Maggioranza: weekend di confronti con le basi
Il Palazzo regionale, ad Aosta
Il weekend offrirà ai partiti presenti in Consiglio Valle una pausa di riflessione al proprio interno per poi riprendere le trattative per la creazione di una nuova maggioranza nella giornata di lunedì 11 aprile.
Lo annuncia Union valdôtaine, in una nota: «Les consultations du groupe des 11 autonomistes du Conseil régional (Union Valdôtaine et Alliance-Vallée d’Aoste Unie) reprendront en début de semaine avec les représentants des Mouvements respectifs, dans le but de donner plus de solidité au cadre politique régional».
Dopo i confronti di giovedì 7 aprile, «Les Autonomistes précisent comment ils entendent clarifier au plus vite – également pour éviter la succession de rumeurs incontrôlées et de reconstitutions inexactes de ce qui se passe – le choix du terrain, par rapport aux différentes options émergées, qu’il s’agisse de continuité ou de réarrangements différents.
Il ne s’agit pas – on le précise – de formules politiques ou de géométries gouvernementales seulement, mais il y a aussi des contenus et des modalités d’action à définir, qui représentent un ciment nécessaire, au-delà des simples nombres plus ou moins rassurants. Ce qui reste fondamental, c’est établir une structure stable dans une période historique difficile avec de nombreuses inconnues».
Dunque nessuna decisione pare essere presa ma si prefigurano alcuni scenari.
Il primo risponde allo stupore di aver visto una subitanea apertura alla Lega Vallée d’Aoste. Dopo anni di reciproco ostracismo, basta un incontro per arrivare a voler siglare un’alleanza? In realtà no, ma sventolare lo spauracchio della Lega sarebbe utile per quietare alcuni animi troppo insistenti nel formulare richieste.
Il secondo prende atto del fatto che qualsiasi maggioranza senza la Lega sarebbe una maggioranza fragile e destinata a incagliarsi nel breve periodo. Stupirebbe tuttavia vedere Union valdôtaine porsi in condizione di subordine rispetto alla Lega. Anche se gli autonomisti si presentano come gruppo compatto di 11 eletti (ovvero tanti quanti ne ha la Lega), altrettanto vero è che si tratta di sette consiglieri Uv, due di Alliance valdôtaine, e altrettanti di Vallée d’Aoste Unie. Quindi una maggioranza a 22 potrebbe essere salda ma non granitica e la bilancia degli equilibri sarebbe sbilanciata.
Il terzo parte da questa ipotizzabile debolezza di Union valdôtaine e porrebbe un correttivo: alleanza di governo a tre: autonomisti-Lega-Partito democratico (se con o senza Bertin e Padovani può essere oggetto di discussione). In questo modo Union valdôtaine controbilancerebbe il peso della Lega con alleati tutto sommato sempre leali. Il problema è che il Partito democratico, all’uscita dalle prime consultazioni, ha lasciato intendere di essere poco disponibile a un siffatto accordo di larghe intese alla valdostana.
E poi si è aperto il toto-nomi. Lavevaz resterà presidente oppure, essendo colui che ha perso per strada la maggioranza creatasi dopo le elezioni sarà indotto ad abdicare? Se non lui, chi? Grosjacques è pronto per le Opere pubbliche? Caveri resterà assessore e pluridelegato o subirà un dimagrimento, magari con contestuale trasloco? Sapinet potrà conservare l’Agricoltura o passerà di mano?
L’unica certezza di questo 8 aprile 2022 è che non vi sono certezze. Anzi, una certezza c’è: la popolazione è sempre meno interessata a ciò che accade a Palazzo regionale, considerando ormai gli eletti completamente scollegati dalla quotidianità nella quale i cittadini vivono.
Pubblicato / aggiornato
il 08/04/2022 alle 20:30
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Categoria:
Politica e Amministrazione