Maggioranza a 18
(©Gianfranco Zanata per Bobine.tv) -
Il Palazzo della Regione autonoma Valle d'Aosta
Con il passaggio di Pierluigi Marquis a Forza Italia, la maggioranza in Consiglio Valle perde un tassello e si ritrova con 18 consiglieri: il minimo sindacale.
I gruppi consiliari di Union valdôtaine e Alliance valdôtaine-Vallée d’Aoste Unie commentano: «Proseguiamo insieme l’azione di governo e il confronto tra i nostri movimenti, che si aprirà a un dialogo con le altre forze politiche in Consiglio Valle. Ci sono molte cose da fare e su questo bisogna discutere.
La scelta comunicata dal consigliere Marquis permette di fare chiarezza e definire quali siano le forze in campo. I consiglieri dell’area autonomista confermano la loro unità nel portare avanti un lavoro fatto di azione e di ascolto per garantire quanto è più importante: la governabilità.»
Consiglieri che si sono incontrati, nel pomeriggio di venerdì 1° aprile, nella saletta Viglino di Palazzo regionale. È in previsione un nuovo incontro per lunedì 4 aprile.
Ambiente-Diritti-Ugualglianza Valle d’Aosta ipotizza che questo sia l’inizio di una nuova maggioranza: «La carriera politica di Baccega, Rini e ora Marquis: da ultrà dell’autonomismo a sostenitori di un partito nazionale centralista e di destra, come Forza Italia.
Per anni protagonisti e complici del malgoverno valdostano, oggi si reinventano un’opposizione.
Chissà, magari li rivedremo presto in maggioranza, magari assieme al PD valdostano e satelliti.
Un tempo si sarebbe potuto pensare a un pesce d’aprile, ma la politica valdostana ha ormai superato ogni possibile fantasia, ogni senso del pudore».
Ipotesi, quella di Forza Italia in maggioranza, che appare al momento improbabile. Ci ha detto Cristina Machet, presidente di Union valdôtaine: «Cette démarche, bien que non souhaitée, servira peut-être à clarifier une situation difficile à gérer dans la région que nous espérons résoudre au plus vite, pour que le Conseil régional reprenne ses travaux dans l’intérêt de la Vallée d’Aoste. Dans les prochains jours, nous rencontrerons les alliés de la majorité pour décider quoi faire, plaçant le programme gouvernemental au centre de nos actions.
À ce stade, cependant, il est prématuré de parler d’ouvertures, c’est un thème qui doit être partagé non seulement avec les autres forces gouvernementales, mais en ce qui concerne UV, avec ses organes chargés de ces décisions».
Prematuro parlare di aperture ma, è già stato dimostrato, in 18 non si governa a meno di non accettare di essere continuamente ostaggio delle velleità di qualcuno.
Se non a Forza Italia, a chi potrebbero essere rivolte le aperture? L’ipotesi più probabile, visto che la maggioranza è a trazione autonomista, potrebbe essere a Pour l’Autonomie: a quell’Augusto Rollandin che alcuni unionisti hanno trionfalmente allontanato e a quel Marco Carrel che lo ha seguito nell’avventura separatista, lasciando il posto di animateur principal della Jeunesse.
Difficile volgere lo sguardo al Progetto civico progressista: Chiara Minelli ed Erika Guichardaz, da questa maggioranza, sono appena uscite.
Resta dunque la Lega. Sarebbe un boccone grosso (sono in 11) e difficile da trangugiare, per alcuni, ma potrebbe essere il vero scossone a una maggioranza che continua ad avvinghiarsi alla scusa del programma per non ammettere che non esiste.
Pubblicato / aggiornato
il 01/04/2022 alle 19:37
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Categoria:
Politica e Amministrazione