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III Commissione Aosta: in analisi il regolamento per gli asili nido

III Commissione Aosta: in analisi il regolamento per gli asili nido (©https://comuneaosta.streamcloud.it) - La III Commissione del Comune di Aosta riunita mercoledì 5 luglio 2023

La terza Commissione permanente del Comune di Aosta Servizi alla persona, si è riunita mercoledì 5 luglio 2023 per analizzare la bozza del regolamento relativo ai servizio nidi d’infanzia.

L’assessore alle Politiche sociali Clotilde Forcellati ha introdotto l’argomento: «il cambiamento arriva in un percorso, iniziato prima del 1° dicembre 2022 ma quella data è stata cruciale: c’è stato l’inizio del percorso di cambiamento dei nidi, il cambiamento del modello che passa da appalto a concessione, che passa da 2 + 2 a 5 anni e che prevede dei cambiamenti. A fine luglio faremo un primo incontro di restituzione della ricerca, affidata all’UniVdA, per migliorare il servizio, che vedrà partecipare anche i genitori che hanno preso parte ai focus group.
Dunque, le novità che abbiamo introdotto con il regolamento sono: siamo passati a un sistema di concessione e non più di appalto che cambia il rischio d’impresa della stessa; siamo passati da un solo gestore a tre gestori, perché noi abbiamo, nelle linee guide della concessione, scelto di dividere in tre lotti i nostri tre asili nido (Leone Rosso soc. coop; Aldia cooperativa sociale). A questi si è aggiunto il gestore dei 24 posti, all’asilo nido Farfavola, messi in convenzione. Abbiamo anche immaginato a un tavolo tecnico-politico».

L’analisi in Commissione il 31 maggio 2023

La terza Commissione permanente del Comune di Aosta competente in materia di servizi alla persona si è riunita mercoledì 31 maggio 2023 per valutare l’ipotesi di revisione del regolamento comunale in materia di nidi d’infanzia.

Forcellati ha fatto un cappello introduttivo della situazione degli asili nido comunali: «si tratta di un percorso che è iniziato con un cronoprogramma iniziato ad aprile 2023 ed ancor prima come pensiero.
Il costo è passato da 900 a 1000 euro mensile pro capite .Per una famiglia che ha un Isee sotto i 25mila euro, la quota a suo carico è al massimo 200 euro.
Oggi possiamo dire che i nostri posti, in Aosta, sono 150, contro i 126 del passato. Questo per aiutare a conciliare i tempi di cura e quelli lavorativi. Si tratta di un percorso di cambiamento non solo nel numero di posti ma anche nel modello scelto da utilizzare, passando da un appalto a una concessione, e questo porta a una creatività nel solco del bando ma anche a un, seppur contenuto, rischio d’impresa.
Prima di cominciare a fare un ragionamento, ho chiesto agli uffici una profilatura, perché se vogliamo cambiare delle cose dobbiamo capire il contesto dove ci muoviamo. Abbiamo analizzato il campione in graduatoria secondo alcuni parametri: Isee; composizione familiare e situazione lavorativa. Da quest’analisi, emerge un contesto aostano sufficientemente importante, nel senso che il 41,66% ha un Isee fino a 12.227 euro, da 12mila euro a 20mila abbiamo il 28,12%; da 20mila a 35mila abbiamo il 12,5%
La composizione del nucleo ci dice che il 54,94% non ha nessun altro figlio ne ha solo uno, il 32,96% ne ha due; il 9,89% ha due altri figli e il 2,19% ha tre altri figli e tutto ciò ci conferma ciò che è la denatalità in Valle d’Aosta, la difficoltà ad avere un numero di figli che va oltre l’unità.
In merito alla situazione lavorativa, abbiamo il 54% che ha i due genitori che lavorano full time, il 29% con un solo genitore a tempo pieno; il 12,8% ha un genitore full time e uno part-time; il 2,19% i due genitori lavorano part-time».

La seduta è proseguita con l’audizione dei concessionari del servizio nido d’infanzia Leone Rosso soc. coop, Aldia cooperativa sociale e la società titolare di convenzione La Sorgente SCS Onlus.
La cooperativa La Sorgente SCS Onlus ha spiegato: «abbiamo un percorso nell’ambito dei servizi per la prima infanzia che abbiamo iniziato nel 1996. Nel corso degli anni, si sono verificati molti cambiamenti, fra i quali anche le modifiche sociologiche della composizione della famiglia. Siamo in una fase di transizione.
Credo che poter investire e sviluppare un accompagnamento educativo nella prima infanzia diventi fondamentale per poter avere dei cittadini che, magari, si vedranno in una posizione migliore per poter garantire una posizione migliore della nostra società».

La parola è passata a Francesco Rappazzo, della cooperativa Leone Rosso soc. coop: «da anni gestiamo gli asili nido di Asta e anche di altre realtà, quali quelle piemontesi e a Parma. La situazione è mutata negli anni e la prospettiva a cui andiamo incontro è una prospettiva dove le famiglie si appoggiano sempre più al servizio.
Sotto l’aspetto del Regolamento, non abbiamo grossi problemi sennò quello di fotografare meglio la realtà in comunione con le altre committenze.
Occorre quindi fotografare una società che è mutata rispetto all’ultimo regolamento e penso, ad esempio, anche a come trattare un’assenza di un bambino, magari con uno sconto, pensare a un pacchetto di giorni di detrazione».
Il consigliere Paolo Laurencet è intervenuto con una riflessione: «volendo fare una fotografia un po’ più realistica della famiglia, ecco per farlo da un punto di vista economico l’Isee forse non è lo strumento più adatto: dà una visione lontana, andando indietro di 2 anni, e c’è una categoria di lavoratori il cui reddito non emerge da un Isee».
Forcellati ha precisato: «l’Isee lo abbiamo inserito come indicatore ma facendolo a luglio, così i genitori hanno la possibilità di portare l’Isee dell’anno corrente».

Pubblicato / aggiornato il 05/07/2023 alle 10:49
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Categoria: Politica e Amministrazione