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Arcigay risponde a Manfrin su Pride not prejudice

Arcigay risponde a Manfrin su Pride not prejudice (©facebook.com/arcigayqueervda) - Giulio Gasperini, presidente Arcigay Valle d'Aosta Queer VdA

Il Direttivo di Arcigay Valle d’Aosta risponde al consigliere regionale della Lega Vallée d’Aoste Andrea Manfrin e alla sua interpellanza sulla manifestazione Pride not prejudice, alla quale è stata data risposta durante i lavori del Consiglio Valle di mercoledì 22 settembre 2021.

«La migliore risposta sta nel successo degli eventi organizzati, nella numerosa e partecipata presenza di persone che hanno apprezzato la manifestazione in ogni sua declinazione e hanno manifestato un appoggio per noi incoraggiante e motivante», scrive Arcigay in una nota. 

Arcigay ritiene deprecabile «l’atteggiamento volontariamente insultante, durante l’esposizione in Aula, fatto di battutine, risatine o termini come “m’impippo”, che poco hanno a che vedere con il rispetto dell’alterità e finanche il decoro istituzionale del contesto consiliare» e ribadisce come «il progetto “Pride not prejudice” sia stato presentato e approvato, a seguito di un bando pubblico e di valutazione da parte di una commissione, e finanziato completamente con i fondi specifici del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali». 

Conseguentemente argomenta: «Ci sembra grave, molto grave, che un’Associazione, costituita, come da statuto, “per il perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di attività di interesse generale” finalizzate a “creare le condizioni per il benessere, la piena realizzazione e la piena visibilità di ogni persona gay, bisessuale, trans e intersessuale combattendo il pregiudizio, le discriminazioni e la violenza in ogni loro forma”, venga definita strumentalmente un “partito politico”; cosa che evidentemente non è, come ogni altro Ente del Terzo Settore. Evidentemente, inoltre, queste finalità possono rientrare a pieno nelle linee guida della Cittadella dei Giovani, trattandosi di educazione al rispetto sia sul piano umano che su quello dei diritti, particolarmente per le nuove generazioni. Le Associazioni, fortunatamente, continuano a essere libere di svolgere il loro compito e la loro mission, senza dover accontentare, stavolta sì, la “politica rappresentativa”, tutta o una sua parte. E vediamo, ogni giorno, che cosa accade in quei paesi, neanche troppo lontano dai nostri confini, dove sono invece impossibilitate a farlo a causa della politica istituzionale: ne risulta anche una persecuzione sociale delle persone che fanno parte della comunità LGBTQ+».

Infine Arcigay esprime il proprio dispiacere per «la risposta dell’Assessore competente, laddove ha sottolineato la necessità di limitare, alla Cittadella dei giovani, gli “elementi eccessivi”: chi definirà cosa sia “eccessivo”? Ci dovremmo aspettare un già stabilito codice etico e morale da dover rispettare? Le Associazioni dovranno limitarsi nelle loro attività e sottostare ai voleri politici rispetto agli eventi organizzati? Che già le nostre stesse esistenze e attività siano da considerarsi “eccessive”?».

Pubblicato / aggiornato il 25/09/2021 alle 20:03
Categoria: Politica e Amministrazione