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Un progetto di prevenzione al suicidio

Un progetto di prevenzione al suicidio (©Valeria Serradura per Bobine.tv) - Paola Longo, Monica Seganfreddo, Roberto Barmasse e Carlo Marzi

Un progetto regionale di prevenzione al suicidio, presentato ad Aosta martedì 12 aprile 2022, è fra gli obiettivi del tavolo interistituzionale dell’Assessorato alla Sanità della Regione autonoma Valle d’Aosta.
L’iniziativa mira a prevenire il fenomeno e la sofferenza psichica ad esso collega, coordinando le azioni e garantendo un costante monitoraggio.

«Il fenomeno è di grande rilevanza in Valle d’Aosta: 4 volte superiore rispetto al resto dell’Italia. È quindi necessario collaborare tra istituzioni, in modo da non sottovalutare nessun aspetto e fornire un servizio più completo possibile» ha spiegato l’assessore regionale alla sanità Roberto Barmasse.

Ponti più sicuri

Da un punto di vista pratico, l’assessore regionale alle Opere pubbliche Carlo Marzi ha illustrato gli interventi che realizzati per contrastare gli atti anticonservativi: «l’impegno concreto dell’Assessorato sul tema scaturisce dalle riflessioni generate dai contenuti di una lettera ricevuta, a gennaio 2021, da Paola Longo Cantisano, attualmente presidente dell’Associazione Il mandorlo fiorito. Nella lettera, oltre a trattare più in generale la problematica, Longo chiedeva di intervenire per realizzare, sui ponti più critici, identificati in Valle d’Aosta in quelli di Avise, Introd e Châtillon, appositi sistemi per la prevenzione e la dissuasione degli atti anticonservativi».

Entrando nel dettaglio, Marzi ha spiegato che, a febbraio 2021, sono stati effettuati sopralluoghi sui tre ponti per valutare le possibili misure da attuare.

In merito sul ponte di Introd, nel 2020, sono state realizzate opere di restauro, con la sopraelevazione dei parapetti laterali in pietra esistenti, fino a un’altezza di 110 cm. A febbraio 2022, sono stati conclusi altri interventi: il potenziamento del grado di illuminazione ai due imbocchi del ponte e l’installazione di un sistema di dissuasione sonora, basato sull’analisi video di immagini termiche di avanguardia, che si attiva in caso di sporgenza dal parapetto. A seguito dei movimenti rilevati, l’allarme generato è trasferito in centrale, affinché l’operatore possa avviare la procedura di intervento in loco. A completamento dell’intervento, è stata apposta una cartellonistica informativa e «a breve, sarà sistemato un ulteriore pannello informativo appena prima dell’accesso al ponte. L’intervento ha comportato una spesa di circa 30mila euro».

Per il ponte di Avise, nel marzo 2020, è stato approvato un progetto di fattibilità tecnica ed economica di lavori da eseguir,e che prevedono la sostituzione delle ringhiere esistenti con l’installazione di sicurvia in acciaio e una pannellatura metallica alta 110 cm.
«Nell’ottica di intervenire in tempi ridotti, si è deciso di programmare il prima possibile l’installazione di barriere a contrasto degli atti anticonservativi e di reperire i relativi fondi, senza attendere l’esecuzione dell’intervento generale approvato nel 2020 che richiede di reperire ingenti risorse e prevedere una considerevole tempistica per la realizzazione. L’intervento prevede la realizzazione di una protezione sulla parte esterna dei parapetti esistenti, con una pannellatura metallica su cui sarà addossata una rete metallica di circa 2 metri. I lavori saranno avviati da maggio 2022, per un importo complessivo pari a circa 90mila euro».

In relazione al Pont Neuf di Châtillon, è emersa la disponibilità dell’Amministrazione comunale a verificare la possibilità di intervenire per il potenziamento dell’illuminazione in corrispondenza del ponte. «In relazione alla tipologia del manufatto, si potrà valutare l’installazione di dissuasori sonori posti lungo i parapetti laterali, anche a seguito degli interventi nel frattempo realizzati sul ponte di Introd».

Prevenzione

La parola è passata a Monica Seganfreddo, psicologa funzionario della Struttura assistenza territoriale, formazione e gestione del personale sanitario: «è stato fondamentale parlare con chi ha vissuto l’esperienza in modo diretto: uno degli aspetti importanti è proprio il fatto di riuscire a creare una comunità che stia accanto alle persone che soffrono.
Le aree di intervento in cui immaginiamo di attivare azioni concrete sono: una campagna di prevenzione (che vedrà tutta la popolazione coinvolta, non solo da un punto di vista prettamente clinico ma anche culturale e sociale); la formazione e l’educazione; processi di garanzia a facilitare l’accesso alle offerte di aiuto; garantire una presa in carico e un trattamento efficaci; l’istituzione delle sentinelle (persone sensibilizzate a individuare eventuali segnali predittori e disponibili a essere contattate e preposte poi alla segnalazione alle strutture competenti); la prevenzione nei giovani (educare i giovani a saper distinguere quali sono i rischi e il saper intercettare quali sono i disagi giovanili); il sostegno ai superstiti e alle persone implicate (sostenere le famiglie e coloro che hanno vissuto questo problema); la riduzione delle disponibilità di mezzi suicidari (bisogna rendere sicuri certi luoghi per disincentivare i tentativi di suicidio); invitare gli organi di stampa a diffondere informazioni in modo più responsabile.
L’auspicio è che la campagna trasformi il grave peso dell’impotenza che spesso guida le azioni e contraddistingue chi è vicino al malato o al sofferente, nella certezza di non essere soli ma che si può e si deve intervenire, grazie a una rete di servizi accoglienti e non giudicanti».

Il Mandorlo fiorito

L’evento è stato anche l’occasione per presentare l’Organizzazione dei volontari del soccorso Grand-Paradis, Il Mandorlo Fiorito: fondata dai famigliari di persone che si sono tolte la vita, è dedicata alla promozione di attività di sostegno alle vittime, di diffusione delle buone prassi attraverso l’implementazione del sapere esperienziale e la consulenza di specialisti nel settore.

La presidente, Paola Longo, ha spiegato che questa associazione «nasce con l’intento di creare uno spazio per affrontare il tema mettendo a disposizione l’esperienza di noi famigliari.
Trae ispirazione dal famoso dipinto di Vincent Van Gogh, Ramo di mandorlo fiorito. L’opera ebbe per lui un significato speciale di speranza e di rinnovamento: il mandorlo fiorisce anticipatamente e fa da sentinella della primavera.
Il fatto di confrontarsi sull’esperienza può sostenere e consolare. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento sia per le persone sofferenti sia per i loro famigliari.

Anche affrontare il tabù ed eliminare lo stigma sono passi importanti per aiutare le persone ad aprirsi».

Una testimonianza concreta è stata raccontata da Paolo Bigiarini, rappresentante dell’Associazione dei volontari del soccorso Grand-Paradis: «la nostra associazione, nata nel 1993, ha avuto, più volte, modo di soccorrere persone che hanno cercato di suicidarsi, riuscendo o meno nel tentativo. Abbiamo così visto in prima persona questa triste realtà e siamo quindi orgogliosi di ospitare Il Mandorlo Fiorito».

Pubblicato / aggiornato il 13/04/2022 alle 09:44
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Categoria: Salute