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Focus turismo: ricettività e accoglienza turistica

Nella puntata precedente, abbiamo visto come la parola turismo si possa accostare anche a cultura, agricoltura e risorse naturali e quale sia la sinergia tra questi settori. Questa sera concentriamo la nostra attenzione sull’accoglienza. Accoglienza che non è sinonimo solo di albergo, poiché tipologie diverse di ricettività esistono per offrire al turista alternative di soggiorno. Ne abbiamo parlato con Silvana Perucca, presidente dell’Associazione degli albergatori della Valle d’Aosta, che raggruppa (oltre agli albergatori) anche la maggior parte delle strutture ricettive valdostane.

Silvana Perucca – presidente Adava – La tipologia delle strutture ricettive valdostane è la classica tipologia ricettiva delle località turistiche. Noi abbiamo alberghi dalle 5 stelle, perché abbiamo 3 alberghi 5 stelle in Valle d’Aosta, agli alberghi a 2 stelle e qualche pensione. E abbiamo le cosiddette residenze turistico-alberghiere, i cosiddetti residence, le RTA, abbiamo agriturismo, rifugi alpini, campeggi, le chambre d’hotes, gli affitta camere, le case alberghi per vacanze. Quindi una tipologia estremamente variegata.

La Valle d’Aosta, nonostante sia la più piccola regione italiana e la meno popolata, con i suoi 120.000 abitanti circa, presenta una buona capacità ricettiva, che arriva a offrire oltre 51.000 posti letto.

Le strutture ricettive valdostane sono in grado di soddisfare differenti di tipi clientela, sia italiana sia straniera e permettono alla regione di promuoversi su diversi mercati e adattarsi ai vari target di clientela.

Silvana Perucca – I posti letto nelle strutture della Valle d’Aosta fra alberghi, agriturismo e residence sono circa 23.000. Poi a questi dobbiamo aggiungere i posti letto nei rifugi alpini. Soltanto nei rifugi alpini noi abbiamo oltre 3.000 posti letto e non dimentichiamo che i rifugi alpini sono oltre 50 in Valle d’Aosta. A questi vanno poi aggiunti le piazzole nei campeggi, i posti letto nelle chambre d’hotes e negli affitta camere. Quindi direi un numero considerevole per la nostra regione. E naturalmente regione come ben sappiamo di importanza strategia turistica in Italia per quanto concerne il turismo montano sia d’estate che d’inverno. Le strutture ricettive alberghiere, residence e agriturismo sono 488 per la precisione, quindi sono quasi 500 e a questi aggiungiamo i campeggi, che sono circa una quarantina, abbiamo detto 50 rifugi alpini. Quindi numeri di tutto rispetto.

La ricettività valdostana, oltre all’importanza numerica dei suoi posti letto, offre anche la possibilità di soddisfare una clientela variegata, italiana e internazionale, con aspettative diverse.

Silvana Perucca – Assolutamente si, noi abbiamo come abbiamo detto in apertura abbiamo dalla 5 stelle alla chambre d’hote, all’affittacamere, abbiamo quindi un’offerta turistica, un’offerta ricettiva adatta a tutti i target di mercato e adatta anche ai vari mercati italiani e stranieri per la tipologia di turismo che noi offriamo e quindi direi assolutamente un’offerta turistica che può adattarsi a qualsiasi mercato.

Il mercato del turismo evolve velocemente e ciò è dovuto anche dal grande sviluppo e utilizzo di internet per la ricerca delle vacanze e delle migliori offerte nonché per le prenotazioni.

Silvana Perucca – Bè come tutto il turismo evolve in maniera assolutamente rapidissima e quindi gli imprenditori del turismo devono essere pronti ad affrontare questa evoluzione. Noi abbiamo un evolversi della situazione non dico quotidiana ma quasi, quindi ormai l’ospite, il viaggiatore è un ospite molto attento con esigenze e aspettative molto elevate, comunque adesso l’ospite si informa sulla rete, viaggia molto e quindi a molti termini di paragone.

Silvana Perucca – Quindi non dobbiamo deludere l’ospite ne dal punto di vista dell’offerta dei servizi alberghieri e della ricettività e neanche naturalmente da parte dei servizi del turismo in genere quindi anche delle infrastrutture, dei servizi del territorio. Quindi la parola d’ordine è assolutamente attenzione a quali sono le esigenze dell’ospite, quindi prestare molta attenzione all’evolversi delle richieste e fare sistema sul territorio affinché riusciamo a dare un servizio turistico completo.

Un passo importante per la ricettività è stato la nascita del Valle d’Aosta Booking: il portale istituzionale gestito dall’assessorato al turismo regionale, tramite l’Office régional du Tourisme. In questo portale è possibile prendere visione dell’intera offerta territoriale, verificare i costi, le disponibilità e prenotare la propria vacanza in Valle d’Aosta. Tutto ciò è possibile grazie alla sinergia fra l’Amministrazione regionale e l’Adava: ognuno ha messo a disposizione le proprie risorse, esperienze e competenze per sviluppare questo importante strumento che rappresenta e comunica sulla rete tutto il turismo valdostano e offre le disponibilità in maniera immediata.

Silvana Perucca – l Valle d’Aosta Booking possiamo affermare che è il primo risultato concreto di vera sinergia tra pubblico e privato quindi fra assessorato regionale del turismo e operatori della ricettività della Valle d’Aosta. La storia è abbastanza lontana perché noi albergatori, nel lontano 2005, abbiamo sentito la necessità di avere un nostro sistema di prenotazione on-line ed anche un call center, una centrale di prenotazione telefonica. E quindi come associazione degli albergatori abbiamo deciso di investire le nostre risorse e abbiamo realizzato questo sistema denominato Valle d’Aosta Pass con le sole risorse finanziarie degli imprenditori della Valle d’Aosta.

Il Valle d’Aosta pass ha funzionato bene: i numeri sono costantemente cresciuti ma l’importanza di questo sistema è andata al di là del semplice strumento di prenotazione.

Silvana Perucca – Questo è servito sicuramente a due cose il VDA pass. Da un parte è servito ad aiutare le imprese a vendere i propri servizi ricettivi, quindi a vendere le proprie camere d’albergo e i propri servizi sulla rete e su internet e quindi ad aumentare l’occupazione alberghiera; e dall’altro è servito a formare gli imprenditori all’innovazione tecnologica perché comunque ad oggi come oggi non si può più starne fuori.

Dopo sei anni di gestione da parte degli albergatori e anche a fronte della presenza, quasi monopolistica, dei grandi portali di prenotazione (quali Booking.com, Venere ed Expedia), in considerazione della necessità del continuo e oneroso aggiornamento della piattaforma tecnologica, gli albergatori hanno dovuto trovare un partner che li affiancasse in questo progetto. Si sono quindi rivolti all’Assessorato regionale del turismo e, insieme, all’inizio del 2011, hanno creato il Valle d’Aosta Booking che, oggi, offre e vende su internet oltre 350 imprese ricettive su 488 presenti in Valle d’Aosta.

Gabriella Morelli – direttore promozione e marketing Assessorato turismo Regione autonoma Valle d’Aosta – Valle d’Aosta booking è un progetto partito a marzo 2011, l’abbiamo lanciato con la Bit, è un progetto appena partito che ha scontato in fase di avvio tutta la fase di formazione degli albergatori e non solo, gestori di strutture ricettive in genere, perché imparassero ad utilizzare lo strumento, a caricare le disponibilità, a caricare i listini prezzi etc.. A partire da giugno l’assessorato del turismo ha attivato una collaborazione con una società esterna per promuovere questo portale di prenotazione on line Valle d’Aosta e tentare di generare un traffico sul sito e un volume di conversione in prenotazione effettive.

La promozione di questo portale è stata fatta con una campagna on-line che si sviluppa attraverso l’utilizzo di parole chiave, scelte tra quelle che gli utenti tendono a digitare più spesso ricercando la Valle d’Aosta. Queste parole possono essere hotel + Cogne, hotel + Courmayeur, oppure parole risorsa quali Monte Cervino, Forte di Bard, terme di Pré-Saint-Didier, ecc. Di conseguenza sono creati annunci, utilizzando queste parole chiave, per fare in modo che il portale del Valle d’Aosta Booking compaia accanto alla ricerca digitata dagli internauti. L’obiettivo è duplice: generare traffico sul sito ma soprattutto convertire la visita in una prenotazione di soggiorno in Valle d’Aosta.

Gabriella Morelli – L’obiettivo di tutti è quello di attrarre per gli albergatori prenotazioni più su questo canale di prenotazione, che per l’albergatore non ha un costo. Quindi c’è un doppio risultato: l’albergatore non paga la prenotazione veicolata attraverso questo canale e in più la Valle d’Aosta si posiziona sempre meglio sui motori di ricerca italiani e soprattutto esteri.

Il settore dell’accoglienza sta, però, vivendo momenti difficili. La situazione regionale si differenzia sul territorio. Un dato è essenziale per capire la difficoltà del settore: l’occupazione media annua è del 34,5%. non sufficiente per garantire la sussistenza di un’attività alberghiera.

Silvana Perucca – è una situazione difficile, molto delicata e soprattutto che si differenzia da territorio a territorio, è questo un po’ il nostro cruccio. Abbiamo un territorio estremamente eterogeneo, abbiamo offerte, prodotti turistici estremamente diversi l’uno dall’altro e quindi trasversalmente la nostra regione si differenzia tantissimo. Quindi abbiamo i grandi comprensori turistici che comunque riescono a mantenere le quote di mercato e nonostante il periodo di crisi e nonostante l’occupazione alberghiera non sia ancora sufficiente, cioè la media regionale non sia ancora sufficiente perché si attesta intorno al 34% di media occupazionale annua delle strutture ricettive in Valle d’Aosta sui giorni di apertura, fra residence e alberghi, che è ancora troppo poco, però nonostante questo grandi comprensori riescono ancora a mantenere le loro quote di mercato, con fatica ma ci riescono. Mentre invece abbiamo tutta la parte che riguarda e il capoluogo regionale e l’asse centrale della Valle d’Aosta, soprattutto la parte della media e bassa valle, e i fondi valle delle vallate laterali che soffrono di più, in termini di presenze turistiche. E quindi è quasi un meccanismo strano che si innesca cioè le imprese non riescono più a lavorare in maniera sufficiente e di conseguenza non riescono più a investire e noi sappiamo bene che nel nostro settore che se costantemente noi non investiamo e non miglioriamo i nostri servizi sia imprese destinate a morire. E questo è un po’ quello che è successo nella maggior parte degli alberghi del capoluogo regionale che hanno chiuso o quelli della valle centrale.

Un’occupazione troppo bassa e con prezzi di vendita troppo bassi, che non permettono margini di guadagno da reinvestire sulle strutture alberghiere, hanno prodotto alberghi obsoleti, con scarsi servizi che sono usciti dal mercato e hanno dovuto chiudere.

Esistono possibili rimedi?

Silvana Perucca – Quindi indubbiamente bisogna combattere questo aspetto in che modo? Bè innanzi tutto partendo dal capoluogo. Non possiamo pensare che Aosta non riesca veramente a capire quale sia la sua vera vocazione se vocazione turistica, se vocazione industriale se città di servizi. Noi abbiamo una cittadina di 45mila abitanti ai piedi delle Alpi con un potenziale turistico enorme, con una cabinovia che parte quasi dal centro città che porta in un comprensorio importante come quello di Pila e che non riesce a fare il salto e questo è veramente preoccupante e quindi ci si deve chiedere perché questo avviene. Bè non possiamo sempre e soltanto dire che è colpa delle istituzioni e della pubblica amministrazione. Indubbiamente bisogna partire dai pubblici amministratori ma bisogna anche allargarsi ai cittadini, ai cittadini stessi che vivono nella città, chi fa impresa nella città e non soltanto nel settore turistico ma nel settore artigianale, nel settore commerciale, nel settore industriale, nel settore agricolo. Devono sicuramente, dovremmo prendere coscienza che abbiamo necessità ognuno di noi che viviamo in una regione con un grande potenziale turistico e che questo potenziale non è sfruttato al meglio e che se il singolo cittadino lavorasse per questo forse si riuscirebbe veramente a fare sistema e a fare in modo che la città di Aosta diventi veramente una città a vocazione turistica come meriterebbe di essere.

Esiste certamente una situazione di crisi alla quale gli albergatori cercano di far fronte, investendo nelle loro strutture per adeguarle alle richieste della clientela e renderle commercialmente competitive. Sono investimenti importanti che trovano ricorrendo agli aiuti della Confidi albergatori e della Finaosta.

Pericle Calgaro – presidente Confidal – La confidi albergatori, denominata Confidal, è una società cooperativa molto importante per tutto il settore alberghiero. È di garanzia fidi collettiva ed è il salvadanaio degli albergatori della Valle d’Aosta. I soci albergatori sono 284 e in questi 35 anni hanno usufruito della nostra società in un modo consistente e congruo.

La confidi albergatori nel 2010 ha erogato prestiti per garanzie fino a 28 milioni di euro. Garantisce per 12 milioni di euro nei 284 soci. Prestiti importanti fatti a breve e a medio e lungo periodo.

Oggi gli albergatori hanno costituito con gli industriali la Confidi Valle d’Aosta, alla quale aderiscono circa 590 soci con oltre 85 milioni di euro tra attività finanziaria e mezzi patrimoniali, con un monte di affidamenti garantiti per oltre 200 milioni di euro.

In Valle d’Aosta opera anche la Finaosta, la finanziaria regionale che svolge la sua attività come strumentalità rispetto alla regione e opera sotto l’aspetto dei finanziamenti nei settori principali del turismo, quindi a favore delle strutture alberghiere e degli impianti a fune.

Giuseppe Cilea – presidente Finaosta- Parliamo del settore alberghiero innanzi tutto, anche del settore commerciale che è legato al turismo, parliamo del settore degli impianti a fune che per la Valle d’Aosta è un settore strategico, fondamentale. Ora l’attività di Finaosta è quella fondamentale di finanziare gli investimenti che questi vari settori fanno evidentemente per migliorare la qualità e l’attrattività rispetto al mondo turistico in generale. Se vogliamo dare un occhiata più precisa nel settore alberghiero che è uno dei settori dove noi molto abbiamo operato, Finaosta è intervenuta nel tempo su 333 strutture finanziate sulle 468 esistenti. Cioè un 70% delle strutture alberghiere hanno utilizzato i finanziamenti di Finaosta, che sono poi ovviamente provenienti dalla regione, per effettuare gli investimenti che hanno permesso di fare un grosso salto di qualità.

Erogando nel tempo circa 300 milioni di euro quindi sono 600 miliardi per dire.

Gli investimenti sono rilevanti: è stato infatti calcolato che la realizzazione di una struttura comporta un costo a posto letto compreso tra gli 60 mila e gli 80 mila euro, a seconda della categoria e dei servizi offerti.

Dunque il costo di realizzazione di un albergo di 55 posti letto, la capacità di pullman turistico, varia tra i 3 milioni e 300 mila euro e i 4 milioni e 400 mila euro.

Gli alberghi e residence valdostani hanno, come detto prima, un’occupazione media annua del 34,5% (troppo bassa), con incassi limitati che creano problemi di restituzione dei mutui stipulati.

La regione nell’economia valdostana e dunque anche nel settore alberghiero è intervenuta con manovre di aiuto, i cosiddetti aiuti anti-crisi, sospendendo per due anni, fino al primo semestre 2012, le rate di restituzione dei mutui. Ma nessuno può prevedere come reagirà il settore.

Giuseppe Cilea – Dobbiamo avere la riprova se questa proroga non ci fosse e si dovesse riprendere a pagare questo impegno finanziario come reagirà il sistema. Quindi io credo che il futuro oggi come oggi ha per tutti delle preoccupazioni e non si possono nascondere. La situazione turistica non può prescindere da quella delle imprese in senso generale, non può prescindere dalla situazione a livello nazionale se non ancora di più a livello internazionale.

Se il futuro a medio termine crea molte preoccupazioni, la situazione a più lungo termine può però portare la Valle d’Aosta a sviluppi che potranno avere ricadute positive sull’intero territorio e fare da volano all’economia in senso lato e al turismo.

La regione è impegnata in molti investimenti importanti io non trascurerei per esempio la nuova università che potrà avere una collocazione di due mila studenti e ci si augura molti provenienti dalle altre regioni. È un turismo diverso in senso stretto ma è un’opportunità, un’immagine, un’attrattività che senz’altro sarà positiva. Certo i tempi di realizzazione di questi investimenti non sono brevi Altri investimenti l’aeroporto che si sta per ultimare e si spera di riprendere l’attività anche in questo caso e quindi dei collegamenti e voli charter che possono trasportare i turisti, visto che purtroppo la ferrovia non è certo ottimale

Io credo che la risposta in generale alla Valle d’Aosta come proposta turistica sia da vedere a 360 gradi, perché abbiamo musei, l’associazione di Bard con tutto quello che promuove, abbiamo i castelli, i reperti romani. Abbiamo tantissime cose in mano, quindi usando sempre meglio e in modo più coordinato io credo che gli atout gli abbiamo.

Abbiamo fatto una panoramica sul settore della ricettività, capito come evolve la richiesta turistica e come sia ormai indispensabile l’utilizzo di internet. Al tempo stesso siamo venuti a conoscenza delle difficoltà del settore alberghiero soprattutto nella valle centrale e nella città di Aosta. Città dalle molte possibilità che però non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro.

A questo punto giriamo pagina e passiamo alla rubrica sulle associazioni e gli enti che fanno turismo in Valle d’Aosta. La protagonista di oggi è la Camera di Commercio della Valle d’Aosta, la Chambre Valdôtaine.

Rubrica Camera valdostana

La Camera di commercio della Valle d’Aosta è presieduta da Nicola Rosset. A lui la parola per una presentazione.

Nicola Rosset – Presidente Camera di commercio valdostana – La Chambre valdotaine nasce il 20 maggio 2002 con la legge regionale n.7 e operativa il 1° giugno 2005. È un ente di diritto pubblico, è formata da un consiglio, da una giunta, da un presidente e dal collegio dei revisori dei conti. Il consiglio è formato da 25 persone, la giunta è formata da sei membri di giunta più il presidente e il compito fondamentale della Chambre è assicurare uno sviluppo all’economia locale.

Le categorie rappresentate dalla Chambre sono l’agricoltura, il turismo, l’artigianato, l’industria e il commercio. Sono cinque categorie.

Rappresenta dunque il mondo delle imprese e dell’imprenditoria e svolge un’attività a favore dello sviluppo dell’economia locale.

Nicola Rosset – Diciamo che il turismo in questo momento può essere visto alla luce di quelle che sono le evoluzioni del nostro tempo, un settore che si coniuga molto bene con altri settori. Oggi turismo non è solo turismo ma è turismo legato a tutto quello che descrive un territorio. La Chambre valdotaine in questo caso sta sviluppando delle attività nel settore del turismo che coinvolgano il turismo e tutti i settori collegati al turismo.

Il riferimento è la collaborazione con Eatitaly, la catena di negozi che operano in Italia e nel mondo. Qui si presentano, si vendono e si degustano i prodotti di alta qualità della tradizione agroalimentare italiana, facendo propri concetti importanti quali sostenibilità e responsabilità.

La Chambre ha chiuso un accordo per presentare sui negozi di Tokio e New York, oltre che in alcuni punti vendita italiani, i prodotti valdostani e al tempo stesso alcuni pacchetti per soggiorni turistici in Valle d’Aosta.

 
Nicola Rosset – La Chambre valdotaine con questa nuova esperienza vorrebbe davvero far si che tutte le categorie intervenissero in quelle che sono le decisioni dei nostri progetti futuri. Siamo qui per ascoltare le categorie, tutte , nessuna esclusa ma soprattutto per trasferire quello che le categorie ci proporranno immediatamente sul nostro mercato. È importante che ci siano delle sollecitazioni. Qualche volta in Valle d’Aosta la nostra piccola dimensione fa si che anche le proposte tendano a non arrivare a chi deve decidere e indirizzare. Auspicherei un maggior coinvolgimento di tutti gli interpreti del mercato valdostano

Pubblicato / aggiornato il 05/09/2021 alle 20:30
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Categoria: Cultura / Economia e Lavoro / Video