Incidente mortale sul lavoro a Châtillon
(©Gianfranco Zanata per bobine.tv) -
La saracinesca del negozio di Châtillon sfondata in occasione dell'incidente mortale sul lavoro del 18 gennaio 2024
Giovedì 18 gennaio 2024, a Châtillon, si è verificato un incidente mortale sul lavoro. La vittima è Mohamed Oueslati, un operaio della ditta Heresaz di Verrès. 59 anni, residente ad Aosta, stava smontando le luminarie nel centro storico. In base a una prima ricostruzione, quando sono stati sollevati i piantoni impiegati per rendere stabile il camion in uso, il mezzo pesante sarebbe improvvisamente piombato a terra. L’uomo è stato colpito alle gambe dalla parte posteriore del veicolo, rimanendo bloccato contro la facciata di un edificio che costeggia via Chanoux. È stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Parini di Aosta ed è deceduto, sabato 20 gennaio, al CTO di Torino, dove era stato trasferito in seguito a un peggioramento delle sue condizioni.
Sul posto sono intervenuti il 118 e i Carabinieri. Gli accertamenti sono stati affidati alla Struttura complessa prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Usl. L’indagine sull’accaduto è coordinata dalla procura di Aosta.
La presa di posizione della Fiom
La Fiom segnala che, nel 2022, otto persone sono morte sul lavoro, alle quali si aggiungono 1.600 infortuni. Per Fabrizio Graziola, segretario confederale Cgil Valle d’Aosta con delega alla sicurezza sul lavoro, e segretario generale regionale Fiom Cgil «Quello che è avvenuto a Châtillon è l’ennesimo episodio che viviamo nella nostra regione di un lavoratore che esce di casa vivo e con tanti progetti per la sua vita e per quella dei i suoi familiari e non vi rientra più. Un marito e un papà di quattro figli è morto lavorando e non tornerà più a casa. Tutto questo è inaccettabile. Abbiamo tutti un dovere morale a cui far fronte e tra tutti (partendo dal Governo nazionale e regionale) si deve porre fine a questa strage. È evidente che c’è qualcosa che non funziona nell’ambito della sicurezza. I dati devono far riflettere sì, ma devono dare anche l’input per agire. Manca un’attenzione massiccia a una problematica che anche qui in Valle sta diventando sempre più pressante. Di lavoro si vive ma non è accettabile che si muoia. È necessario istituire dei tavoli a livello nazionale e anche regionale, dove si affronti il problema, facendo anche una panoramica, per esempio in Valle d’Aosta, di tutte le aziende e monitorando costantemente le condizioni di sicurezza. Chiediamo controlli, ma per risolvere problemi e per evitare che fatti come questo si ripetano. Tutti i lavoratori devono poter andare a lavoro con la certezza di ritornare a casa. Nel caso specifico dell’incidente mortale a Châtillon la Fiom Cgil Valle d’Aosta si stringe al dolore dei familiari di Mohamed Oueslati. Ma non ci limitiamo a questo.
Infortunio da schiacciamento è fra le tre cause più frequenti di infortunio. Tutte le aziende grandi e piccole devono obbligatoriamente fare formazione su salute e sicurezza e se necessario aumentare gli investimenti. Non si può minimamente pensare di risparmiare sulla vita delle persone. I controlli ci devono essere, ma alla base si deve costruire una “Cultura della sicurezza” partendo dalle scuole e anche noi come sindacato ci impegniamo già da tempo costantemente e lo faremo ancora di più per focalizzare l’attenzione di tutte le parti in causa su questo argomento. Troppo spesso, anche in questa regione, ci si dimentica della parola sicurezza, e spesso capita che si taglino fondi proprio sugli enti preposti alla sicurezza».
Pubblicato / aggiornato
il 23/01/2024 alle 13:57
Categoria:
Economia e Lavoro