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Ronny Borbey è il nuovo segretario di Stella alpina

Sabato 26 novembre 2022, si è riunito il congresso elettivo di Stella alpina.

I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente uscente Maurizio Martin, che ha lasciato la presidenza dopo 18 anni.

È poi intervenuto il candidato segretario Ronny Borbey. Il suo slogan è Facciamo centro insieme e nel suo intervento ha detto: «Credo che n questo momento ci siano le condizioni per ritornare a fare politica, quella vera, quella dei contenuti, quella delle proposte, quella del coinvolgimento, quella della partecipazione, della dell’ascolto, della del servizio, quella del fare, quella del dialogo. Stella alpina farà ancora politica ne prossimi anni perché ha capito che ci sono dei problemi, che abbiamo dei problemi. Che si risolvono insieme. La politica non si fa da soli ma siamo tutti necessari per comporre il mosaico, evitando i personalismi e i protagonismi ma con il desiderio di dare le risposte giuste. Vogliamo essere complementari con le forze autonomiste, progressiste e liberali e con coloro che condividono il nostro modo di essere e di fare politica».

Gli interventi degli ospiti

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Erik Lavevaz ha detto di riconoscersi in molti aspetti del discorso di Borbey: «Sono convinto che qualcosa vada fatto per dare stabilità alla nostra regione ma la riforma elettorale non è la strada unica: i movimenti devono tornare al centro della politica per ridarle dignità. Anche perché devono riassumere il ruolo di formazione della classe politica e della classe dirigente del futuro».

Marco Curighetti, segretario di Azione, ha detto: «il tempo ci ha portato a prendere percorso diversi. Ma essere di centro significa lavorare per la soluzione giusta. Stella alpina è il partito più vecchio rimasto sulla piazza dopo l’Union valdôtaine. Spero che il lavoro possa essere comune e continuare il dialogo».

Giovanni Sandri, coordinatore regionale di Italia Viva, ha evidenziato: «è importante che Stella alpina rivendichi il ruolo di un partito che esiste da 21 anni. I partiti sono l’espressione dell’impegno politico delle persone, dice la Costituzione. Credo che tutti i partiti dovrebbero raccogliere le firme per potersi candidare alle elezioni. L’auspicio è di tornare a essere presenti anche in Europa».

Bruno Milanesio, rappresentante di Evolvendo, ha detto: «Finalmente parliamo di politica. Ci sono due elementi fondamentali: la partecipazione democratica e la necessità di addivenire alla seconda autonomia. Il ruolo e la credibilità di quasi tutti gli esponenti politici sono compromessi. I Valdostani hanno ridotto al lumicino la militanza attiva ne partiti e nei movimenti. Si faticano a raggiungere le 3mila unità di persone coinvolte attivamente nella politica. Bisogna preparare l’avvento di una nuova fase che deve essere caratterizzata dall’unione di affinità elettive per poi approdare alla messa n opera di strategie atte alla messa in opera della massimizzazione delle affinità elettorali. Serve un défi valdôtain, per affrontare il quale non ci mancano esperienza né consapevolezza. Non abbiamo il confronto dei grandi numeri ma ciò favorirà il confronto».

Erika Guichardaz, capogruppo in Consiglio Valle del Progetto civico progressista, si è così espressa: «Analizzeremo con interesse la mozione congressuale che concluderà i lavori. Ritengo corretto che sia necessario un patto fra forze politiche (per noi era il programma di legislatura) e il confronto deve tornare al centro della legislatura. Due proposte di legge sono depositate in Consiglio Valle per riformare il sistema elettorale. Le persone ci indicheranno la strada da seguire».

Giovanni Girardini, presidente della Renaissance valdôtaine, ha detto: «Ci siamo sinora trovati su fronti diversi. Però facciamo riferimento a un’area politica molto simile. Il contatto dovrebbe essere spontaneo ma la situazione attuale della politica valdostana ci ha probabilmente tenuti lontani. Non è questa la sede per arrivare ad alleanze e accordi ma crediamo che il dialogo e il confronto fra noi è auspicato a partire da domani. Perché crediamo nell’importanza d un terzo polo».

Alberto Zucchi, coordinatore regionale di Fratelli d’Itala, ha evidenziato: «il pessimo primato della Valle d’Aosta nel numero dei dipendenti pubblici rispetto alla popolazione. Noi vorremmo che, su questo punto, si ragionasse perché questo primato ci avvita su noi stessi e ci impedisce di perseguire l’obiettivo della ricchezza di tutti. Il centro dovrebbe è rendere atto che le condizioni di oggi guardano a schieramenti più ampi. La Democrazia cristiana ha portato grossi vantaggi, alla Valle d’Aosta, in passato. Una parte del centro dovrebbe avvicinarsi agli ideali e principi della destra di governo che s ispira ai principi del conservatorismo».

Luciano Caveri, in rappresentanza di Alliance valdôtaine, Vallée d’Aoste Unie e Mouv’, ha detto: «auspico si arrivi e una réunification autonomista. L’esistenza di un elemento autonomista forte e radicato cii differenzia dal sistema politico italiano e questo non deve mai essere dimenticato. C’è molta ipocrisia nel fatto che tutti si dicono autonomisti ma poi non combattono le necessarie battaglie. Dobbiamo riflettere su forme di partiti più vicini alla realtà dei cittadini per far tornare le persone alla politica. L’astensionismo è un dramma per tutte le democrazie occidentali ma noi rischiamo l’addormentamento».

Il coordinatore regionale di Forza Italia, Emily Rini, ha detto: «Da trent’anni, Forza Italia si colloca politicamente al centro, che non deve essere una comfort zone ma essere liberali, garantisti, europeisti, cristiani. Noi rappresentiamo il centro del centro-destra che gli Italiani hanno scelto per guidare il nostro Paese per i prossimi cinque anni. Speriamo che l’epoca del populismo sia alle nostre spalle. E che sia l’epoca della serietà nel costruire su valori comuni per dare risposte alle nostra comunità. Noi diamo la nostra disponibilità per governare la Regione con un progetto chiaro di centro-destra con le forze autonomiste».

Marialice Boldi, coordinatore della Lega Vallée d’Aoste, ha espresso il rammarico di Nicoletta Spelgatti di non poter essere presenti. «Ci troviamo in un momento di crisi – ha detto – e di incertezza per il futuro. Ma i cittadini sentono di non ricevere risposte a loro bisogni impellenti. Il centro destra potrebbe offrire stabilità e dare il proprio contributo alla non procrastinabile soluzione dei problemi.

Luca Tonino, segretario del Partito democratico della Valle d’Aosta ha detto d apprezzare di Stella alpina: «la pacatezza, che non deve essere percepita come rinuncia ma come prospettiva. La forza delle idee deve vincere sulla politica urlata e sul clima di campagna elettorale perenne. Ch si occupa della cosa pubblica deve avere competenze. e preparazione. Dobbiamo avviare un dialogo ampio, partendo da un nucleo che ha a cuore il futuro della Regione ma non ha certezze granitiche. Siamo disponibili a confrontarci, da domani».

Cristina Machet, presidente di Union valdôtaine, ha detto: «abbiamo percorso insieme molti anni in diverse alleanze. Ho ammirato la vostra capacità di mediazione e di dialogo. Parliamo davvero di politica e di autonomia. Poniamoci delle domande sulle ricadute concrete dell’autonomia che dobbiamo non perdere ma far crescere. Cerchiamo di essere anche meno consiglio-centrici. E smettiamo di dare una narrazione negativa di ciò che sta accadendo. Dobbiamo riuscire ad attirare i giovani: nelle prossime elezioni comunali dovremmo candidate i ventenni e far loro fare gli assessori».

Ha quindi preso la parola la candidata presidente Luisa Trione: «Mi candido per garantire che quanto è scritto nello Statuto di Stella alpina sia rispettato e non calpestato, manomesso, travisato. Credo che la modernità del nostro movimento possa essere rappresentato dal alcuni elementi: dal tornare all’essere con la gente; dallo studiare, approfondire e immaginare soluzioni innovative; dal concepire il mondo e la politica con una prospettiva di centro».

In conclusione, l’intervento di commiato del segretario uscente Carlo Marzi: «Stella alpina mi ha fatto sognare durante questi sei anni e mezzo. Siamo nati come partito composito e ora arriviamo a un divorzio fra il passato e il presente. Il fatto che il mondo autonomista stia pensando a una sintesi è da prendere in considerazione. Noi resteremo nel solco della nostra storia e potremo collaborare ma non aderire. Resisteremo ma cercando di progredire.

Sono seguite la presentazione della lista congressuale e la votazione per alzata di mano.

All’unanimità, Giulio Poli è il segretario amministrativo e i componenti del coordinamento sono: Franco Allera, Mauro Alliod, Denis Arbizzi, Dario Barone, Chiara Bernardi, Diego Bétemps, Marco Bignotti, Luigi Borselio, Andrea Celesia, Jean-Baptiste Cerlogne, Monica Challancin, Edy Cheney, Marco Cocco, Dario Comé, Natale Dodaro, Davide Enrietti Bertolotto, Demis Fiorot, Alessandro Fontanelle, Bruno Gamba, Francesco Gentile, Enrico Gosti, Maurizio Martin, Carlo Marzi, Nicolò Munier, Severino Noz, Massimo Pepellin, Alessandro Perrone, Gianluca Piu, Sergio Plateroti, Fabrizio Santoro, Flavio Serra, Floriana Tardan, Serafino Vaccaro, Marco Viérin e Andrea Vivoli.

Nel pomeriggio, sono state presentate e discusse le linee politiche di Stella alpina, a partire dalla condivisione di alcuni temi centrali. In chiusura, la votazione della mozione congressuale.

La mozione congressuale

Stella Alpina al termine del suo VI Congresso 

ribadisce l’appartenenza all’area politica moderata, autonomista, popolare e di centro; 

propone di concretizzare nelle forme che si riterranno opportune il confronto avviato con Azione e Italia Viva; 

auspica l’avvio di un dialogo con le forze politiche che condividono l’appartenenza alla medesima area politica; 

rinnova la volontà di proseguire la proficua collaborazione con le forze autonomiste valdostane;

individua la sostenibilità, la sussidiarietà, lo sviluppo economico, la formazione, il territorio e le generazioni come temi portanti della propria azione politica e s’impegna a individuare le soluzioni più incisive per la valorizzazione del territorio valdostano. Intende supportare gli amministratori locali nella loro azione e nel rispetto delle specificità territoriali;

indica in una nuova politica viaria (ferrovia, autostrada, tunnel del Monte Bianco) il presupposto indispensabile per difendere e valorizzare le attività economiche valdostane;

promuove la partecipazione delle persone al dibattito politico come mezzo privilegiato di dialogo con le istituzioni per individuare le soluzioni ai problemi;

esprime soddisfazione per l’alleanza tra le forze autonomiste e progressiste che ha permesso l’elezione del deputato valdostano e conferma il proprio giudizio positivo sull’attuale governo e in particolare per l’operato del proprio rappresentante in seno alla Giunta.

La ricomposizione degli organismi interni

Mercoledì 7 dicembre, il segretario politico Ronny Borbey ha indicato come vicesegretari Andrea Celesia e Carlo Marzi; ha poi proposto la nomina di Franco Allera come rappresentante dei sindaci; Nicolò Munier come rappresentante dei giovani e di Mauro Alliod, Dario Barone, Chiara Bernardi, Marco Bignotti, Edy Cheney, Maurizio Cerva, Dario Comé, Alessandro Fontanelle, Fabio Gradi, Francesco Gentile, Maurizio Martin, Alessandro Perrone, Flavio Serra e Marco Viérin come componenti della segreteria. 

È stata inoltre nominata la commissione dei garanti: Roberta Bolla, Luigino Persod, Silvio Trione, Vittorio Udali e Sergio Vitali.

Pubblicato / aggiornato il 10/12/2022 alle 09:03
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video