La Corte dei Conti conferma condanne e assoluzioni per il Casino
(©corteconti.it) -
Corte dei Conti a Roma
La sentenza della Terza sezione centrale d’Appello contro la sentenza della Corte dei Conti della Valle d’Aosta del 25 ottobre 2018, relativa al processo sui 140 milioni di euro di fondi regionali erogati alla Casino de la Vallée spa tra il 2012 e il 2015, è stata depositata venerdì 9 luglio 2021.
Sono state confermate ma sensibilmente ridotte le condanne di primo grado ed è stato respinto il ricorso della Procura contabile, che aveva chiesto di ricalcolare il danno erariale anche sui consiglieri regionali assolti in primo grado.
Confermata l’assoluzione per Albert Lanièce, Ennio Pastoret, Raimondo Donzel e Peter Bieler.
Sono stati condannati a versare la somma di circa due milioni e 500 mila euro ciascuno Augusto Rollandin, Mauro Baccega, Aurelio Marguerettaz ed Ego Perron. Renzo Testolin, Emily Rini, Antonio Fosson, Pierluigi Marquis, Claudio Restano, Joël Farcoz, Luca Bianchi, Stefano Borrello, David Follien, Giuseppe Isabellon, André Lanièce, Marilena Peaquin, Leonardo La Torre e Marco Viérin sono stati condannati a risarcire la somma di circa 420 mila euro a testa.
Nel caso in cui il versamento non avvenisse, gli attuali eletti in Consiglio Valle dovrebbero lasciare la carica ma tale eventualità potrebbe non sussistere, in considerazione delle polizze assicurative stipulate collettivamente e da ognuno.
La sentenza di primo grado
La sentenza del giudizio di responsabilità promosso della Corte dei Conti della Valle d’Aosta contro 22 consiglieri ed ex consiglieri regionali e contro il coordinatore del Dipartimento bilancio, finanze, patrimonio e società partecipate della Regione autonoma Valle d’Aosta, era stata pubblicata il 25 ottobre 2018.
La Procura della Corte dei Conti aveva chiesto che fossero condannati a risarcire la somma di € 139.965.096,56, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese di giustizia, quale danno erariale derivante da una serie di condotte illecite a titolo di dolo, e in subordine a titolo di colpa grave, relative alla gestione di danaro pubblico destinato alla società che gestisce la casa da gioco Casino de la Vallée.
La Corte dei Conti ha condannato a risarcire alla Regione autonoma Valle d’Aosta il danno liquidato in trenta milioni di euro da suddividersi a carico di ciascuno dei soggetti condannati e nella misura qui di seguito indicata:
Rollandin Augusto €4.500.000,00
Baccega Mauro €4.500.000,00
Perron Ego €4.500.000,00
Marguerettaz Aurelio €3.000.000,00
Viérin Marco €3.000.000,00
Bianchi Luca € 807.000,00
Borrello Stefano € 807.000,00
Farcoz Joël € 807.000,00
Follien David € 807.000,00
Fosson Antonio € 807.000,00
Isabellon Giuseppe € 807.000,00
La Torre Leonardo € 807.000,00
Lanièce André € 807.000,00
Marquis Pierluigi € 807.000,00
Péaquin Marilena € 807.000,00
Restano Claudio € 807.000,00
Rini Emily € 807.000,00
Testolin Renzo € 807.000,00
La Corte aveva invece assolto Albert Lanièce, Raimondo Davide Donzel, Ennio Pastoret e Peter Bieler.
Conseguentemente aveva revocato il sequestro disposto nell’aprile scorso nei confronti di Albert Lanièce, Raimondo Davide Donzel ed Ennio Pastoret, mentre aveva confermato il sequestro disposto nei confronti dei condannati, sino al valore della cifra che sono condannati a risarcire.
Aveva disposto la riduzione della cauzione prestata da Leonardo La Torre alla misura di €807.000. Posto a carico dei convenuti, in proporzione alla rispettiva condanna di cui e in via non solidale, le spese del giudizio complessivamente liquidate in €22.854,36.
Ha liquidato le spese di lite, da porre a carico della Regione Valle d’Aosta a favore di Albert Lanièce, Raimondo Davide Donzel, Ennio Pastoret nella misura di €5.000,00 cadauno; Bieler Peter nella misura di €3.500,00.
I commenti politici
Il 3 agosto, Union valdôtaine ha diffuso una nota a commento della sentenza: «En octobre 2014, le Conseil régional approuvait l’augmentation de capital de la société Casino. C’était alors une décision visant à éviter la fermeture de la maison de jeu avec les pertes économiques, directes et indirectes, qui en auraient résultées. Il s’agissait d’un choix conscient avec des intentions de bonne foi, c’est-à-dire sauver les emplois et toutes les activités économiques connexes du territoire régional.
Sans l’augmentation du capital, le Casino de La Vallée aurait été fermé, faisant ainsi la même fin du Casino de Campione d’Italia, dont les salles sont barrées depuis juillet 2018.
Des années plus tard, après une période difficile, l’entreprise est aujourd’hui dans une situation saine, elle respecte le plan du concordat, elle est pleinement active et, malgré la crise économique due au Covid, elle a repris à générer des bénéfices pour la Région.
De plus, le vote des dix-huit conseillers régionaux, avait été effectué comme c’est toujours le cas, sur la base d’avis techniques et comptables approuvant la décision du Conseil.
Une réflexion sur le rôle de conseiller ou d’assesseur donc aujourd’hui s’imposeet se traduit par un sentiment d’inquiétude lourd comme un rocher placé sur les épaules de chaque administrateur public. La conduite des conseillers régionaux n’a pas été malveillante! Cela doit être bien clarifié: rien d’a été caché, rien n’a été volé, personne n’a soudoyé ou extorqué.
L’Union Valdôtaine exprime sa solidarité avec les 18 conseillers impliqués aujourd’hui dans cette circonstance».
La risposta di AduVdA è arrivata giovedì 3 agosto: «Rispetto alla recente senza della Corte dei Conti sul Casinò, l’Union Valdôtaine, con una poker face notevole, dichiara che “Nulla è stato rubato, nessuno è stato corrotto”.
Anche se così fosse – d’altra parte nemmeno la magistratura aveva contestato queste condotte – AduVda ricorda però agli autonomisti che “tanto – troppo – è stato perso, ed erano soldi dei contribuenti valdostani”.
Nel pozzo del Casino sono finiti non solo i 30 milioni di euro di ricapitalizzazione, ma un totale di 140 milioni di euro. Risorse che potevano essere impiegate per una modernizzazione del sistema locale dei trasporti o per rifondare completamente la sanità valdostana.
Il dato politico, confermato anche dalle carte processuali, è che i consiglieri regionali coinvolti hanno dimostrato la loro incapacità ad amministrare nell’interesse dei cittadini. Restituiscano i soldi alla comunità e si ritirino, finalmente, a vita privata.
In questi anni, il Casino è stato usato come riserva di caccia elettorale. Assunzioni di personale “fuori scala” rispetto ad una sana logica di impresa e, quando non bastavano i dipendenti, si è passati al mercato delle esternalizzazioni e delle consulenze.
Una volta terminata l’emergenza della pandemia, si dovrà procedere alla cessione del patrimonio alberghiero – AduVda è favorevole a una gestione pubblica dell’economia, ma un albergo di lusso pubblico non funzionerebbe nemmeno sotto il Comecom sovietico – e alla privatizzazione del Casino.
La casa da gioco resta una realtà economica importante per la nostra regione, ma va ricondotta a logiche d’impresa e spurgata dalle interferenze e devianze della politica clientelare».
Stella alpina ha atteso il 6 agosto per esprimersi: «La sentenza della Terza Sezione Centrale di Appello della Corte dei Conti sui finanziamenti al Casino di Saint-Vincent costituisce un precedente grave, che mina dalle fondamenta il ruolo politico di qualsivoglia eletto in un’assemblea rappresentativa, a qualsiasi livello, considerato che, per la prima volta in Italia, un giudice entra nel merito di una scelta politica adottata da un’intera maggioranza regionale, su mandato espressamente politico e peraltro supportata da pareri tecnici la cui legittimità non è mai stata contestata, né dalla Procura regionale nel giudizio di primo grado né dalla Procura generale in secondo grado.
Esprimiamo piena solidarietà a coloro che, quel 23 ottobre 2014, decisero di assumersi le proprie responsabilità legate indissolubilmente al mandato elettivo che in quel momento stavano svolgendo, visto che tale operazione discendeva da una chiara scelta politica, supportata in via preventiva dai necessari pareri tecnici e condivisa da tutti i portatori di interesse coinvolti. Nel merito della sentenza, ci sarebbero molte cose da dire a partire dal fatto non secondario che la casa da gioco valdostana è ancora operativa, tra contraddizioni e omissioni, ma quello che più ci preme ora sottolineare, a nostro avviso, è l’evidente invasione di campo operata dai giudici, motivo per cui proporremo al Consiglio regionale di attivarsi anche presso il presidente della Repubblica quale Capo dello Stato e garante della Costituzione e, dunque, anche del nostro Statuto speciale ai sensi della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4».
Pour l’autonomie, anch’esso il 6 agosto, ha commentato: «La sentenza della Terza Sezione Centrale di Appello della Corte dei Conti sui finanziamenti al Casino di Saint-Vincent rappresenta un grave attacco all’istituzione del Consiglio regionale della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
È paradossale che gli amministratori che con una deliberazione di Consiglio hanno permesso di sostenere un importante patrimonio della nostra regione, il quale ancora oggi è fonte di reddito diretta e indiretta per molti valdostani, si trovino oggi a dover rispondere con il loro patrimonio di queste scelte.
Pour l’Autonomie nell’analizzare la sentenza, prende atto del silenzio delle istituzioni regionali, pertanto crede sia necessario procedere quanto prima alla convocazione straordinaria di un Consiglio regionale che tratti questo tema dando la possibilità a tutti gli eletti di valutare la situazione conseguente a questo atto e prendere le dovute iniziative per garantire la nostra Autonomia a tutti i livelli istituzionali».
Il 10 agosto, il commissario del Partito democratico della Valle d’Aosta Umberto D’Ottavio si è così espresso: «È evidente a tutti che la sentenza della Corte dei Conti entra con forza nel dibattito, già vivace, sulla situazione politica della Regione Valle d’Aosta.
L’occasione della pausa estiva può permettere una riflessione più distesa e di prospettiva, comunque entro la ripresa di settembre.
Il PD vuole contribuire ad una soluzione positiva e lo farà dando il suo contributo politico e programmatico. Lo farà in autonomia e in collaborazione con le componenti del PCP, attraverso gli eletti che fanno riferimento al nostro partito, con l’obiettivo di rilanciare la maggioranza consiliare.
Non è questo il momento di crisi al buio, soprattutto di fronte da un lato ai rischi di ripresa della pandemia e dall’altro all’occasione positiva che tutte le Regioni stanno affrontando offerta dal PNRR.
Non si sta insieme a qualunque costo, è vero, ma l’importante, per noi, è che il costo non ricada sui cittadini della Valle d’Aosta».
Progetto civico progressista – con una nota del 17 agosto 2021, firmata da Erika Guichardaz – ritiene sia necessario un momento di approfondimento sulla questione Casino e relativa sentenza, ma ritiene «che lo strumento del Consiglio regionale non sia quello più adeguato per affrontare questa delicata tematica».
Chiesto un Consiglio straordinario
Mercoledì 18 agosto 2021, è giunta alla Presidenza del Consiglio Valle la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria, con all’ordine del giorno la tutela delle prerogative costituzionali e funzioni del Consiglio regionale e dei consiglieri.
La richiesta è stata sottoscritta da: Pierluigi Marquis, Claudio Restano, Aurelio Marguerettaz, Renzo Testolin, Mauro Baccega, Marco Carrel, Augusto Rollandin, Giulio Grosjacques, Davide Sapinet, Luciano Caveri, Albert Chatrian, Luigi Bertschy, Roberto Rosaire, Corrado Jordan, Carlo Marzi, Erik Lavevaz.
Pubblicato / aggiornato
il 19/08/2021 alle 11:29
Categoria:
Politica e Amministrazione