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Cime Bianche: lo scontro è aperto

Cime Bianche: lo scontro è aperto (©Ripartire dalle Cime Bianche) - Vallone Cime Bianche con Gran Lago

Nella seduta di giovedì 22 luglio 2021, in Consiglio Valle si è appreso che la Regione autonoma Valle d’Aosta e la società Monterosa Spa hanno proceduto ad affidare gli studi preliminari riguardanti il progetto di collegamento funiviario nel Vallone delle Cime Bianche.

Scese in campo tutte le parti, lo scontro si è completamente aperto.

Associazione Ripartire dalle Cime Bianche

L’associazione ha così commentato: «si tratta di una scelta sorda alle richieste di rispetto della normativa di tutela e cieca di fronte alla bocciatura di progetti simili. Il D.M. 17-10-2007 “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (ZSC) e a Zone di protezione speciale (ZPS).” non lascia adito a dubbi: stabilisce in modo inequivocabile che sia vietata la “realizzazione di nuovi impianti di risalita a fune e nuove piste da sci, ad eccezione di quelli previsti negli strumenti di pianificazione generali e di settore vigenti alla data di emanazione del presente atto…. “L’unica deroga è quella prevista per ragioni connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica o relative a conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente, si può provvedere all’autorizzazione di interventi o progetti eventualmente in contrasto con i criteri indicati nel presente atto, in ogni caso previa valutazione di incidenza, adottando ogni misura compensativa atta a garantire la coerenza globale della rete Natura 2000. Non è certo questo il caso del progetto funiviario.
In più, in data 14 maggio 2021 il Ministero della transizione ecologica, con nota della Direzione generale per il patrimonio naturalistico3, ha sonoramente bocciato l’autorizzazione concessa dalla Regione Lazio per un intervento del tutto simile in area tutelata Natura 2000 sul Monte Terminillo.
Monterosa Spa (partecipata Finaosta al 94,57%) dovrà ora assumersi tutte le responsabilità per lo sperpero di fondi pubblici (403mila euro) ai fini della realizzazione di un intervento impossibile.
Non solo, si continua così ad alimentare false aspettative fra alcune fasce delle popolazioni e degli operatori interessati e a perdere anni preziosi nell’inseguimento della manna che cade dal cielo anziché lavorare per migliorare gli impianti esistenti, per mettere a punto offerte turistiche innovative e per individuare strategie di sviluppo all’altezza dei tempi.
Ne beneficeranno le attese speculative legate alla rendita immobiliare, come avvenuto al Breuil/Cervinia con l’affaire Gran Baita e come si paventa ad Ayas con l’ex Ermitage di località Crocetta 4. La Valle d’Ayas, in primo luogo, ne pagherà le conseguenze».

L’associazione ha anche chiesto alla Presidenza della Regione autonoma Valle d’Aosta che sia trasmessa alle associazioni ambientaliste firmatarie della diffida una copia del parere rilasciato dall’Avvocatura regionale e una copia della nota della Società Monterosa SpA con cui s’informa la Regione di aver dato corso all’affidamento degli studi di fattibilità.

Richiede inoltre di rendere pubblici questi documenti, essendo l’argomento di notevole interesse pubblico.

Adu VdA

«Lo sconto del 45% è importante ma, nelle opere pubbliche, soprattutto in Valle d’Aosta, i conti si fanno alla fine, e comunque 403mila euro + iva, in tempi di crisi, non sono pochi e potevano essere usati sicuramente meglio.
L’articolo 2 del disciplinare è chiaro: sono previsti 211.392,10 euro quali servizi tecnici e studi preliminari riconducibili alla progettazione definitiva. In tempo di crisi sanitaria, economica e climatica globale uno studio di fattibilità per un impianto di questo tipo è folle, ma affidare già la progettazione definitiva, senza nemmeno un approfondimento legale oggettivo sul precedente del Terminillo, è materia da Corte dei Conti».

Il gruppo ha anche dichiarato di voler acquisire, nelle prossime settimane, la documentazione per valutare le azioni del caso.

Ha infine concluso, rievocando l’escursione di domenica 18 luglio: «una cosa comunque devono avere chiara gli autonomisti e i loro futuri (?) alleati leghisti, uniti dal medesimo “amore” per il cemento e le opere inutili: Adu Vda domenica scorsa non è salita nel vallone semplicemente per fare un’escursione. Assieme ad associazioni, comitati e decine di cittadini ha intrapreso la prima tappa di un lungo percorso di Resistenza in difesa del vallone. Questo scempio per l’ambiente e le tasche dei contribuenti valdostani non si farà!».

Union valdôtaine risponde ad AduVdA

L’Union valdôtaine ha risposto ad AduVdA con un comunicato lungo e articolato: «Sur #CimeBianche… L’Union Valdôtaine a une vision différente de certaines composantes de l’espace civique progressiste, mais on n’accepte pas d’être accusés de cacher la réalité.

La société Monterosa SpA a mis en œuvre une procédure ouverte, conformément aux articles 60 et 122 du D. Lgs 50/2016, pour des services relatifs à l’architecture et à l’ingénierie concernant la rédaction d’études préparatoires et préliminaires à l’évaluation de faisabilité de la liaison Cime Bianche, suite à un appel d’offres régulièrement publié sur le site de la société Monterosa (visible par n’importe qui, il suffit de cliquer monterosaspa.com) à partir du 19 octobre 2020.

Nous ne commentons pas la confiance que le président Lavevaz entretient à l’égard du conseiller Bertschy ni les prétendues intentions de ce dernier. On peu seulement dire qu’ils ont bien travaillé et que leur collaboration va poursuivre. Nous pouvons encore dire qu’au cours de ces mois de législature, les autonomistes ont travaillé en étroite collaboration, en participant de manière cohésive pour rejoindre des synthèses sur le programme du gouvernement, et en essayant de ne pas compliquer une situation déjà pas facile et moins claire – et encore moins cohésive – au sein de PCP, qui voit deux composantes en contraste constant avec les conseillers de leur propre groupe, en démontrant cette dissonance à coups de communiqués de presse et de motions et des discussions continues qui commencent à nous embarrasser et, pire encore, sont perçues par la citoyenneté comme un grand signal d’instabilité. Nous ne commentons pas les conjectures futures alliances, dont nous n’avons jamais parlé.

L’art. 23 du D.Lgs 50/2016, précise, à l’alinéa 7 “Le projet définitif identifie les travaux à réaliser, dans le respect des besoins, des critères, des contraintes, des orientations et des indications fixés par la station contractante et, le cas échéant, par le projet de faisabilité; le projet final contient également tous les éléments nécessaires à la délivrance des autorisations et approbations requises, ainsi que la quantification définitive de la limite de dépenses pour la réalisation et du chrono programme correspondant, par l’utilisation, le cas échéant, des prix établis par les régions et provinces autonomes territorialement compétentes, en accord avec les articulations territoriales du ministère des infrastructures et des transports, conformément à l’alinéa 16 », en précisant très bien qu’il s’agit d’une phase de conception non exécutive, qui est la seule nécessaire à la réalisation de l’ouvrage.

L’approfondissement juridique objectif a été effectué dans le mois d’avril avec un avis juridique signé par les avocats de la Région en précisant qu’il n’y a pas d’obstacles juridiques à la poursuite de la rédaction d’études préparatoires et préalables à l’évaluation de faisabilité du lien remonte pente, entre autre cet avis a été commandé et consulté par l’assesseure à l’environnement de l’époque, qui s’est bien regardée de diffuser son contenu.

Nous sommes heureux que dimanche dernier, des associations, des comités et des dizaines de citoyens se soient rendus dans le vallée Cime Bianche en estimant qu’une bonne partie des marcheurs eux-mêmes n’avaient pas la moindre idée de l’endroit où se trouvait cet endroit, si facile à utiliser comme bastion de la lutte idéologique auprès du fauteuil de la maison, smartphone à la main. Nous invitons ces randonneurs à faire également un tour en autres lieux, tout aussi agréables, dans lesquels les éleveurs montent en amenant encore le matériel en alpage avec les mules, toujours dans la perspective d’une prétendue sauvegarde de l’environnement de salon (du reste c’est eux qui vivent tout l’été sans électricité pour maintenir une activité avec laquelle ils entretiennent leurs familles).

Nous ne demandons qu’une chose, de ne pas utiliser le mot Résistance, avec le R majuscule, en référence aux promenades de montagne, car – comme celui qui a écrit l’article le sait bien – la Résistance est tout autre chose et ne mérite pas, ici comme ailleurs, d’être déshonorée.»

Comitato promotore del collegamento Ayas -Breuil Cervinia “Cervino Monterosa Paradise”

Il Comitato promotore del collegamento Ayas -Breuil Cervinia “Cervino Monterosa Paradise”, per mezzo di un comunicato stampa, ha presp atto «dell’avvenuta assegnazione del bando per gli studi propedeutici e preliminari finalizzati alla valutazione della realizzabilità del collegamento intervallivo Cime Bianche, e della ribadita volontà politica di dare corso a tali studi, nel solco del mandato conferito alle società Cervino S.p.A. e Monterosa S.p.A. dal Defr 2020–2022, documento peraltro votato anche dalle stesse forze politiche che in questi ultimi mesi non perdono occasione per alimentare polemiche e speculazioni strumentali. L’accusa in voga nell’ultimo periodo risiede nell’assunto che il bando di gara si riferisca alla progettazione definitiva, fatto smentito dalla semplice lettura dei documenti di gara facilmente consultabili da chiunque sul sito internet della Monterosa S.p.A, dai quali emerge chiaramente come in questa fase non sia richiesta la presentazione di un progetto definitivo, bensì di valutare e approfondire tutte le alternative possibili».

Il comunicato, firmato dal presidente Bruce McNeill, prosegue: «Siamo oltremodo infastiditi da continui attacchi che alcuni personaggi totalmente estranei al nostro tessuto sociale i quali, tramite social media, stampa e altri canali, continuano a diffondere informazioni false con il solo scopo di screditare questo progetto di sviluppo e promuovere, in ogni occasione, i propri interessi personali, quali la vendita di libri da loro realizzati.
Ci sembra inoltre quantomeno inopportuno che in questa fase di studi preliminari, alcune forze politiche tentino, con tale vigore, di influenzare l’opinione pubblica il tutto senza prendere minimamente in considerazione l’opinione di coloro che quassù vivono 365 giorni l’anno e che hanno sempre manifestato il proprio sostegno alla realizzazione di un progetto di fondamentale importanza per lo sviluppo delle nostre vallate e della Valle d’Aosta intera, a partire dalla consultazione popolare del 2015 effettuata sulle tre vallate interessate che ha dato esito plebiscitario a favore della realizzazione dell’opera
».

AduVdA risponde a Uv

AduVdA ha rsposto a Union valdôtaine in questi termini: «La risposta stizzita, pomposa […] della corazzata UV nei confronti di Adu Vda dimostra che la situazione politica regionale è più grave di quello che si potesse pensare.  L’impressione è  di aver fatto uscire dai gangheri l”intera Union Valdôtaine. Sono soddisfazioni. 

Ma la nostra voce è per tutti i valdostani, che meritano garanzie su come vengono spesi i loro soldi, e per i tanti non residenti,  accorsi domenica 18 luglio, che contribuiscono da anni all’economia della Val d’Ayas con la loro presenza costante. 

Nel merito, rispondiamo punto per punto. Ad oggi, sul sito indicato  dall’UV “monterosaspa.com” non c’è ancora traccia dell’aggiudicazione. Continueremo, quindi, a cliccarci sopra…

Rispetto al rapporto Bertschy e Lavevaz prendiamo atto che l’espressione “leur collaboration va poursuivre” is the new “Lavevaz stai sereno”; attendiamo il prossimo ribaltone. 

Il parere legale citato dall’UV è di aprile, mentre il precedente del Terminillo è di maggio. E comunque il parere legale dà il via libera a studi propedeutici e non alla progettazione definitiva.

Avete letto l’art. 23 del Codice degli appalti, ma forse dovevate fermarvi al comma 6, dedicato appunto al progetto di fattibilità. Il DEFR impegnava le istituzioni alla “realizzazione di studi e relazioni di base”. I livelli di progettazione individuati dal legislatore sono 3: fattibilità, definitivo ed esecutivo. Ci si sarebbe dovuti fermare al primo livello, come d’altra parte indicato anche dal titolo del bando di Monte Rosa SpA: “redazione di studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo Cime Bianche”. Peccato però che nel disciplinare di gara (art. 2 comma 1) si ritrovi anche la progettazione definitiva. O speravate che nessuno di noi si prendesse la briga di leggersi tutta la documentazione?

I nostri attivisti e in generale quelli che voi chiamate con disprezzo ambientalisti da salotto, conoscono bene la nostra regione e le sue ricchezze ambientali. Risparmiateci la vuota retorica. Quanti degli attuali consiglieri regionali unionisti provengono dal settore agricolo? Nessuno. E lo descrivete tecnologicamente arretrato, dimenticando che siete voi ad aver governato per decenni questa regione e che quindi siete i principali responsabili dell’attuale crisi di quel mondo. O forse, oltre ai turisti in infradito, pensate di mettere sulla funivia anche le mucche?

Da anni resistiamo alle clientele, alla corruzione, al malgoverno, ad opere inutili come l’aeroporto, alla devastazione ambientale, all’infiltrazione mafiosa. Resistiamo persino ai  goffi tentavi di quegli autonomisti che vorrebbero riscrivere la storia, in virtù di opportunistiche alleanze con gli attuali eredi della peggiore destra nazionalista. Rispettosi dell’esempio di chi ci ha preceduto, usufruendo a pieno dei diritti conquistati dal loro sacrificio, dai nostri comodi salotti, fino alle vette inaccessibili, resisteremo sempre un minuto di più.»

Pubblicato / aggiornato il 26/07/2021 alle 10:06
Categoria: Politica e Amministrazione