Vai al contenuto

Aggravi, Brunod e Planaz lasciano la Lega Vallée d’Aoste

Aggravi, Brunod e Planaz lasciano la Lega Vallée d’Aoste (©bobine.tv)

Dopo giorni di crisi sempre più palese, giovedì 14 settembre 2023 tre eletti della Lega Vallée d’Aoste in Consiglio Valle hanno annunciato la loro uscita dal gruppo consiliare.

Si tratta di Stefano Aggravi, Dennis Brunod e Dino Planaz, che hanno spiegato la loro decisione con un lungo documento che alleghiamo all’articolo.

In sintesi, questo è l’epilogo di tensioni iniziate sin dalle dimissioni di Erik Lavevaz dal ruolo di presidente della Regione (e dalle successive trattative per la composizione di una nuova maggioranza) ma che poi si sono aggravate nel confronto sulla proposta di nuova legge elettorale regionale.

Scrivono i tre fuoriusciti: «Il 23 maggio 2023 veniva depositata la proposta di legge n. 105 della Lega VDA in materia
di legge elettorale.
Una proposta di legge che in realtà non era frutto del solo lavoro della Lega VDA, bensì anche e soprattutto della mediazione tra le varie componenti del centrodestra valdostano che hanno contribuito a modificarne alcuni aspetti. Modifiche e accordi che sono stati poi successivamente sconfessati da chi ieri e oggi guida la forza politica di Fratelli d’Italia in una complicata riunione conclusasi tra l’altro con toni più che tristi.
La diretta conseguenza di quella riunione fu l’incontro che, il 31 maggio 2023, si è tenuto a Roma tra le rappresentanze locali dei partiti di centrodestra e i rispettivi referenti nazionali. La sintesi dell’incontro, almeno per quel che riguardava la Lega VDA, e stata ben rappresentata dalle dichiarazioni che la Segretaria ha fornito alla stampa ovvero “Noi abbiamo presentato una proposta di legge elettorale che sarà discussa assieme alle altre
proposte in commissione e in aula. Il risultato finale sarà per forza frutto di un compromesso tra più testi. Noi non ritiriamo la nostra proposta e porteremo avanti alcuni suggerimenti che sono emersi durante l’ultima riunione delle forze di centrodestra a Roma”. Una indicazione chiara e “definitiva” sulla questione. Una sintesi tra l’altro anche già
rappresentata e “difesa” davanti alla base degli iscritti della Lega VDA nel corso dell’Assemblea di venerdì 16 giugno 2023.
A luglio tutto cambia. Nel corso della consueta riunione del lunedì, tra gruppo consiliare e Segretaria, si viene messi al corrente del fatto che erano state avviate consultazioni (ancora!) con le altre forze di centrodestra con l’obiettivo di ritirare gli schemi di legge già presentati (la n. 67e la n. 105) e depositarne uno nuovo. Una decisione che ha creato non poca confusione all’interno del gruppo, liquidata con la spiegazione che questa scelta politica è stata presa dalla “segreteria del partito” anche e soprattutto sulla base di quanto indicato dai vertici nazionali. Per la prima volta una decisione di tale importanza non è nata da un confronto, bensì dalla volontà della “segreteria” locale, nonché dei vertici del partito (almeno cosi come rappresentato dalla prima). Una scelta del tutto
distonica rispetto al percorso politico sino a quel momento condotto. Una scelta che mise di fronte al fatto compiuto il gruppo, senza grandi ulteriori dettagli, ma con una certezza: il “direttivo” sino ad allora composto anche dal capogruppo in Consiglio Valle e dal segretario organizzativo non esisteva più. La linea politica era e sarebbe stata dettata, nuovamente, dalla sola “segreteria” (i.e. Segretaria, Senatrice e “amministratore”) relegando gli altri a meri esecutori della linea politica del “partito”. Quanto avvenuto determinò le dimissioni del segretario organizzativo quale evidente effetto collaterale.
I dettagli della nuova proposta di legge (quella che oggi è numerata come 118) sono poi stati presentati (per sommi capi) al gruppo consiliare il 31 luglio scorso, mentre il testo definitivo della proposta è stato fornito al gruppo soltanto mercoledì 2 agosto in serata su specifica richiesta. Il tutto a ridosso della successiva conferenza stampa di presentazione del testo prevista per la mattinata del giorno seguente. Un prassi mai vista in Lega VDA!
Una vicenda come quella sin qui descritta potrebbe essere letta molto semplicisticamente come un diverbio di natura meramente “tecnica”, su proposte di legge che nascono di fatto martiri e martirizzate. Tuttavia, alla base della questione c’è dell’altro, del politico che sommato al clima infame che qualcuno ha voluto sviluppare,
con ampie alimentazioni terze, ha creato confusione e sconquasso nel gruppo.
La linea politica è stata per la prima volta (forse seconda alle modalità di scelta del candidato alle ultime elezioni politiche, seppur di fatto in quel caso anche scontata) imposta al gruppo senza possibilità di dibattito o discussione anche e soprattutto in ragione del fatto che sino a quel momento (dalla sera alla mattina) la linea era differente,
chiara e trasparente anche nei confronti della base della Lega VDA. Il cambio di rotta netto e forte, le successive “modalità di convincimento” e i toni utilizzati hanno fatto li resto e li valore aggiunto del nostro gruppo è venuto meno, sostituito dalla bacchetta severa dell’insegnante.
La linea politica è stata più volte giustificata (con varie sfumature e toni), non ultima occasione quella di lunedì scorso, da u n minimo comune denominatore ovvero che “così vuole il nazionale”, punto e a capo. Anche qui un netto e forte cambio di rotta rispetto anche agli ultimi importanti appuntamenti. Si pensi ad esempio al fatto che alle scorse regionali (e comunali della città di Aosta) chi aveva proposto di lavorare alla coalizione delle forze di centrodestra era stato posto in minoranza con un secco “niet” che forse oggi non vale più. A chi resta le dovute considerazioni.
Per queste motivazioni i sottoscritti, coscienti della responsabilità che si sono assunti, in linea con il percorso politico sin qui condotto all’interno della Lega VDA, nonché del Consiglio Valle, rivendicano la libertà di dissentire da scelte fatte in altre stanze e altri luoghi, da scelte imposte e non discusse, da improvvisi cambi di rotta sostenuti da un clima infame costruito e voluto ad arte anche da chi non riconosciamo più rispetto al tanto lavoro ed alle battaglie condotte insieme.
Per queste motivazioni i sottoscritti, oggi scelgono per reazione di proseguire la battaglia politica lungo un’altra via con l’intento di radunare tutte quelle singolarità e forze libere che si riconoscono nei valori dell’Autonomia speciale, del federalismo, della salvaguardia dell’identità e delle tradizioni della nostra Valle, della difesa delle libertà individuali e dei valori conservatori della nostra società.
Da qui scegliamo di ripartire, senza rinnegare tutto quello che sino ad oggi abbiamo fatto
».

Pubblicato / aggiornato il 14/09/2023 alle 16:22
Visualizzato volte
Categoria: Politica e Amministrazione