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Ivrea contro l’elettrificazione della ferrovia

Ivrea contro l’elettrificazione della ferrovia (©wikipedia.org)

Il Consiglio comunale di Ivrea, con voto unanime, ha deciso che il Comune – durante la conferenza dei servizi prevista per il 12 agosto 2022, non darà il proprio assenso al progetto di elettrificazione delle gallerie della linea ferroviaria Aosta.
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici, riunitosi a Roma il 27 luglio, avrebbe espresso dubbi riguardo all’utilità dell’opera.

Lo annuncia la Lega Vallée d’Aoste, con una propria nota nella quale commenta: «La china intrapresa da questo progetto, che parte decisamente in salita e rischia di accumulare ritardi paurosi, con il rischio di non completare il cantiere entro il 2026 e perdere quindi 146 milioni del Pnrr, ovvero la fetta più grossa destinata alla Valle d’Aosta, ricalca esattamente le criticità che il nostro Gruppo consiliare ha sollevato più volte durante l’ultimo anno. 
Oltre ad avere scarsi vantaggi ambientali infatti, poiché la ferrovia valdostana emette soltanto lo 0,3 % dei gas climalteranti dell’intera Valle d’Aosta, i tempi di percorrenza resteranno praticamente inalterati, con un guadagno di tempo dell’ordine di 30 secondi. 
Se si fossero seguiti invece i rilievi da noi posti, come ad esempio il consiglio di puntare sui treni ibridi a batterie che verranno usati già a fine anno proprio sulla nostra tratta, si sarebbero potuti evitare invasivi e costosi interventi sulla linea, con anni di chiusura del servizio e gravissimi disagi alla città di Ivrea.
Insomma, se qualcuno pensava di salvare i ghiacciai grazie alla linea elettrificata si sbagliava, e di grosso, e non ha capito che soltanto il raddoppio della linea consentirebbe un vero miglioramento dei tempi di percorrenza.
Non ci riteniamo né delle Cassandre né dei sabotatori, ma tutti questi rilievi erano già stati evidenziati in Consiglio regionale da almeno un anno. Ci limitiamo quindi soltanto ad osservare che, ancora una volta, qualcuno ha fatto i conti senza l’oste. Un’abitudine pericolosa, tipica della peggior sinistra, che vede il mondo in maniera ideologica e fondamentalista, salvo poi doversi scontrare alla fine con il mondo reale
».

Immediata la risposta di Rete civica: «È del tutto comprensibile che la città di Ivrea esprima critiche ai due cantieri previsti in città, che determineranno problemi nella circolazione stradale per un periodo piuttosto lungo. È quindi logico che chieda correttivi all’organizzazione dei cantieri o eventuali compensazioni. Ma  Ivrea, che in passato si è battuta perché la linea per la trazione elettrica arrivasse da Chivasso a Ivrea, sa bene che non può fare un ragionamento egoistico e pensare solo al disagio momentaneo nel suo traffico cittadino. I disagi per un’opera così rilevante ci saranno per tutti, ad Ivrea e in Valle d’Aosta, ma sono la condizione necessaria  per realizzare un’opera fondamentale. L’elettrificazione sarà un vantaggio per la Valle d’Aosta, ma anche  per tutto l’Eporediese e il Canavese perché permetterà a treni più capienti di servire l’intero territorio, superando gli attuali disagi che subiscono gli utenti. Ed infatti l’Associazione Utenti Ferrovia di Ivrea e Legambiente eporediese si sono espresse a favore della elettrificazione.
Quello che fa cadere le braccia è la Lega Valdostana, che ha sempre gufato contro l’elettrificazione osteggiandola in tutti i modi, propone di considerare i finanziamenti ottenuti, soprattutto grazie agli ambientalisti,  come un risultato negativo, e vorrebbe continuare a far viaggiare i bimodali che inquinano, sono pochi, sottodimensionati e che creano evidenti disagi come denunciato dai pendolari. Altro che decarbonizzazione: in una Regione che dispone di grandi quantità di energia idroelettrica, pulita e prodotta in loco, vogliono continuare  a far viaggiare i treni alimentati da combustibili fossili da cui dobbiamo liberarci.  Una visione in contrasto con tutte le indicazioni di politica ferroviaria a tutti i livelli che raccomandano l’elettrificazione delle linee ovunque sia possibile realizzarle
». 

Domenica 7 agosto è arrivata la risposta di Area democratica, AduVdA, Sinistra italiana e Movimento 5 stelle: «Ormai non stupisce più l’arroganza dei leghisti “de nos atre”, capaci solo a propinare stantii spot elettorali e nulla di più. Mai avremmo pensato, però, che avrebbero raggiunto un punto così basso nella loro modesta e inadeguata azione politica, regionale e nazionale: attraverso le loro parole di vero e proprio godimento, sperano di far perdere ben 146 milioni di euro di finanziamenti alla Valle d’Aosta, alla sua comunità, togliendo la speranza di una mobilità adeguata alle lavoratrici e ai lavoratori, agli studenti e alle studentesse e avallando, di fatto, l’isolamento della nostra Regione.
Dal canto nostro, ci auguriamo che i lavori procedano così come previsti e che il lavoro portato avanti dalla deputata Elisa Tripodi e della ex assessora Chiara Minelli non venga ulteriormente minacciato dall’arroganza della Lega Valle d’Aosta, che in questi anni ha dimostrato di saper fare bene una sola cosa: non fare “arrabbiare” la maggioranza regionale autonomista, nella speranza che l’Union Valdôtaine li accolga finalmente a braccia aperte
».

La risposta del gruppo Progetto civico progressista è arrivata lunedì 8 agosto. Scrivono Erika Guichardaz e Chiara Minelli: «La Lega Valle d’Aosta, pur potendo contare su importanti esponenti nel Governo a Roma, non ha mosso neppure un dito perché il progetto di elettrificazione andasse avanti e venisse inserito fra le opere finanziate dal Pnrr. Ad occuparsene sono state l’ex assessora di PCP Chiara Minelli e la deputata valdostana del Movimento 5 stelle Elisa Tripodi che, insieme, hanno ricercato gli opportuni contatti con Rete Ferroviaria Italiana e il Ministero delle Infrastrutture.
Di quei mesi decisivi – all’inizio del 2021, quando noi operavamo per un esito positivo – ci ricordiamo gli interventi in Consiglio regionale del vicecapogruppo Aggravi, che metteva in dubbio e ridicolizzava la possibilità di veder inserito il progetto nel Pnrr. Poi, quando si è avuta conferma del finanziamento, sia Aggravi sia il consigliere Perron hanno continuato a sollevare obiezioni sull’opportunità e fattibilità dell’opera. Ora che c’è il progetto definitivo e l’inizio dei lavori si avvicina, a corto di idee e argomenti, si aggrappano ad un parere del Consiglio comunale di Ivrea che esprime le proprie preoccupazioni sui cantieri che dovranno essere realizzati per allargare due tunnel ferroviari nella parte est della città. 
L’azione della Lega è sconsiderata e contraria all’interesse dalla comunità valdostana, un’azione sabotatrice che crediamo non porterà ad alcun risultato, perché l’inserimento dell’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta nel Pnrr significa non solo il finanziamento dell’opera, ma anche l’adozione di procedure rapide e sicure per la realizzazione di un’opera considerata di interesse nazionale ed europeo. Il progetto definitivo, di cui tanto si è dubitato, ora c’è, le osservazioni sono state in gran parte già presentate, l’istruttoria procede nei tempi programmati con l’obiettivo di concludere i lavori entro la fine del 2026.
Quanto alle critiche del Comune di Ivrea, va detto che sono legittime, perché i due cantieri previsti in città avranno un impatto rilevante per quasi due anni nella parte est del territorio comunale, e si dovrà certamente cercare di mitigare il disagio all’ordinaria viabilità. Ma ad Ivrea va anche detto che non è bene fare discorsi egoistici e campanilistici. Il comune di Ivrea si è battuto per anni per l’elettrificazione della tratta Chivasso-Ivrea e nel 2006, quando la trazione elettrica è finalmente arrivata, la città ha festeggiato. Subito dopo si è dovuto pensare alla prosecuzione verso Aosta, tant’è vero che nel 2010 il progetto preliminare era già pronto. 
Si sono colpevolmente persi – in definitiva – vent’anni, ma non si può certo pensare che la Valle d’Aosta rimanga esclusa dall’elettrificazione e debba continuare a servirsi di treni bimodali che sono inquinanti, pochi, molto costosi e sottodimensionati, tanto da non poter servire adeguatamente l’utenza di Ivrea e Canavese, come è ben noto ai pendolari che anche recentemente hanno vigorosamente protestato. 
Ed infatti ad Ivrea ci sono sì critiche alle modalità organizzative e ai cantieri previsti, ma anche le valutazioni di realtà importanti come l’Associazione Utenti della Ferrovia di Ivrea e Legambiente eporediese che si sono espresse a favore dell’opera. 
Neppure un’ipotesi alternativa all’elettrificazione, come quella dei bimodali in una nuova versione (contatto aereo fino ad Ivrea e poi batterie elettriche da Ivrea ad Aosta), è accettabile, perché significherebbe sempre avere una tratta valdostana in cui possono viaggiare solo treni particolari, più costosi e in un numero limitato di esemplari. Una tratta che sarebbe destinata alla marginalità. Un’assurdità rispetto all’esigenza di avere la possibilità di arrivare ad Aosta con treni provenienti da qualsiasi città italiana e di inserire la nostra ferrovia nella rete nazionale.
Le ragioni che ci hanno indotte a portare avanti l’impegno per l’elettrificazione della Ivrea-Aosta sono molte e trovano perfetto riscontro negli indirizzi delle Ferrovie dello Stato, fortemente orientate verso un potenziamento dell’elettrificazione in tutta la rete. Siamo convinte che il progetto andrà in porto e che rappresenterà un importante risultato per tutta la nostra comunità
».

Lunedì 8 agosto 2022, Cgil e Cisl VdA hanno espresso le loro considerazioni a riguardo: «ci rendiamo conto che senza l’elettrificazione della linea si rischia il collasso del sistema di trasporto su rotaia? Il costante aumento del flusso viaggiatori sta creando grandi disagi, che si sommano ai problemi che hanno i nuovi mezzi, problemi che si concretizzano in ritardi e soppressioni. Elettrificazione vuol dire maggiore capienza dei materiali, certezza del viaggio, minore impatto ambientale. Abbiamo una legge regionale approvata all’unanimità nel 2016. Un accordo quadro Regione-Rfi del 2017. Un Programma Strategico Interventi approvato nel 2019. Ora abbiamo i fondi del Pnrr (approvato tra l’altro anche dalla Lega al Governo a livello nazionale), da utilizzare per l’elettrificazione e lo sviluppo del trasporto ferroviario e il progetto definitivo».

Il Comitato La Valle d’Aosta Riparte ha espresso alcune considerazioni in una nota di mercoledì 10 agosto 2022: «non è accettabile è che il sindaco di Ivrea, accompagnato da parlamentari del Pd, vada al Ministero delle Infrastrutrutture a proporre di non elettrificare il tratto di un chilometro in galleria. È una proposta assurda, si elettrificherebbero 79 chilometri, ma non il chilometro in uscita dalla città. Con la conseguenza di dover usare da Ivrea ad Aosta treni costruiti appositamente e non l’intero complesso dei treni che circolano sulla rete nazionale. Non si possono usare 110 milioni di euro di finanziamenti europei  per un simile aborto. Non si può mettere in discussione un progetto di grande valenza strategica per strizzare l’occhio ad un pugno di elettori. 
Giusto ridurre i tempi dei cantieri che possono produrre disagi sulla viabilità, giusto prevedere alcune compensazioni per la città di Ivrea. Ma l’elettrificazione va realizzata per tutti gli 80 chilometri del percorso. Altrimenti non si potrà considerare una linea elettrificata
Oltretutto quella del sindaco e di chi lo ha accompagnato a Roma è una proposta dannosa anche per l’utenza canavesana, perché significherebbe non poter far viaggiare da Aosta a Torino treni elettrici capienti in grado di servire tutta l’utenza ferroviaria, anche quella canavesana, una utenza in crescita che ha bisogno di un buon servizio e non  di treni particolari, con batterie a bordo, costosi, limitati nel  numero e poco capienti.
È ora che la Regione autonoma Valle d’Aosta dia un segnale di vita e faccia sentire la voce della comunità valdostana.  Ivrea è collegata con la rete della trazione elettrica dal 2006, per la Valle d’Aosta questa è l’occasione buona o sarà per sempre destinata alla marginalità rispetto all’intera rete ferroviaria italiana»
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Pubblicato / aggiornato il 11/08/2022 alle 08:48
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Categoria: Politica e Amministrazione