio 2021 ad oggi, in Valle d’Aosta, all’Inail, non sono stati registrati incrementi nelle denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19.

A livello nazionale, i contagi sul lavoro da Covid-19 segnalati all’Inail dall’inizio della pandemia (gennaio 2020) al 30 giugno 2021 sono 176.925, pari a oltre un quinto del totale delle denunce di infortunio pervenute dal gennaio 2020. In Valle d’Aosta, da gennaio 2020 al 30 giugno 2021, sono state 818 le denunce di infortunio sul lavoro da Covid-19, di cui 2 con esito mortale: 637 hanno riguardato le lavoratrici, mentre 181 i lavoratori.
La fascia d’età più colpita è quella fra i 50 e i 64 anni (357 denunce), seguita da quella fra i 35 e i 49 anni (339 denunce), quella fino al 34 anni (112 denunce) e, infine, quella oltre i 64 anni d’età (10 denunce).

L’analisi del territorio valdostano ha individuato novembre 2020 come il mese più critico per le denunce, concentrando il 28,1% degli 818 casi pervenuti dall’inizio dell’epidemia, seguito da ottobre 2020 e marzo 2021. L’andamento regionale dei contagi denunciati è analogo a quello nazionale ma ne differisce per intensità: inferiore alla media italiana nei mesi di marzo e maggio 2020, in occasione della prima ondata, mentre è superiore all’inizio della seconda ondata fino a novembre 2020. Ritorna ad essere inferiore da dicembre a marzo 2021, superiore ad aprile 2021 , infine, nuovamente inferiore da maggio 2021.
Facendo un’analisi delle professioni più colpite, al primo posto, figurano quelle sanitarie (28,7%), seguite dai tecnici della salute (27,3%), direttori, dirigenti ed equiparati dell’Amministrazione pubblica e nei servizi di sanità (8,9%), professioni qualificate nei servizi personali (7,7%), impiegati addetti alla segreteria 84,7%), professori di scuola pre- e primaria (3,5%), personale non qualificato nei servizi degli uffici, alberghi, aree pubbliche (1,9%), professori di scuola secondaria (1,7%), personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari (1,6%).

Pubblicato / aggiornato
il 23/07/2021 alle 11:51
Categoria:
Economia e Lavoro