Valle d’Aosta aperta: pressing sulla politica per uscire dalla crisi
(©Laura Agostino per bobine.tv) -
Daria Pulz, Elisa Tripodi e Raimondo Donzel
Mercoledì 16 novembre 2022, dopo aver rilevato che nessuna comunicazione in relazione alla crisi politica è stata data al Consiglio Valle dal presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e che, conseguentemente, non vi è stato dibattito, Valle d’Aosta aperta ha deciso di prendere posizione sulla situazione.
Raimondo Donzel (Area democratica), ha detto: «Sta accadendo qualcosa di molto grave e di irrituale, da più di un anno a questa parte. Sembra che non ci sia limite al peggio. Grande responsabilità dell’Union valdôtaine ma siamo sorpresi da questo carosello infinito di comportamenti che compromettono il funzionamento del Consiglio. L’assenza di un Governo sta provocando una deriva incontrollata. O si riesce a ristabilire una maggioranza o si torni alle urne (dopo aver riformato la legge elettorale inserendo, fra l’altro, la preferenza di genere). Non è possibile che un singolo individuo (Claudio Restano) imponga scelte importanti come quelle sul Bilancio all’Assemblea. Potrebbe determinare spostamenti di denaro in modo determinante. È questa la democrazia che questi signori ci vogliono presentare? Dobbiamo continuare ad assistere a questo scambio di cortesie con la Lega? La legge del Bonus Entreprises ci ha riportato ai finanziamenti a pioggia, sfruttando il caos e l’emergenza e facendo operazioni anche rocambolesche. Quindi non tutto è addormentato ma ci sono manovrine non simpatiche. Le motivazioni di Cva contro la riduzione delle bollette non reggono: ci sono suoi competitor che praticano prezzi migliori pur non essendo una partecipata regionale. E il paradosso è che il presidente di Cva ha consigliato alla politica come utilizzare ii maggiori utili realizzati».
Donzel si è poi scagliato contro il consigliere Diego Lucianaz, colpevole «di aver attaccato il presidente del Consiglio e che dovrebbe essere adeguatamente sanzionato con gli strumenti disponibili».
Elisa Tripodi (Movimento 5 Stelle) ha detto: «Non si parla di mafia, non si parla neppure della crisi politica. I cittadini hanno delegato la gestione amministrativa a queste persone che non programmano e non danno risposte. La crisi energetica ha bisogno di essere affrontata anche a livello locale. Invece si continua con il teatrino sulla spartizione delle poltrone e dei centri di potere. Noi abbiamo depositato alla Camera emendamenti sulla riduzione dell’Iva sul pellet anche non essendo in maggioranza. Sono molto preoccupata anche del fatto che una Giunta che non c’è non può programmare lavori che hanno scadenze ben precise. Fra queste risorse ingenti ricordiamo anche quelle dell’elettrificazione della ferrovia. Ci aspettiamo che i nostri governanti diano risposte o ci facciano tornare al voto. Non serve un governo di scopo».
Daria Pulz (Adu VdA) ha detto:«Ci facciamo portavoce dell’imbarazzo estremo dei nostri elettori per questa situazione. La maggioranza non può entrare in una sorta di letargo per arrivare al 2025. Avvengono fatti strani, c’è un’insanabile fragilità. Pare che alle trattative partecipi anche la Lega (Aggravi e Manfrin) e la cosa ci preoccupa molto. E poi ci sono i cani sciolti che si possono trasformare in franchi tiratori. La nostra preoccupazione va tutta al Bilancio perché è quello lo strumento che decide come si spendono i soldi dei cittadini. Come sarà affrontato? Con quali energie e con quale forza? La cittadinanza è persino troppo rassegnata ma il vaso è colmo. Non sappiamo come finirà questo inverno, la sanità attraversa una crisi incredibile a partire dai medici di famiglia, il welfare fa acqua da tutte le parti. A Palazzo queste preoccupazioni non sembrano entrare. Bisogna anche ripensare la scelta delle persone da candidare per il Consiglio Valle».
«Noi giochiamo una partita di pressione – ha concluso Donzel -, che può anche trasformarsi in una mobilitazione dei cittadini». «Il nostro è un gioco di squadra – ha aggiunto Daria Pulz – in un continuo confronto e coordinamento per cercare di procedere insieme e un’attenzione al ruolo femminile in politica, che questa Giunta non dimostra di avere. Vogliamo scongiurare che il momento del Bilancio sia quello della resa dei conti. Temiamo per la tenuta democratica della massima Assemblea regionale».
Pubblicato / aggiornato
il 16/11/2022 alle 17:30
Categoria:
Politica e Amministrazione