Zucchi contro la proroga del contratto Ausl a Uberti
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Alberto Zucchi
Il coordinatore di Fratelli d’italia Valle d’Aosta, Alberto Zucchi, con una nota diffusa il 16 febbraio 2023, ha preso posizione contro la decisione della Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di prorogare il contratto con il direttore generale dell’Ausl Valle d’Aosta a Massimo Uberti.
Scrive Zucchi: «la Giunta regionale ha deciso di modificare il contratto del Direttore generale dell’Azienda Usl al fine di consentirgli di proseguire nel suo incarico fino a scadenza, seppure in quiescenza, ma con retribuzione».
Poi Zucchi pone alcuni quesiti: «nel contratto originario di nomina del 2021 era stato previsto che in tal caso (quiescenza) il DG potesse proseguire per un anno a titolo gratuito in alternativa alla risoluzione del rapporto di lavoro come previsto dalla legislazione vigente.
In base a quale norma di legge […] è stato modificato il contratto di lavoro del DG Uberti in data 16 febbraio 2023 autorizzandolo alla prosecuzione dell’incarico fino alla naturale scadenza derogando al vincolo della gratuità in caso di avvenute dimissioni per sopraggiunta e comunicata quiescenza che ha risolto il contratto di lavoro in data 1° febbraio 2023?
Se la Giunta in ordinaria amministrazione non avesse modificato il contratto al DG Uberti quest’ultimo, il 17 febbraio avrebbe salutato la VdA lasciando dalla sera alla mattina come il suo predecessore Pescarmona?
Si tratta di atto indifferibile e urgente visto il periodo di ordinaria amministrazione in cui versa la Giunta regionale?
L’indifferibilità e l’urgenza vanno valutate sul tipo di atto e non sul fatto che diventi urgente perché la Giunta è stata inerte prima quando aveva tutto il tempo e la facoltà di operare scelte politiche di indire una procedura per l’individuazione di un nuovo Direttore Generale dell’Asl valdostana.
Perché non l’ha fatto sapendo che il DG sarebbe andato in pensione come comunicato in data 28 novembre 2022?
Perché la Giunta ha atteso fino ad oggi per decidere?».
Secondo Zucchi, il riferimento all’ordinaria amministrazione «impone la doverosa insussistenza di scelte politiche negli atti che si possono adottare.
E non è forse una scelta politica (arrogante) quella di privare il prossimo governo regionale della possibilità di scegliere un altro direttore generale per la nostra azienda sanitaria?».
Pubblicato / aggiornato
il 17/02/2023 alle 09:05
Categoria:
Politica e Amministrazione