Ambientalisti contro il Piano di gestione dei rifiuti RaVdA 2022/26
Venerdì 4 febbraio 2022, Legambiente, Valle Virtuosa, Comitato Discarica sicura di Pompiod e La Valle non è una discarica hanno esposto il loro punto di vista in merito alla gestione dei rifiuti e delle discariche sul territorio valdostano, prendendo spunto dal Piano di gestione 2022/26, all’esame del Consiglio Valle.
Paolo Meneghini, rappresentante del Comitato Discarica sicura di Pompiod ha aperto l’incontro, spiegando: «la discarica di Pompiod è diventata un incubo per gli abitanti. Nella discarica erano state smaltite 3mila tonnellate di rifiuti pericolosi.
La politica ambientalista ha deliberatamente scelto di favorire l’interesse di privato a discapito degli interessi della comunità. È l’ora che la politica lavori nell’interesse dei Valdostani di adesso e del futuro.
Occorre normare in modo da mitigare le situazioni più evidenti di difformità. Abbiamo registrato 18 autorizzazioni o rinnovi di autorizzazioni senza che fosse tenuta in considerazione la prossima approvazione del Piano, anche con varianti sostanziali che potrebbero, nei prossimi anni, avere impatti importanti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini.
Manca anche l’imposizione di norme riferite alle distanza dalle abitazioni e dai centri abitati anche con riferimento agli impianti destinati ai rinnovi autorizzativi in epoca successiva all’approvazione del Piano».
Alessandra Piccioni di Legambiente VdA ha aggiunto che «il problema principale del Piano regionale di gestione dei rifiuti 2022/2026 è che il Piano non si adegua allo spirito della nuova legislazione. Dal 2030, sarà vietato stoccare rifiuti speciali. I criteri individuati non tengono conto in modo sufficientemente rilevante la specificità della regione in merito alla definizione di insediamenti isolati, della specificità di questi insediamenti».
La parola è passata a Ernesto Pison, membro del Comitato Discarica sicura di Pompiod che ha affermato: «abbiamo chiesto la totale riscrittura del Piano in merito ali rifiuti speciali. La base su cui poggia il Piano 2022/2026 fa riferimento alla fotografia del 2018. Non tiene dunque conto che, negli anni che vanno dal 2019 al 2021, sono state presentate e approvate 18 nuove autorizzazioni e rinnovi di autorizzazioni in materia i rifiuti. La maggior parte di queste riportavano richieste di aumento delle qualità trattabili, stoccabili e del numero dei CER trattabili».
Il Comitato ha dunque espresso la sua perplessità: «non si capisce come i consiglieri regionali, la Commissione o i funzionari addetti possano prendere decisioni di indirizzo o di autorizzazione futuri, ragionando su una base dati sbagliata».
Pison ha infine lanciato un appello alle Amministrazioni regionale e comunali, chiedendo che Pompiod sia definitivamente chiuso, per almeno 30 anni, e che qualcuno si occupi di svolgere analisi sui terreni, sul percolato e carotaggi sulla discarica.
L’attenzione si è anche focalizzata sul sistema di controllo dell’aria effettuato dall’Arpa VdA mediante appositi sistemi: «gli strumenti di controllo della qualità dell’aria vanno installati a Chalamy e non a Donnas, a 18 km di distanza dagli impianti» ha sottolineato Pison.
Un approfondimento sulla discarica di Chalamy è stato fatto da Elvis Francisco, portavoce del Comitato La Valle non è una discarica: «la discarica di rifiuti speciali non pericolosi è stata autorizzata dalla Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta nel 2014».
Pubblicato / aggiornato
il 04/02/2022 alle 18:36
Categoria:
Politica e Amministrazione