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Pcp: avanti allargando il progetto ad AduVdA e M5S

Nel corso di una conferenza stampa, svoltasi giovedì 11 novembre 2021, il Progetto civico progressista ha illustrato le ragioni della rottura dell’alleanza con i Federalisti-Progressisti-Partito democratico e dell’uscita dalla maggioranza al governo della Regione autonoma Valle d’Aosta.

È stato illustrato un documento di raffronto fra il programma di legislatura, il documento presentato contestualmente alla richiesta di verifica di maggioranza e gli atti adottati dopo il giugno 2021.

Il Pcp evidenzia che vi sono state criticità sia sui metodi, sia sui temi:

  • gli incontri periodici di confronto non sono mai stati organizzati
  • la questione della riforma elettorale non è stata neppure affrontata
  • la legge sulla sobrietà nei costi degli organismi elettivi non è stata messa in cantiere e non sono stati neppure rivisti gli emolumenti del presidente del Consiglio
  • è stato concesso a Cva di accedere a prestiti obbligazionari per 500 milioni di euro senza chiarire la loro finalità e non si hanno notizie della norma di attuazione
  • la road map per giungere a una Valle d’Aosta fossil fuel free nel 2040 è stata accantonata
  • Monterosa SpA ha affidato lo studio per la realizzazione di un collegamento fra i comprensori di Cervinia e del Monte Rosa attraverso il Vallone di Cime Bianche, che contempla anche la progettazione di una pista da sci
  • la proposta di legge sulle discariche di rifiuti speciali è ferma in Commissione e Pcp presenterà un aggiornamento alla luce della sentenza della Corte costituzionale
  • la scelta dell’elettrificazione della ferrovia è stata osteggiata e non vi sono novità sulla riapertura della Aosta-Pré-Saint-Didier
  • si porta avanti uno studio per la mobilità a idrogeno (anche ferroviaria)
  • il Piano regionale dei trasporti è fermo
  • non si è voluto realizzare un approfondimenti rispetto alla scelta migliore per il futuro dell’Ospedale Parini.

«Emerge in maniera chiara quanto abbiamo portato avanti come mediazione sia in fase di stesura del programma sia di verifica politica» ha spiegato la consigliere Erika Guichardaz. «Quindi la narrazione che arriva dagli autonomisti e dal gruppo dei cinque consiglieri che si sono staccati dal Pcp è sbagliata e noi non siamo le integraliste chiuse al dialogo che dipingono».

Pcp sta cercando di darsi «un’organizzazione per raggruppare una rete che tenga insieme le forze e persone progressiste che ci sono in questa regione», ha spiegato Chiara Minelli, aggiungendo «ma non avere il Pd in questa avventura, lo considero una perdita (e non solo per la riduzione numerica nella rappresentanza assembleare), anche se non ne è stato un elemento trainante».

In relazione all’allargamento del progetto, che resta aperto: «Ci sono collaborazioni in corso con AduVdA ma i problemi del gruppo regionale sono stati un elemento frenante quando si stava per portare in Consiglio Valle una legge alla quale avevano lavorato con passione», ha detto Donzel. «Ora le interlocuzioni sono ripartite, sempre su proposte di legge. Quanto e come questa collaborazione si strutturerà lo si vedrà cammin facendo. Lo stesso discorso vale per il Movimento 5 stelle».
Alla conferenza stampa erano presenti, fra il pubblico, Carola Carpinello, Patrizia Pradelli e Manuela Nasso.
Un incontro formale sarà convocato dal tavolo di coordinamento di Pcp per capire quali sono gli spazi di intesa e quali le convergenze sui temi.

Rispetto alla rottura con Alberto Bertin, Minelli ha spiegato: «Rete civica era in Consiglio Valle nella passata legislatura; già da gennaio 2020, si è iniziato a ragionare sul percorso da intraprendere e abbiamo allargato il campo alle forze progressiste che ha portato alla creazione del Pcp. Bertin è sempre stato, in entrambi i raggruppamenti, una presenza indipendente».

«La legge di sobrietà è un passaggio importante e si prevedeva una norme che abbattesse sensibilmente i costi del Consiglio Valle. Era stato condiviso di allineare la retribuzione del presidente del Consiglio a quella degli assessori – ha spiegato Raimondo Donzel -. Le autoriduzioni, che non sono regola, non rientrano nel nostro modo di procedere, che è per piccoli passi ma che devono essere compiuti».

Sulla conservazione della denominazione Pcp, Eugenio Torrione ha spiegato: «Mi viene facile parlare di linearità, coerenza e rispetto. In primis nei confronti degli elettori che avevano premiato l’alleanza e il suo programma. I passaggi che hanno portato alla separazione nascono molto tempo fa. Ci aspettavamo la diffida ma le consigliere Minelli e Guichardaz hanno sempre rispettato e seguito le indicazioni di Pcp. Dunque riteniamo di essere legittimati a mantenere la titolarità della denominazione perché lo consideriamo un percorso naturale. Se dovrà essere un parere legale a dare definitiva soluzione alla questione, così sarà, ma ci saranno altre questioni da risolvere legalmente».

L’auspicio è che la rottura in regione non si trasferisca al Comune dii Aosta.

Pubblicato / aggiornato il 11/11/2021 alle 21:24
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video