Valle virtuosa e Legambiente chiedono di non riaprire la discarica di Pompiod
(©Google Maps) -
La discarica di Pompiod (Aymavilles)
Le Associazioni Valle Virtuosa e Legambiente Valle d’Aosta chiedono la revoca di tutti gli atti amministrativi relativi alla gestione della discarica di rifiuti speciali inerti di Pompiod, avanzando anche la richiesta di bonifica e chiusura definitiva. Le criticità emerse, spiegano in una nota di lunedì 11 novembre 2024, spaziano da irregolarità amministrative a problemi di gestione, con potenziali rischi per l’ambiente e la salute pubblica, che sarebbero in contrasto con le normative italiane ed europee.
Uno fra i principali problemi sarebbe l’assenza di un aggiornamento della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria per autorizzare le modifiche proposte, come aumento dei volumi e ampliamento delle tipologie di rifiuti. La discarica non rispetterebbe inoltre i criteri europei per l’accettazione dei rifiuti inerti non pericolosi e sarebbe in contrasto con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, che permette lo smaltimento di soli materiali provenienti da demolizioni e costruzioni, escludendo i rifiuti speciali.
Le Associazioni sottolineano anche che la discarica si trova a meno di 70 metri dall’abitato di Pompiod, in un’area agricola ricca di vigneti e allevamenti e vicino a luoghi di interesse culturale come il Castello di Aymavilles e le Miniere Abbandonate di Pompiod, site protette dall’Unione Europea per la conservazione di specie rare di pipistrelli. Anche la barriera di confinamento, spiegano, non rispetterebbe gli spessori minimi richiesti, e non sarebbero stati presentati calcoli specifici sulla resistenza del materiale isolante. In più, la zona di Pompiod è soggetta a vincoli idrogeologici, un aspetto che renderebbe necessario un approfondimento sulle condizioni di stabilità della discarica, tenendo conto dell’aggravarsi dei fenomeni meteorologici causati dai cambiamenti climatici.
La gestione della discarica è inoltre stata oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica, che ha accertato smaltimenti illegittimi avvenuti dal 2018, anno di riapertura della discarica, fino all’agosto 2019. Tra i materiali conferiti senza autorizzazione, vi sarebbero terre contaminate da mercurio, scorie contenenti antimonio, pietrisco con amianto e materiali inquinati da idrocarburi pesanti: sostanze che, secondo le associazioni, violerebbero i criteri di ammissibilità dei rifiuti e le normative sulla sicurezza.
Ulteriori problemi emergono nel sistema di monitoraggio delle polveri e delle acque sotterranee, giudicato dalle Associazioni inadeguato e privo dei cannoni nebulizzatori previsti per l’abbattimento delle polveri. Secondo le Associazioni, il piano di controllo non rispetterebbe le normative e non garantirebbe sufficiente protezione alla popolazione residente e agli ecosistemi locali.
Valle Virtuosa e Legambiente Valle d’Aosta sostengono anche che la discarica sia in conflitto con il contesto turistico e culturale dell’area, oggetto di valorizzazione paesaggistica e di promozione del turismo sostenibile, come il progetto di recupero del Ru d’Arberioz, canale storico riqualificato con fondi pubblici per favorire attività ciclistiche e pedonali.
In risposta allo studio commissionato dalla Regione autonoma Valle d’Aosta all’Arpa, che sostiene la necessità di riaprire Pompiod, le Associazioni ritengono che le stime sul fabbisogno di nuove discariche siano sopravvalutate. Lo studio, spiegano, non tiene conto dell’alto tasso di riciclo già attuato in Valle d’Aosta, che si aggira al 74%, il che riduce la reale necessità di smaltimento in discarica.
Data la volontà di riaprire la discarica di Pompiod, le Associazioni si dicono pronte a intraprendere azioni legali, anche presso il Consiglio di Stato, per garantire la tutela della salute pubblica e la protezione ambientale.
Pubblicato / aggiornato
il 11/11/2024 alle 10:08
Categoria:
Politica e Amministrazione