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Riforma elettorale: Rete civica incontra la popolazione

Riforma elettorale: Rete civica incontra la popolazione (©Laura Agostino per bobine.tv) - Fabio Protasoni ed Elio Riccarand alla conferenza stampa di Rete civica del 24 novembre 2022

Rete Civica sarà presente in Place des Franchises, ad Aosta, per tre giorni consecutivi per parlare ai cittadini della riforma elettorale regionale e della sua importanza.
Lunedì 29, martedì 30 e mercoledì 31 maggio 2023, dalle ore 17 alle 19.30, sarà allestito un gazebo informativo e saranno raccolte le firme a sostegno della lettera aperta al presidente della prima Commissione del Consiglio Valle.

Alla prima Commissione è stato affidato il compito di elaborare una proposta di legge di riforma, entro luglio 2023. «Siamo ormai all’inizio di giugno, ma non c’è ancora nessuna bozza di sintesi e le poche proposte sul tavolo sono molto diversificate. Il dato più preoccupate è che accanto a due proposte, che prevedono un vero cambiamento con l’elezione diretta del presidente della Regione, ci sono proposte, come quella del Pd e della Lega contrarie alla elezione diretta e che non rappresenterebbero un positivo cambiamento» ha affermato Rete Civica.

Rete Civica ritiene che «il tema della riforma elettorale deve vedere la partecipazione attiva dei cittadini in un dibattito che non riguarda semplicemente gli equilibri tra partiti o tra consiglieri regionali ma l’effettivo potere degli elettori di decidere, con il proprio voto, maggioranze, programmi e presidente»

L’incontro con i giornalisti

Giovedì 24 novembre 2022, Rete civica ha incontrato i giornalisti per illustrare la propria lettura della crisi politica in atto in Consiglio Valle.

Elio Riccarand ha affermato che l’attuale crisi è l’aggravamento di una situazione di precarietà della maggioranza autonomista-progressista che si è manifestata già subito dopo le elezioni dell’ottobre 2020. L’accordo era stato fatto sulla base di un programma ampiamente discusso ma messo in discussone già dal gennaio 2021. Ne era conseguita la rottura del gruppo Progetto civico progressista, con uscita dei consiglieri del Partito democratico, di Andrea Padovani e Alberto Bertin. Bertin ha definito il gruppo Pd-Federalsti-Progressisti come subalterno agli autonomisti.

Ha poi aggiunto che che la crisi è ormai strutturale, poiché figlia di una situazione già precedente al 2020. Secondo Rete civica, le radici risiedono negli scarsi poteri decisionali degli elettori, che non favoriscono la stabilità.

Gli attuali tentativi di aggregare una nuova maggioranza e l’ipotesi di tornare alle urne sono giudicate un «taccone inutile», poiché qualsiasi maggioranza non avrebbe lunga durata mentre le elezioni poterebbero a risultati sostanzialmente poco dissimili, se condotte con l’attuale legge.

Quindi la soluzione è individuata nell’approvazione di una nuova legge elettorale, già scritta dai proponenti del referendum consultivo. Il referendum potrebbe essere approvato entro il 15 gennaio e andare al voto in maggio o giugno. Si verificherebbe se i Valdostani siano favorevoli o contrati all’elezione diretta del presidente e della maggioranza.

Se il Consiglio non deciderà entro il 15 gennaio, si configurerà una violazione di norme anche di livello costituzionale

Fabio Protasoni ha suggerito di prendere ad esempio la modalità di elezione del Consiglio comunale di Aosta. Una modalità peraltro adottata in tutta Italia.

Ha anche evidenziato la crisi interna all’Union valdôtaine, dove movimento e gruppo viaggiano su binari diversi e, insieme, tengono in stallo il Consiglio e dunque la Valle d’Aosta. Potranno garantire l’amministrazione sino al 2025 ma non saranno in grado d approvare le riforme che richiedono coesione e condivisione d’intenti.

Il gruppo Pcp, allo stato attuale, non è stato invitato ad alcuna consultazione. Nel caso in cui lo fossero, accoglierebbero l’invito ma non ripeterebbero l’esperienza del 7 aprile 2022, quando avevano portato un documento programmatico: «Ci aspetteremmo che fossero loro a presentarcelo», ha precisato Protasoni.

Rispetto alla mancata adesione a Valle d’Aosta Aperta, Riccarand ha risposto: «abbiamo un progetto politico diverso. AduVdA non è d’accordo con la riforma elettorale che proponiamo e dietro a questo c’è una divaricazione politica di fondo. A noi non interessa costruire un gruppo politico di protesta ma un’area politica che va a governale la Valle d’Aosta sulla base di regole nuove. Pcp era nato per questo e l’elettorato ci aveva premiati. Possiamo collaborare ma non condividere un progetto politico».

Pubblicato / aggiornato il 27/05/2023 alle 18:56
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Categoria: Politica e Amministrazione