Noi avvocati: il 15 febbraio 2022, riprendiamoci la libertà
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Dario Frassy
Il Coordinamento Noi Avvocati (quello che ha depositato nelle Procure italiane l’Esposto – Denuncia per la salvaguardia dello Stato di Diritto, prende posizione contro le misure che, dal 15 febbraio 2022, in assenza di green pass rafforzato, lascerà gli avvocati fuori dai Tribunali e i lavoratori che hanno compiuto i 50 anni fuori dai luoghi di lavoro.
«L’imposizione vaccinale su base anagrafica non ha precedenti nella storia dell’umanità, non ha presupposti medico-scientifici, non esiste in alcuna altra nazione. Non possiamo accettare passivamente questa follia, che configura una gravissima violazione costituzionale, nonché dei trattati internazionali sulla dignità dell’uomo. Si tratta di una violentissima e inaccettabile discriminazione priva di ogni base giuridica», scrivono in una nota.
E proseguono: «Denunciamo le dissennate e false motivazioni contenute nell’art. 4 quater D.L. 44/2021, introdotto dal D.L. 1/2022, che prevede l’obbligo vaccinale per la popolazione di età superiore ai 49 anni “al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza”. Come è possibile che un Governo nell’epoca del “politicamente corretto” possa scrivere una ignominia del genere, affermando che i cinquantenni vanno vaccinati forzosamente per tutelare la salute pubblica? Come è possibile immaginare di chiedere ai cinquantenni di vaccinarsi per non pesare sulla inefficienza della sanità pubblica?».
L’invito a tutti coloro che rientrano nei dettami del decreto è: «riprendiamoci la libertà, presentandoci regolarmente e senza paura sul posto di lavoro e svolgendo le abituali attività; il lavoro è diritto costituzionalmente protetto. Solo il datore di lavoro può sospendere il rapporto contrattuale – assumendosene i rischi e le relative conseguenze giuridiche ed economiche – procedendo a comunicazione scritta individuale e nominativa. Nessun altro ha il potere di bloccare fisicamente un lavoratore sano che accede al suo posto di lavoro, non esiste norma che lo preveda. La ignobile legge applicativa dell’obbligo vaccinale prevede quale unica conseguenza per coloro i quali violano il divieto di accesso in assenza di “super” certificazione verde Covid-19 una sanzione amministrativa. Ogni costrizione o contenimento fisico di allontanamento dal posto di lavoro costituisce reato e va contrastato chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine a tutela del proprio diritto costituzionale al lavoro e procedendo poi a successiva denuncia».
Noi Avvocati sostiene che «Le multe per non aver rispettato norme incostituzionali e in violazione dei diritti dell’uomo sono illegali e illegittime e, se mai dovessero essere notificate, vanno contestate. La minaccia legislativa ai lavoratori, “restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore”, è priva di ogni fondamento giuridico, poiché non esiste CCNL che possa configurare violazione disciplinare il rispetto del contratto di lavoro».
Il Coordinamento, infine, annuncia: «nell’evenienza, saremo disponibili anche pro bono, a difesa della Costituzione, dando la necessaria assistenza legale».
Del Coordinamento, in Valle d’Aosta, fa parte l’avvocato Dario Frassy.
Pubblicato / aggiornato
il 13/02/2022 alle 09:25
Categoria:
Politica e Amministrazione