FpPd deposita la sua proposta di legge elettorale
Nel pomeriggio di giovedì 27 aprile 2023, il gruppo consiliare Federalisti Progressisti – Partito Democratico ha depositato una proposta di legge che contiene disposizioni in materia elettorale.
L’iniziativa legislativa prevede una serie di novità rispetto alla normativa attuale: attribuzione di un premio di maggioranza, pari a 24 seggi, alla lista o alla coalizione di liste che ottiene più del 50% dei suffragi; turno di ballottaggio, nel caso in cui nessuna lista o coalizione di liste ottenga il 50%, tra le due prime liste o coalizioni e attribuzione anche in questo caso di 24 seggi, alla lista o coalizione di liste che ottiene il maggior numero di voti; introduzione della doppia preferenza di genere, della presenza di entrambi i generi in lista per una misura pari al 50% della composizione della lista e presenza obbligatoria di entrambi i generi in Giunta; estensione dell’elettorato passivo a 18 anni; riduzione del numero di firme a sostegno della presentazione di una lista che deve essere di non meno di cinquecento e non più di mille elettori.
«La notevole instabilità politica degli ultimi anni ha determinato serie ricadute anche sull’attività amministrativa – specificano i consiglieri di FP-PD -. Abbiamo quindi lavorato per una proposta che si ponesse l’obiettivo di conseguire maggiore stabilità, senza adottare il modello di elezione diretta del Presidente della Regione che, congiuntamente ad una maggioranza collegata, riteniamo possa rappresentare un’eccessiva concentrazione di potere in capo ad un’unica persona, a maggior ragione in una regione dalle dimensioni ridotte come la nostra. La nostra iniziativa intende anche affrontare la questione della rappresentanza delle donne in seno al Consiglio e alla Giunta. Pensiamo, infatti, che lo squilibrio verificatosi fino a oggi vada assolutamente cancellato.
In prima Commissione è già iniziato il confronto sulla riforma dell’attuale sistema di elezione del Consiglio Valle e della forma di governo: questo è il nostro contributo ad una riforma che riteniamo necessaria e urgente per dare finalmente una legge elettorale funzionale alla nostra regione.»
È la terza proposta all’esame della Commissione consiliare, dopo quelle di PCP e di Forza Italia.
Rete civica: una proposta inaccettabile, assurda, pericolosa e incostituzionale
Lunedì 8 maggio 2023, Rete civica ha diffuso una nota per commentare questa proposta.
Vi si legge: «Sinteticamente: è una proposta inaccettabile, assurda, pericolosa e incostituzionale.
Tutta l’impostazione della Pdl risente di una preoccupazione di fondo: fare una proposta che non sia osteggiata da parte dei cosiddetti autonomisti.
L’Uv (quale Uv?) non vuole l’elezione diretta e contestuale di maggioranza e Presidente? Allora niente elezione diretta del Presidente. Ma siccome a quel punto viene a mancare l’elemento fondamentale per stabilizzare un sistema impazzito, allora il Pd si inventa un premio di maggioranza abnorme, di ben 24 seggi, cioè i due terzi dei seggi alla lista o al gruppo di liste che arriva prima, magari solo con il 25% dei voti».
Rete civica argomenta: «È una proposta con evidenti profili di incostituzionalità e che fra l’altro non garantisce affatto la solidità della maggioranza, visto che i giochi rimangono perennemente aperti e non c’è l’antidoto dello scioglimento del Consiglio se si dimette il Presidente scelto dagli elettori.
L’elettore, in base alla proposta Pd, continuerà ad andare a votare senza sapere chi si intende proporre alla guida del Governo regionale, senza che ci sia l’obbligo di un programma comune fra le liste che si apparentano, senza avere nessuna garanzia che dopo le elezioni le alleanze non cambino, come è successo più volte nell’ultimo decennio.
Assurdo è anche il fatto che, pur in presenza di un abnorme premio di maggioranza, venga mantenuto uno sbarramento di quasi il 6% per poter ottenere una rappresentanza in Consiglio regionale. È lo sbarramento più alto fra tutte le Regioni italiane, eppure non viene minimamente messo in discussione».
Anche gli spunti progressisti, secondo Rete civica, non lo sono: «Qualcuno potrà osservare che sulla rappresentanza femminile nella composizione delle liste e sulla doppia preferenza di genere la proposta è migliorativa. È vero, è così, ma siamo pronti a scommettere qualsiasi cifra che il gruppo regionale del Pd lascerà cadere quegli elementi, dicendo che non c’è un sufficiente consenso. Uno specchietto per le allodole».
In conclusione «una Proposta di legge per assecondare il manovratore unionista e la galassia autonomista, per continuare a navigare a vista con qualche posticino di potere, per non cambiare nulla di sostanziale. I tre consiglieri firmatari della Pdl si sono candidati in una lista che nel suo programma diceva esplicitamente e testualmente che bisogna introdurre “un sistema che consenta agli elettori di decidere direttamente con il loro voto sia il Presidente della Regione, sia la maggioranza di legislatura ed il suo Programma di governo”. Cretier, Padovani e Malacrinò hanno rinnegato tutto, di rosso non hanno più neppure la vergogna».
Pubblicato / aggiornato
il 08/05/2023 alle 09:25
Categoria:
Politica e Amministrazione