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4 Comuni non pubblicano l’elenco dei beni confiscati alla mafia

4 Comuni non pubblicano l’elenco dei beni confiscati alla mafia

Su 1.073 Comuni italiani monitorati destinatari di beni immobili confiscati 681 non pubblicano l’elenco sul loro sito internet. Ciò significa che sei Comuni su dieci, pari al 63,5 %, sono inadempienti. 
Il primato negativo in termini assoluti spetta ai comuni del Sud Italia e delle, seguono il Nord Italia  e il Centro.
Per la Valle d’Aosta, su sei Comuni destinatari di beni confiscati (Challand Saint Victor; Aosta; Valtournenche; Charvensod; Courmayeur; Quart) nessuno pubblica l’elenco e le informazioni sulla destinazione d’uso, sulla tipologia, sulla consistenza del bene confiscato.
È questo il quadro che è emerso dal secondo report nazionale sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali (RimanDATI) di Libera.

Il report di Libera rappresenta uno spaccato sulla capacità degli Enti territoriali di rendere pienamente conoscibili e accessibili le informazioni sul patrimonio immobiliare sottratto alle mafie e destinato a tornare alla collettività.
Un dossier che vuole porre l’attenzione sulla carente trasparenza e mancata pubblicazione dei dati dei Comuni italiani in merito ai dati sui beni confiscati che insistono nei loro territori.

A livello regionale tra le più virtuose, e cioè coloro che raggiungono o superano il 50% dei Comuni che pubblicano elenco, figurano Campania con il 56% dei comuni che pubblicano elenco, Emilia Romagna con 55%, Marche e Umbria con il 50% dei Comuni. Tra le regioni meno trasparenti segnaliamo la Calabria dove solo il 18,8% dei comuni pubblicano elenco, segue Abruzzo e Friuli Venezia Giulia (25%), Sicilia (29,9%) e Toscana (29,6%).
Valle d’Aosta, Basilicata, Molise, Trentino Alto Adige sono le regioni dove i Comuni destinatari di beni immobili non pubblicano nessuna informazione sull’ubicazione, destinazione e tipologia. 

«Siamo consapevoli della complessità della materia e le difficoltà che gli Enti Locali sono costretti ad affrontare quotidianamente. Con lo stesso spirito di costruzione e cooperazione, avanziamo alcune proposte politiche a partire dall’impegno dell’Agenzia nazionale nel supportare le Amministrazioni comunali, riteniamo che si possa raggiungere una qualità del dato più alta usando dei modelli di elenco uguali per tutti. In questo modo la trasparenza diventerà veramente una pratica condivisa e partecipativa. Chiediamo che si possano progettare e realizzare dei percorsi di accompagnamento e formazione dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli, per rendere i beni confiscati presidi di sviluppo sociale ed emancipazione per la comunità» ha aggiunto Tatiana Giannone, referente nazionale Beni Confiscati di Libera.

Rettifica

Dopo il comunicato di Libera, i Comuni di Quart e Courmayeur hanno risposto negando quanto affermato.

Il Comune di Quart ha specificato di aver pubblicato i dati sul Portale della Trasparenza e che «l’utilizzo definitivo dei beni stessi è in corso di definizione sebbene una prima ipotesi sia già stata comunicata all’Agenzia nazionale dei beni confiscati».

Il Comune di Courmayeur ha specificato di aver pubblicato i dati sul Portale della Trasparenza e che «la destinazione d’uso è in fase di definizione».

Pubblicato / aggiornato il 17/09/2022 alle 09:35
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Categoria: Politica e Amministrazione