Manes si astiene sul Bilancio di Stato
(©Camera dei deputati) -
Franco Manes
Giovedì 29 dicembre 2022, il Senato ha votato la fiducia alla Finanziaria del Governo Meloni, in una versione identica a quella approvata dalla Camera.
Franco Manes, deputato della Valle d’Aosta, è intervenuto al dibattito a nome del gruppo misto-minoranze linguistiche e ha detto: «Nell’analizzare la legge di bilancio, abbiamo cercato con grande onestà intellettuale di tarare gli emendamenti su tematiche di interesse generale e anche specificatamente di interesse delle nostre Regioni di appartenenza». Manes ha evidenziato: «Capiamo le difficoltà che il Governo ha avuto a giungere ad un impianto normativo il più possibile condiviso, difficoltà dovute soprattutto al poco tempo a disposizione, in un contesto nazionale ed internazionale dei più complicati».
La legge di bilancio, per il deputato valdostano, approvata è una manovra in chiaro/scuro che dimostra comunque poco coraggio.
«Poco coraggiosa perché sono mancate azioni ed investimenti importanti verso la sanità pubblica, verso politiche e azioni che contrastassero maggiormente le differenze socio economiche ancora troppo evidenti nei vari settori della popolazione, verso una fiscalità di vantaggio per le medie e piccole imprese e a favore degli artigiani e commercianti. Più coraggio a favore dei giovani».
Gli autonomisti ritengono i provvedimenti volti a sostenere le famiglie e il tessuto sano del Paese soprattutto nel contrasto al caro energia e caro materiali «anche se – continua Manes – ci aspettavamo che questo Governo affrontasse con maggiore incisività e maggiori risorse economiche l’annoso problema della sopravvivenza dei Comuni soprattutto dei piccoli Comuni e delle cosiddette aree interne e montane».
Giudicata non lungimirante, invece, la scelta di non aver previsto un periodo di salvaguardia temporale per la ridefinizione delle agevolazioni fiscali relative al super bonus, traslando i termini almeno a marzo 2023 per la consegna della Cilas e/o rilascio dello specifico titolo abilitativo. Una decisione non rispondente alla reale situazione presente nel Paese, in cui solo per un accesso agli atti nei nostri piccoli Comuni (elemento questo imprescindibile all’avvio di qualsiasi pratica beneficiaria di una qualsiasi agevolazione fiscale edilizia), si è inchiodata la macchina amministrativa degli Enti locali.
Bene, anzi, le risorse previste dal nuovo fondo ministeriale ripartite in 30 milioni di euro per l’anno 2023, 50 per il 2024, 70 per il 2025 e 50 milioni per l’anno 2026, che saranno dedicate alla realizzazione di interventi di ammodernamento e manutenzione delle strutture site nelle località montane. Così come i 22 milioni previsti per il triennio 2023/2025 da investire a favore dei piccoli comuni a vocazione turistica con meno di 5 mila abitanti dedicati al finanziamento di progetti volti valorizzazione territoriale ed interventi di accessibilità, mobilità, rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale per contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni.
«Sul piano locale e regionale, relativamente all’analisi della legge di bilancio, dispiace ravvisare – ha evidenziato Manes – che l’emendamento presentato all’art.28 della finanziaria (contributo di solidarietà temporaneo per il 2023) a firma Manes/Steger non sia stato analizzato e accolto. Emendamento con il quale si chiedeva di confermare la destinazione del tributo alle regioni a Statuto speciale e alle Provincie Autonome di Trento e Bolzano per la parte ad esse spettante in base ai rispettivi statuti di autonomia. Che per una Regione come la Valle D’Aosta vuol dire diverse decine di milioni. Confidiamo però, che tale scelta sia motivata solo dal poco tempo avuto per la definizione della materia e della definizione dell’eventuale compensazione da effettuarsi, sicuri che nei prossimi mesi il Governo sancirà con apposito provvedimento tale specificità statutaria per tali realtà, che sono un Unicum italico».
Su questa tematica – sottolinea la nota diffusa dall’Union valdôtaine il 30 dicembre 2022 – anche la senatrice della Valle d’Aosta si sta adoperando a risolvere la problematica in una corretta azione di squadra.
Gli autonomisti giudicano positivamente l’approvazione dell’emendamento presentato dalla componente delle minoranze linguistiche all’art. 79 del disegno di legge bilancio che introduce rilevanti integrazioni al testo della norma redatta a favore degli adeguamenti prezzi per appalti pubblici.
In merito ad Accordi Quadro in edilizia, «è stato invece introdotto un chiarimento che allinea la relativa disciplina a quanto previsto dall’art. 26 per i contratti ordinari. In particolare, è stato eliminato il riferimento alla circostanza che l’Accordo quadro fosse aggiudicato – evidenzia Manes – o già efficace alla data di entrata in vigore del decreto Aiuti (18 maggio 2022), prevedendo, più semplicemente, che, al pari degli appalti ordinari, il contratto derivi da offerte presentate entro dicembre 2021. In assenza di tale chiarimento, la disciplina dell’articolo 26 risultava, infatti, ingiustificatamente limitativa e penalizzante, ove applicata ai lavori relativi ad Accordi Quadro».
Nonostante i chiarimenti sopra richiamati, la norma necessiterà ancora di alcune indispensabili modificazioni, affinché possa esplicare, in maniera completa gli effetti auspicati. Una manovra, quindi, che seppur ha visto tenere conto, sia nei contenuti sia nei metodi, in parte, delle iniziative emendative del gruppo misto parlamentare e della componente delle minoranze linguistiche, non ha convinto appieno il gruppo che ha scelto di esprimere un voto di astensione, anche se ha preso atto positivamente tra l’altro dell’estensione della riduzione iva per il teleriscaldamento, delle agevolazioni al gasolio agricolo terzo trimestre, della norma di interpretazione autentica del contributo straordinario per il caro bolletta (iniziative del Gruppo e fatte proprie dal Governo), e sottolinea «senza contare che contrariamente a qualcuno che si considera “padre putativo unico” di certe misure agevolative, trasversalmente in realtà, tutti i gruppi parlamentari hanno sottoscritto emendamenti che hanno permesso di raggiungere certi obiettivi, accolti in pieno dal Governo».
Valle d’Aosta aperta: da Manes un’altra astensione
Secondo Valle d’Aosta aperta, quello di Manes «è stato un voto utile alla sola Union Valdôtaine.
Mentre le forze progressiste in Parlamento votano contro una finanziaria conservatrice – che toglie ai più poveri, ai giovani, alla sanità e alla cultura, per dare più risorse agli evasori, alle squadre di calcio e alla lobby delle armi – il rappresentante autonomista, eletto anche con i voti del PD valdostano, si è astenuto, nel solo nome dell’Union.
Come era prevedibile, l’alleanza autonomista-progressista serviva solo a raccogliere i voti dei progressisti per eleggere il solito autonomista, con il mandato di fare da piazzista della Giunta a Roma».
Valle d’Aosta aperta chiede allora «al PD e ai vari Padovani e Bertin se la scelta dell’astensione sulla finanziaria sia stata condivisa con gli altri membri del cartello elettorale a sostegno di Manes e Vesan». Diversamente, «Tutto questo conferma che l’alternativa all’attuale degrado della politica valdostana va costruita in autonomia da questi unionisti e dai loro satelliti».
Pubblicato / aggiornato
il 30/12/2022 alle 16:44
Categoria:
Politica e Amministrazione