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Confcommercio VdA: «non spettano a noi i controlli sul Green Pass»

Confcommercio VdA: «non spettano a noi i controlli sul Green Pass» (©popsci.it) -

Dal 6 agosto 2021 sarà obbligatorio l’uso del Green Pass per accedere a locali come bar e ristoranti al chiuso, teatri e cinema. «La certificazione – si legge nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei Ministri – servirà per accedere a servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso; spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi; musei, luoghi della cultura e mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività solo al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali, parchi tematici e di divertimento; attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò, concorsi pubblici».

«Non contestiamo la decisione del Governo – spiega Graziano Dominidiato, presidente di Fipe-Confcommercio VdA – ma non devono essere gli imprenditori i soggetti preposti ad effettuare i controlli. Inostri doveri sono ben altri. I controlli competono alle Forze dell’ordine o al personale che il Governo deciderà di inviare sul territorio».

Confcommercio VdA si è definita allarmata dalle sanzioni previste per i gestori dei locali che non fanno rispettare le regole.
Il decreto precisa che i titolari o i gestori dei servizi, previa esibizione del Green Pass sono tenuti a verificare che l’accesso a queste attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere comminata una sanzione pecuniaria da 400 a 1.000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Inoltre, qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.
«Non capisco questo ingiusto e penalizzante accanimento contro i pubblici esercizi. Pensiamo alle strutture in montagna che dovranno fare i conti anche con il meteo. Non comprendo perché tutto questo debba essere limitato esclusivamente a un settore che da mesi sta pagando un conto salatissimo a causa della pandemia» ha rimarcatoMaria Elena Udali, presidente dei Giovani Fipe e Terziario Donna VdA.

Confcommercio VdA ha anche proposto alcune soluzioni prima fra tutte l’introduzione dell’autocertificazione che sollevi i titolari dei locali da ogni responsabilità.
«I gestori dei bar e dei ristoranti – spiega Dominidiato – non sono pubblici ufficiali e come tali non possono assumersi responsabilità che spettano ad altri. È impensabile che titolari e dipendenti possano mettersi a chiedere alle persone di esibire il loro Green Pass e ancor meno a fare i controlli incrociati con i rispettivi documenti di identità».

«Allo stato attuale, – aggiunge Adriano Valieri Direttore generale Fipe-Confcommercio VdA – non vi è alcun obbligo da parte del datore di lavoro di richiedere il Green Pass ai propri collaboratori per svolgere l’attività lavorativa. Esiste da un lato un profilo di sicurezza percepita e dall’altro l’esigenza di mettere in sicurezza le stesse aziende perché il contagio anche di un solo dipendente impone l’adozione di misure che potrebbero impattare negativamente sull’operatività aziendale. Siamo dunque favorevoli all’introduzione dell’obbligo di Green Pass per i lavoratori perché la vaccinazione è una protezione per i singoli, un’ulteriore difesa a favore del consumatore, una misura di tutela dell’azienda oltre che un contributo più ampio al contrasto della diffusione del contagio».

Confcommercio VdA ha anche lanciato un appello agli amministratori, ai consiglieri regionali, alla Giunta e ai parlamentari valdostani per una «forte opera di pressione sul Governo perché cambi i nuovi parametri per i colori delle regioni. Per un non nulla la nostra Regione rischia un giorno sì e l’altro anche di cambiare colorazione con tutte le conseguenze che ne derivano; con gli esercizi che chiudono e con i turisti che dovranno tornarsene a casa».


Pubblicato / aggiornato il 30/07/2021 alle 12:30
Categoria: Economia e Lavoro